Questo sito contribuisce alla audience di

Precedenti Atalanta-Torino

Sulla carta è la sfida più illustre della serie B di quest'anno, ma a conti fatti quello tra Atalanta e Torino è un confronto quasi inedito in cadetteria. Appena tre i precedenti, con due vittorie per i neroblu. La strana serata di Stefano Colantuono.

Un duello tra Cigarini e Barone durante l'ultima Atalanta-Torino

E venne il giorno della sfida più attesa. Con tanto di cornice allusiva, la domenica sera, scenario cui entrambe ambiscono di tornare il prima possibile. Atalanta-Torino, sette giorni dopo Inter-Juventus: forzando la mano, da un derby d’Italia all’altro perchè neroblu e granata restano pur sempre le due squadre più prestigiose del torneo cadetto 2010-2011. Una è la provinciale più presente nella storia della serie A, l’altra la decaduta per eccellenza che proprio non riesce a rialzarsi definitivamente.

A corollario, ecco la presenza di Stefano Colantuono, freschissimo ex. Bergamo è casa sua, come disse al momento dell’addio al Toro, la sera stessa dell’amara sconfitta di Brescia che pose fine alla lunga e per certi versi incredibile cavalcata iniziata a gennaio, quando tornò appena cinque partite dopo aver lasciato il posto a Mario Beretta trovando una squadra ai margini della zona playout che anche grazie al suo operato sfiorò la serie A. Ma, disse, aveva già deciso di andarsene, a prescindere da come fosse andata la finale playoff. Rapporto contrastato quello tra il tecnico di Cinecittà ed il Toro, mai troppo amato dai giornalisti, e quasi ignorato dai tifosi. Non c’è rancore da nessuna delle due parti, ma di certo tanto i tifosi granata quanto Colantuono pagherebbero di tasca loro per soffiare i tre punti al rivale, e non solo per una questione di classifica, che peraltro aggiunge pepe al confronto con il Toro in odore di sorpasso, a soli due punti da una squadra in ripresa ma lontano dall’essere l’ammazza-campionato designata in agosto.

Retorica a parte, Atalanta-Torino in serie B più che essere un lusso è semplicemente una sfida fuori posto. Perchè nonostante gli undici campionati cadetti disputati dai granata ed i ventotto dell’Atalanta le due squadre si sono affrontate solo tre volte nella storia del campionato di seconda serie. Dato frutto di coincidenze, certo, ma testimone anche di una storia che profuma di successi e di pagine indimenticabili del calcio italiano. Dagli scudetti del Toro alla storica semifinale di Coppa delle Coppe 1988 raggiunta dai bergamaschi guidati da Emiliano Mondonico (altro fondamentale trait d’union tra le due squadre), allora militanti in serie B.

Così, con l’augurio di occuparci presto dei precedenti questo confronto in serie A, ci limitiamo a dire che in totale sono ben quarantaquattro i precedenti con un bilancio in perfetta parità che parla di dodici vittorie a testa e diciannove pareggi: un dato che, per gli amanti della statistica, potrebbe anche essere intepretato come un presagio per un altro segno X, di sicuro il più “giocato” dagli scommettitori dato l’equilibrio cui si dovrebbe assistere in campo.

Un risultato che permetterebbe al Toro di infrangere un piccolo tabù che lo vede mai vincente all’”Azzurri d’Italia” in serie B sebbene le due sconfitte siano state di misura, e durante fasi molto diverse dei campionati. Negli ultimi tre precedenti in serie A, tra il 2006 ed il 2009, si sono invece alternati tutti e tre i risultati, con una vittoria granata firmata Rosina, un rocambolesco 2-2 e la triste resa pre-retrocessione del Toro novelliniano il 15 marzo 2009 (nella foto un duello tra Cigarini e Barone). Il 25 aprile 1999 fu una rete in apertura di Massimo Carrera a piegare i granata di Mondonico, in piena corsa promozione, costringendoli alla terza sconfitta consecutiva in trasferta. Mancavano appena sette giornate alla fine del campionato ed il Toro stava vivendo uno dei non pochi momenti difficili di una stagione che finì comunque in gloria un mese e mezzo dopo con la vittoria sul neutro di Benevento contro la Fidelis Andria: ed appena sette giorni dopo la sconfitta contro l’Atalanta di Bortolo Mutti, sesta a fine stagione ad appena tre punti dal quarto posto, ci fu la romanzesca vittoria in extremis sul Napoli, nella settimana del cinquantesimo anniversario di Superga.

L’unico pareggio si registrò, anche allora in notturna, il 18 marzo 2004, turno infrasettimanale: si trattò neanche a dirlo di uno scontro al vertice che finì 1-1 con le reti di Tiribocchi e Marcolini. Ma il Toro era ormai in fase calante, fisicamente e non solo, prossimo ad uscire dal giro promozione: la sconfitta interna contro il Napoli di tre giorni dopo fu l’inizio di un rapido declino. L’ultimo precedente è recentissimo e risale al 17 settembre 2005: quinta giornata per il calendario ma appena secondo impegno per il neonato Torino Fc che incappò nella prima sconfitta ufficiale della sua storia contro l’Atalanta, neo-retrocessa ed anche allora guidata da Stefano Colantuono. Ma in quel piovoso pomeriggio lombardo si iniziarno ad intuire le potenzialità dei ragazzi di De Biasi, una squadra appena assemblata ma in grado di mettere in difficoltà la corazzata neroblu piegandosi solo per 2-1 con reti di… futuri granata. Un’ingenuità di Luca Ungari a metà primo tempo, infatti, provocò il rigore trasformato da Nicola Ventola prima del raddoppio di Simone Loria in avvio di ripresa. Un guizzo (deviato) di Enrico Fantini, al secondo centro consecutivo dopo lo storico gol all’Albinoleffe, riaccese le speranze ma una ripresa di generosi attacchi non bastò al Toro. Il gruppo stava però crescendo e dal sabato successivo riprese l’incredibile cavalcata.

Ultimi interventi

Vedi tutti