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Pagelle Grosseto-Torino

Mediocrità tutt'altro che aurea quella del Toro a Grosseto. Su tutti svetta Sgrigna, l'unico ad andare al tiro ed a credere nella vittoria fino in fondo. Rubinho attento, Garofalo subito in partita, ancora anonimo il centrocampo. Terzini in sofferenza.

Claudio Rivalta non giocava titolare dalla seconda giornata
(foto: www.torinofc.it)

Rubinho 6: il collo è ancora un pò indolenzito ma per sua fortuna non è una giornata di grande lavoro. La sua partita di fatto dura un tempo, quanto necessario per pregare che il tiro di Guidone che lo spiazza termini alto e per farsi trovare pronto sul destro di Statella. Poi osserva da lontano l’inoffensiva ripresa dei compagni.

Rivalta 5.5: mossa a sorpresa ma non troppo di Lerda per blindare la difesa, come da copione non oltrepassa quasi mai la metacampo ma il problema è che soffre non poco anche dietro, nonostante il suo avversario diretto, il gigante Alessandro, sia più lento di lui. Ma sul piano fisico è sovrastato, viene ammonito presto ma poi riesce a resistere, complice il secondo tempo di attesa dei biancorossi.

D’Ambrosio sv: un quarto d’ora recupero compreso è troppo poco per poter rendersi utile, anche perchè la squadra è tutta schierata in avanti ma non si muove nessuno, ed anzi quando entra lui il Grosseto torna a farsi vivo in avanti.

Pratali 5.5: Guidone, proveniente dalla retrocessa (e poi ripescata) Carrarese, Seconda Divisione, ci mette sette minuti per beffarlo e solo l’imprecisione dell’attaccante salva lui ed il Toro. Per il resto soffre pochissimo e prova pure ad impostare l’azione da dietro con discese palla al piede.

Ogbonna 6: pomeriggio di relax dietro, anche se Statella lo fa soffrire un pò, allora prova a farsi vedere con scarso successo in attacco.

Zavagno 5.5: come Rivalta ha il chiaro mandato di limitarsi a coprire le incursioni del suo avversario diretto. Lo fa con zelo, ma fa saltare tutti dalla sedia quando salta a vuoto su un cross non impossibile da leggere dalla sinistra. Esce ad inizio ripresa.

Garofalo 6: chissà se ha ricomposto il dissidio con Lerda, e chissà se un dissidio c’è mai stato. Ma di sicuro un Torello così povero di idee e di coraggio non può autoflagellarsi rinunciando senza motivo alle sue incursioni. È l’unico a darsi da fare nella ripresa con Sgrigna pur senza brillare troppo, dopo essere stato accolto nello stadio che lo ha reso famoso tra timidi applausi ed inspiegabili fischi.

Lazarevic 5.5: si accende solo una volta, a metà primo tempo, seminando il panico nella difesa grossetana. Per il resto la sensazione è che partendo un pò più avanti faccia fatica, specialmente in trasferta, a sprigionare la sua velocità, infatti nella ripresa non dà il contributo sperato, rimanendo quasi sempre estraneo alla manovra, anche perchè viene inspiegabilmente spostato a sinistra.

De Feudis 5.5: dura la vita dei portatori d’acqua, anche se dietro hai quattro giocatori bloccati che dovrebbero renderti più tranquillo. La qualità rimane un optional, ma nel primo tempo rincorre tutti, prendendosi un’ammonizione salva-contropiede che gli farà saltare l’Albinoleffe.

De Vezze 5.5: rispetto al compagno di reparto ha qualche piccola licenza di offendere in più, ed infatti va al tiro da fuori nel finale del primo tempo. Poco prima si era beccato un’ammonizione nella stessa maniera di De Feudis, per salvare una ripartenza dopo un angolo a favore malamente sprecato. Nella ripresa non garantisce il necessario cambio di passo alla squadra, ma non è un vero regista e si sapeva.

Iunco 5: del poker offensivo è quello che sembra aver patito di più il cambiamento tattico. Perchè gli è stata tolta la possibilità di accentrarsi e lasciandolo sulla fascia non può incidere come sa. Nella ripresa poi viene spostato a destra e non si fa quasi mai vedere, anche se avrebbe il merito di procurarsi il rigore non concesso.

Bianchi 5: non pervenuto, non solo per colpe sue. Di fatto non tocca un pallone da dirigere verso la porta di Mangiapelo, limitandosi a improduttive spizzate aeree. Le cose non migliorano nella ripresa nonostante la squadra prenda in mano il gioco e neppure affiancargli Pellicori lo fa uscire dall’anonimato.

Sgrigna 6.5: senza discussioni il migliore, non tanto per la qualità delle giocate ma perchè, soprattutto nel secondo tempo, è l’unico a crederci fino in fondo, anche perchè finalmente collocato nella posizione naturale. Ed è pure l’unico a tirare in porta, da ogni posizione, nella prima come nella seconda frazione. Ad essere pignoli si potrebbe pretendere più precisione e più cattiveria, ma il contesto non aiuta.

Pellicori sv: altro ex che però non fa neppure in tempo ad entrare in partita, avendo a disposizione solo poco più di cinque minuti.

Lerda 5.5: da tecnico iper offensivo al primo non prenderle il passo è abbastanza lungo. Ma la partita in fondo è la dimostrazione di come il coraggio non si misuri dal numero degli attaccanti in campo. La paura di perdere partita e panchina lo porta a badare prima alla fase difensiva, lasciando molto a desiderare tanto nei cambi (tardivo l’ingresso di D’Ambrosio) quanto nell’organizzazione della manovra d’attacco. Non è sereno e con lui la squadra, ma per svoltare serve molto di più.

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