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Pagelle Torino-Ascoli

Pause e qualità. Nel Toro che prova a riprendere il cammino superando a fatica il modestissimo Ascoli, brillano gli attaccanti e gli esterni d'attacco. Su tutti Dejan Lazarevic, cui manca solo la soddisfazione del gol. Qualità anche da Sgrigna e Iunco, gol a parte. Male il centrocampo ed Ogbonna.

I granata festeggiano: l'Ascoli �¨ sconfitto, si prova a ripartire
(foto: www.torinofc.it)

Bassi 6: sa di dover giocare una delle partite più calde della stagione pochi minuti prima del via e dopo meno di 120″ ha già incassato un gol senza colpe. Per sua fortuna il resto della serata lo trascorre in totale tranquillità, non dovendo fare alcuna parata e limitandosi a bloccare quasi sempre in due tempi a causa del pallone bagnato innocui cross laterali.

D’Ambrosio 5: non ci siamo. L’assenza improvvisa di Garofalo lo responsabilizza perchè è lui a doversi assumere l’onere di spingere con più frequenza rispetto a Zavagno pur in un modulo in cui i terzini devono essere più guardinghi. E la spinta in effetti c’è, ma accompagnata da imprecisione nei cross ed anche in passaggi banali. Sbaglia pure un gol non difficile su azione d’angolo, e mostra un nervosismo insospettabile. Cercasi il vecchio Danilo.

Rivalta sv: pochi spiccioli per rafforzare la difesa, ma l’Ascoli non c’è più da tempo.

Pratali 6: dopo la serataccia di Bari, riprende il filo delle prestazioni dignitose dell’ultimo periodo. Non ha colpe sul gol di Moretti e per il resto in difesa ha poco da fare, così prova a ripetersi nelle vesti di marcatore, ma il suo bel colpo di testa esce di pochissimo ad inizio ripresa. È tornato discretamente affidabile.

Ogbonna 5: c’è ricaduto. Un errore del genere non può che influire negativamente sul giudizio di una prestazione anche se si è vinto ed anche se per il resto della gara se la cava bene pur nel poco lavoro che gli tocca. Ma più che errore tecnico è stato proprio uno svarione concettuale, frutto di quella solita deconcentrazione che non smette di colpirlo troppo spesso. Ma essere deconcentrati dopo due minuti di una partita decisiva, e con tanto di fascia di capitano al braccio, è davvero imperdonabile.

Zavagno 6: sa di dover esordire in campionato a pochi minuti dal via, ma dalla sua ha l’età che non gli fa sentire l’emozione. È comunque piuttosto frenato, ed allora dalla sua parte si spinge pochissimo. Tiene la posizione senza grandi errori, ma è apprezzabile il bel cross per Pellicori a fine primo tempo. Le poche azioni dell’Ascoli vengono dalla sua parte.

De Feudis 5: se già il centrocampo era in difficoltà nel 4-2-3-1 figuratevi in questa sorta di 4-2-4 architettato da Lerda. Ma ciò non toglie che sbaglia troppo in fase di costruzione, anche passaggi semplici. Dopo il bell’esordio contro il Sassuolo, si sta via via spegnendo confermandosi giocatore di categoria.

De Vezze 5.5: mezzo voto in più del compagno, con il quale condivide una prestazione insufficiente, per un maggior dinamismo in fase di pressing. Ma quanti errori in fase di appoggio, pur con l’attenuante del ridottissimo aiuto che gli arriva dagli esterni alti.

Lazarevic 7: speedy Dejan non finisce di stupire. Sarà proprio per la sua giovane età che lo rende impermeabile alle tensioni, ma per lui ogni partita è uguale all’altra. Dategli una fascia laterale ed un pallone e lui vi divertirà: trequartista esterno o vera punta aggiunta, cambia poco, il talento scuola Genoa spacca la difesa ascolana correndo e ripartendo senza soste. A tratti è più veloce pure della palla ma neppure il campo pesante ed una stazza fisica poco adatta alla pioggia lo frenano. Nel primo tempo è l’unica fonte di gioco e cerca pure il gol, l’unica cosa che ancora gli manca. Nella ripresa è il protagonista indiscusso come e più dei marcatori tra volate continue e cross in serie. Inafferrabile.

Sgrigna 7: ci si aspetta sempre tanto da uno come lui, soprattutto quando la squadra è in difficoltà. Certo il campo non è l’ideale per la sua classe ma questa volta risponde all’appello, e per tutta la durata dell’incontro. Reattivo nell’azione del pareggio, tempesta di tiri Guarna e meriterebbe la doppietta anche per l’adattabilità ad un ruolo che lo porta ora ad affiancare Pellicori ora ad agire alle sue spalle. Calcia la punizione del sorpasso, unica pecca la rabbia al momento di una sostituzione parsa inevitabile.

Scaglia sv: entra in campo a gara già finita quando gli attacchi si sono esauriti da ambo le parti.

Pellicori 5.5: finalmente una partita d’attacco. Dopo averlo visto abbandonato al suo destino a Livorno come a Bari, questa volta è nel vivo dell’azione. Che poi commetta troppi errori, è un altro problema. Vice-Bianchi ma con caratteristiche diverse, si prodiga nelle solite sponde, aeree e non solo, ed in generale è un pericolo costante per la difesa ascolana. Peccato che al momento del dunque sbagli troppo: come quando cerca un improbabile rigore o quando calcia addosso a Guarna un pallone che andava semplicemente alzato. La generosità c’è, ma serve di più.

Iunco 6.5: non è ancora quello di inizio stagione, ma i progressi già palesati contro Frosinone e Bari trovano piena conferma. E per di più su un campo pesante non proprio adatto ad un peso leggero. Gioca da ala pura, anzi da attaccante esterno, ma è sempre nel vivo del gioco: dal suo piede parte il comunque innocuo cross del pareggio, poi nella ripresa sale in cattedra svariando dappertutto. Dopo aver fallito un gol facile, trova quello più difficile, con una deviazione acrobatica che lo libera da un momento difficile. Mino is coming back.

Obodo sv: dovrebbe essere in Nigeria a salutare per l’ultima volta il padre ed invece lotta con i compagni, che gli dedicano gol e vittoria. Entra solo nel finale per la gestione di una gara che non c’è più, troppo poco per mettersi in luce. Ma il segnale di attaccamento è arrivato.

Lerda 6: si ritrova a cinque minuti dal via senza altri due titolari, dopo una settimana d’inferno. E dopo meno di due minuti è già sotto per l’ennesima sciocchezza di squadra. Impazzire è il minimo sindacale eppure mantiene la calma per 90′ e non deroga da un atteggiamento ultra-offensivo: gli erano state chieste modifiche tattiche, le ha fatte ma solo l’inadeguatezza dell’Ascoli ha impedito pericolose ripartenze. La squadra non lo festeggia dopo i gol come si fa in questi casi, ma resiste. Anche grazie al calendario?

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