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Pagelle Reggina-Torino

Poche stecche e tanta sostanza nel bel Toro visto a Reggio. E se per la seconda partita consecutivo gioca bene la coppia di mediani tutta la squadra ne trae vantaggio: autoritaria anche la difesa, delude parzialmente solo Sgrigna.

Giuseppe De Feudis, brillante protagonista di Reggina-Torino
(foto: www.torinofc.it)

Bassi 6: con quei cerottoni sul collo non è che infonda tanta sicurezza alla difesa, ed al di là del cattivo posizionamento sul gol di Bonazzoli deve aver contato anche quel problema fisico nella difficoltà a saltare. Per il resto non è impegnato molto limitandosi a veder sfilare qualche pallone sul fondo.

D’Ambrosio 6.5: autoritario in difesa, coraggioso in fase di spinta, con quel pezzo forte della casa, la discesa con puntata verso la porta a metà ripresa, che è più di una spia che il ragazzo sta tornando. Non è ancora quello che stupì tutti a fine inverno scorso ma condizione e sicurezza stanno aumentando.

Pratali sv: in occasione del gol è a terra infortunato, poi prova a rientrare ma deve arrendersi al dolore al quadricipite dopo neppure dieci minuti. Una brutta tegola per Lerda, ma Di Cesare è pronto al rientro.

Rivalta 5.5: l’esperienza di certo non gli manca ma entrare a freddo non è mai facile. Dalla sua parte transita prevalentemente il guizzante Campagnacci, che gli sfugge una sola volta, e potrebbero essere guai. Poi regge bene, agevolato dal fatto che nella ripresa la Reggina è stanca e quasi mai insidiosa.

Ogbonna 6.5: è tutto vero. Prandelli in settimana ha ammesso che c’è anche l’Angelo granata tra gli osservati speciali per la Nazionale del futuro. È improbabile pensare ad una convocazione immediata, ma partite come quella di Reggio aiutano alla crescita soprattutto psicologica del ragazzo. Sempre sicuro, è agevolato dall’uscita di Bonazzoli ma si disimpegna finalmente senza sbavature o distrazioni.

Zavagno 5.5: l’assenza di Pratali e quindi gli scompensi difensivi in occasione del gol reggino non lo assolvono del tutto dalla superficialità con cui stringe in marcatura su Bonazzoli. Per il resto tiene la posizione come da copione, provando anche timidamente a spingere nella ripresa ma senza risultati apprezzabili.

De Vezze 6.5: interessante conferma. Dopo i progressi contro l’Albinoleffe, Daniele concede un gradevole bis. E dire che l’esame era tosto, davanti alla foltissima mediana amaranto, eppure lui dirige bene il traffico con un buon lavoro di filtro e non disdegnando come gli capita spesso di cercare il tiro da fuori. Sta aggiustando la mira.

De Feudis 6.5: non può essere casuale che il miglior Toro stagionale coincida con una buona prestazione della coppia di mediani. Sarà stata la presenza della Reggina, società cui si è rifiutato di andare poco prima di venire al Toro, ma indovina finalmente una buona gara, di sostanza e di spessore. Non fa mai mancare l’aiuto a De Vezze, tiene alto il baricentro della squadra e sfiora pure il gran gol nel finale. Unico neo la solita ammonizione, ma è pur sempre l’unico a far legna là in mezzo.

Scaglia 5.5: impossibile non partire dalla considerazione che la fascia destra non solo non è il suo habitat naturale ma lo fa di fatto eclissare dal gioco. Eppure va un pò meglio rispetto a martedì, anche se è sempre troppo macchinoso quando si deve spostare la palla sul piede preferito ed in generale non incide quasi mai.

Belingheri 6: secondo subentro in cinque giorni e secondo buon impatto sulla partita. Si piazza in mezzo, leggermente più avanti di De Vezze e De Feudis ma non proprio sulla trequarti: insomma nella posizione ideale per fare male, ed infatti indirizza subito un destro maligno sul quale Pellicori non arriva per pochissimo. Pochi minuti ma buoni, è questo il suo futuro in granata?

Sgrigna 5.5: questa volta non agisce in linea con Bianchi ma un pò più indietro. Ma è difficile ricollegare ad un minimo arretramento una prestazione poco appariscente, se non deludente: peccato, è l’unica nota stonata del pomeriggio oltre all’infortunio di Bianchi, proprio in partite in cui la sua classe dovrebbe fare la differenza. A sua parziale attenuante va l’uscita di Rolando, che lo priva di un giocatore col quale dialogare.

Lazarevic 5.5: a sinistra è sprecato, questo è risaputo. Anche perchè se si mette in luce più per i recuperi difensivi, che anche a Reggio non sono mancati, che per i dribbling e gli spunti sulla fascia c’è qualcosa che non va: era una partita di sacrificio, d’accordo, ma già contro il Modena lui e tutti si auspicano un ritorno a casa…

Bianchi 6: tredici minuti, sufficienti per timbrare il settimo gol stagionale, di rapina ed astuzia come poche altre volte, e per zittire un’altra volta il pubblico. Ma questa volta non il suo bensì quello reggino che lo fischiava per motivi davvero ignoti, e non è la prima volta. Poi alla prima elevazione l’adduttore fa crac e la sensazione è che per un pò non lo vedremo.

Pellicori 5.5: mister sponda vive il solito pomeriggio difficile, passato più a fare la guerra con i difensori avversari che a svolgere il ruolo di centravanti. Certo non trasmette quella costante idea di pericolosità che si addice ad uno che ricopre quella posizione, ma riceve poche palle giocabili. Sulla più propizia viene anticipato di un soffio da un difensore, rinviando così ancora l’appuntamento col primo gol granata. Il voto s’abbassa ulteriormente per quell’ingenua ammonizione che costringerà ad improvvisare l’attacco contro il Modena.

Lerda 6.5: forse non se l’aspettava nemmeno lui una prova di maturità così da parte dei suoi, pur condizionati dall’emergenza a partita in corso e su un campo ostico. Il piccolo accorgimento di arretrare Sgrigna non è stato decisivo, mentre bene ha fatto a non snaturare la sua creatura dall’inizio con l’inserimento di Belingheri, più utile a partita in corso. Non lo dice, ma qualche rimpianto ce l’ha…

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