Questo sito contribuisce alla audience di

Precedenti Livorno-Torino

Secondo severo esame esterno per il Toro che sei giorni dopo l'Atalanta fa visita al Livorno, un'altra delle grandi favorite per la promozione. Una sfida tornata d'attualità di recente dopo una lunghissima pausa. Ma l'unico precedente in B è negativo.

Cristiano Lucarelli con la maglia del Livorno

Dall’Atalanta al Livorno in meno di una settimana. Cambia di poco il valore tecnico dell’avversario, ma si modifica notevolmente l’impatto storico del confronto. Perchè se la sfida contro i bergamaschi viveva di pochi capitoli in serie B ma poteva vantare un passato ricco di confronti registratisi con regolarità, l’incontro con i labronici rappresenta non solo quasi una novità assoluta a livello di serie cadetta, ma affonda molte delle sue pagine nella notte dei tempi calcistici, pur essendosi rinnovata di frequente negli ultimi due lustri, a seguito della rinascita del calcio livornese.

Sì, perchè se per cinquantacinque lunghissimi anni, dal 1949 al 2004, Livorno è stata lontano dalla serie A, l’assenza dei toscani dal grande calcio è stata molto più lunga e caratterizzata da capitoli amari, a cominciare dal fallimento che costrinse gli amaranto a ricominciare dall’Eccellenza all’inizio degli anni ‘90, dopo stagioni vissute nell’anonimato a cercare sofferte salvezze tra serie C1 e C2 lottando su polverosi campi di provincia con addosso lo scomodo peso dell’illustre passato. Poi la lenta risalita gradino per gradino, potendo sempre contare sul calore di un pubblico cui non interessava se davanti ci fosse la Rondinella o il Milan, fino all’agognato sbarco in B nel 2002, che segnò il definitivo ritorno tra i grandi di una squadra capace di scrivere pagine importanti del calcio italiano.

Basti pensare infatti che i quattordici precedenti tra Livorno e Torino, il cui computo totale vede i granata in vantaggio con cinque successi contro tre a fronte di sei pareggi, risalgono per la quasi totalità agli anni ‘40, in serie A, quando anche se erano i granata a dominare la scena calcistica di quell’epoca, i toscani seppero per lunghi anni difendersi con onore in massima serie. E non solo, visto che nel 1942-’43, stagione in cui prese il via la leggenda del Grande Torino, i veri rivali di Mazzola e compagni furono proprio i labronici capaci di rendere durissima la vita allo squadrone granata fino al termine chiudendo il campionato al secondo posto con 43 punti, uno solo in meno del Toro che durante la stagione non riuscì neppure a battere il Livorno, nè in casa dove addirittura perse 2-1, nè in Toscana dove il 24 gennaio 1943 lo scontro al vertice finì 0-0.

Ma quella è storia di serie A, ed allora, come fatto per l’Atalanta, riserviamoci altri capitoli di storia per quando, si spera il prima possibile, le due squadre potranno tornare a fronteggiarsi nel palcoscenico più importante, possibilmente soffrendo meno ed offrendo spettacoli migliori di quelli dei due recenti confronti, l’ultimo dei quali, l’11 maggio 2008, firmato Rosina che certificò la soffertissima salvezza tra le proteste del pubblico di casa per la caduta in B, primo atto di un saliscendi tuttora in corso.

L’unico precedente a livello di serie B è invece amaro per i colori granata, che il 22 maggio 2004 incapparono in una sconfitta che mancava addirittura dal 1934. Era ormai la quart’ultima giornata del più lungo campionato di B della storia (ventidue squadre) ed un Toro già da tempo fuori dal giro promozione, ed anzi più preoccupato di guardarsi le spalle, stava concludendo anonimamente il peggior campionato di sempre. Così, di fronte al Livorno di Walter Mazzarri lanciatissimo verso un’inattesa promozione (quell’anno erano ben cinque i posti che regalavano il salto di categoria più lo spareggio tra la sesta e la quart’ultima della A) in un “Picchi” esaurito la sconfitta del Toro fu quasi fisiologica: finì 3-1 con il fresco ex Cristiano Lucarelli, reduce dalla clamorosa rinuncia al miliardo per tornare nella sua città, ed il torinese Yuri Cannarsa a chiudere presto i conti nel primo quarto d’ora prima dell’illusorio rigore di Andrè Pinga a fine primo tempo e dell’ultimo sigillo nel finale di gara ancora di Lucarelli.

Questa la formazione schierata quel giorno da Ezio Rossi: Sorrentino; Balzaretti, Mezzano, Mariano Fernandez (73′ Daniele Martinelli), Marchese (73′ Franco); De Ascentis, Conticchio, Walem; Pinga; Tiribocchi (63′ Ferrante), Fabbrini.

Ultimi interventi

Vedi tutti