
(foto: www.torinofc.it)
Bassi 6: non convince appieno l’uscita in occasione del primo gol, per il resto è poco impegnato, sbroglia bene qualche situazione aerea poi si deve arrendere ad un rigore e ad un eurogol di Pulzetti prima di strappare la sufficienza con un grande intervento su Masiello.
Filipe 5: tutto tranquillo fino a quando il Bari non decide di fare sul serio, poi emergono i vecchi problemi. Nel primo tempo avrebbe libertà di spingere ma non osa limitandosi a tenere la posizione soffrendo parecchio appena Rivas mette il turbo, poi nella ripresa è fortunato perchè il Bari attacca soprattutto dall’altra parte. Ma non si diventa fenomeni passando due mesi in panchina.
Rivalta 5.5: sta tutt’altro che bene, ma l’esperienza e la scarsa vena del Bari nel primo tempo lo salvano. Gli scappa solo una volta Caputo, poi tiene bene. Prende un colpo ad inizio ripresa e resiste stoicamente ma poi rischia il rigore affondando Caputo.
Pratali 5: capitano di giornata, parte malissimo facendosi trovare fuori posizione sul gol di Caputo. Poi vivacchia anche perchè il Bari non attacca più e si rende protagonista solo per un accenno di rissa con Andrea Masiello.
Ogbonna 5.5: entra come preventivato all’inizio del secondo tempo per preservare Pratali in vista dell’Ascoli. Vive dunque dal centro della scena il crollo della difesa, pur non avendo colpe specifiche.
Zavagno 5: esordiente assoluto in maglia granata, avrebbe voglia di fare, ma la ruggine dovuta alla lunga assenza dai campi, cui s’aggiunge un’età non più verdissima lo frenano. Nel primo tempo prova anche a spingere con buona continuità, ma poi sente la fatica ed inizia a sbagliare anche dietro finendo poi travolto da Alvarez nella ripresa. Avrà altre occasioni.
Cofie 5: con quelle leve lunghe quando trotterella a centrocampo sembra Vieira. Ma poi lo vedi con più attenzione e capisci che del mediano francese ha solo l’altezza ma non il passo. A dir la verità nel primo tempo si fa anche vedere per prendere palla e sembra ben ispirato, poi cade vittima della solita ingenuità quando atterra inutilmente Rivas, prendendosi pure il rimprovero di Lerda. Deve crescere, ma ha trovato il posto peggiore per farlo.
De Feudis 5: con al fianco un compagno così acerbo, dovrebbe avere più personalità, farsi dare il pallone ed impostare. Ed invece nel primo tempo se ne sta lì, anonimo, mentre nella ripresa scompare come tutti i suoi compagni.
Stevanovic 4.5: qualche sprint all’inizio, poi si perde, come sempre. Altra occasione sprecata per questo presunto gioiellino interista che dev’essere sempre più perplesso: aveva tentennato prima di accettare la serie B, ma la sensazione è che faticherebbe anche in Prima Divisione. Sempre spento, dimostra quindici anni di più di quelli che ha.
Iunco 6: la partita era finita, d’accordo, ma prendiamo questo spunto almeno per sperare. Antimo sembra essere tornato: non magari ancora quello di inizio stagione, ma ci mette voglia e gamba impegnando Padelli con un pallonetto e correndo fino alla fine. Una luce per lunedì sera.
Gasbarroni 6: il migliore, per quello che conta e considerando il contesto. Ha voglia di giocare dall’inizio, ma partite vere, non passerelle. Comunque prende spesso l’iniziativa, facendosi vedere a centrocampo, provando a saltare l’uomo e tirando insidiose punizioni, tra cui quella da cui scaturisce il rocambolesco pareggio. Poi cala alla distanza ed esce: ma lunedì sarà titolare per forza.
Lazarevic sv: gioca troppo poco, ed a partita abbondantemente finita, per meritarsi un voto, ma ha il merito di crederci fino in fondo, non al risultato ma alla possibilità di salvare la faccia e meriterebbe il gol nel finale ma manca l’aggancio sul cross di Scaglia. Stessa età di Stevanovic, caratteri agli antipodi.
Scaglia 5: un discreto inizio, favorito dal fatto che la squadra, quando attacca, lo fa soprattutto a destra. Ma poi scompare dal gioco e nella ripresa non aiuta neppure Filipe in fase difensiva, salvo ripresentarsi proprio al 90′ con una bella azione delle sue. Più che fuori forma sembrava svogliato, come immalinconito rispetto al giocatore che brillava in primavera.
Pellicori 5.5: di fatto non si vede letteralmente mai, eccetto allo scadere quando manca la girata dopo l’azione personale di Scaglia. Ma punirlo con una pesante insufficienza sarebbe davvero ingeneroso, considerando l’assenza totale di manovra offensiva ed un modulo che isola troppo l’attaccante centrale. Corre molto, ma è stata una serata da incubo.
Lerda 5.5: a fine partita si è detto parzialmente soddisfatto, almeno della prima ora di gioco. Ineccepibile, ma è abbastanza esperto per capire che non si è trattato di una vera partita nè di un banco di prova attendibile: appena il Bari ha cominciato a giocare davvero, è calato il sipario. Le riserve e qualche co-titolare non gli hanno dato le risposte cercate ed adesso non resta che pensare all’Ascoli, col peso di un’altra triste serata sulle spalle.

Davide Martini








