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Pagelle Torino-Modena

Difensore-goleador su tutti, ovviamente, al termine della vittoriosa rimonta sul Modena. Per un D'Ambrosio che ride, ecco un Garofalo disastroso, alla peggior partita in granata: cose che capitano. Male anche Pratali, Sgrigna croce e delizia.

Danilo D'Ambrosio esulta: ha appena realizzato il gol del momentaneo 2-2
(foto: www.torinofc.it)

Bassi 6: ha poche colpe se in venti minuti gli si presentano davanti due avversari in perfetta solitudine e sui gol c’è poco da fare, per il resto assiste ma è attento quando serve, come allo scadere nel bloccare la girata di Mazzarani.

D’Ambrosio 7.5: è l’unico della difesa a non sbandare, e non solo perchè il Modena attacca prevalentemente dall’altra parte. Si vede che sta riacquistando sicurezza e poi quella doppietta gli vale una giornata indimenticabile: Lerda voleva i gol dei difensori, trovarne due in una giornata del genere è manna dal cielo. Ritrovato.

Pratali 5: purtroppo a volte s’inceppa. Senza certe pause, oggi sarebbe titolare fisso in serie A. Il liscio con cui dà il via libera al gol di Cani non è solo uno svarione ma un errore tecnico non comune a queste latitudini: arriva troppo lungo sulla palla, colpa di quel vecchio vizio di voler impostare palla al piede. Si riscatta solo parzialmente in avvio di secondo tempo con un salvataggio disperato ma perfetto su Mazzarani. Da sabato dovrebbe tornare in panchina, errore a parte.

Ogbonna 5: nel gol di Mazzarani è nella terra di nessuno, la colpa principale è di Garofalo ma il leader del reparto difensivo è lui e dovrebbe farsi sentire chiamando il fuorigioco nei modi e nei tempi giusti. Nel raddoppio non riesce a recuperare in velocità su Cani, che pure non è un fulmine di guerra. Non velocissimo e troppe volte disattento: Prandelli dovrà rivedere i suoi piani…

Garofalo 5: imperdonabile l’ingenuità in occasione del pareggio, che tarpa le ali dopo il gol di Sgrigna complicando maledettamente il pomeriggio. Poco prima aveva sprecato malamente un contropiede. Fatica a riprendersi psicologicamente ed anche in fase di spinta non è quello di sempre, pasticciando e trovando rararmente il cross giusto.

De Feudis 6: meno gloria rispetto a Reggio, ma neppure così male. Per una volta ha di fronte un reparto in parità numerica, fa il consueto lavoro oscuro limitando le incursioni offensive e tamponando quando può, specie ad inizio ripresa quando la squadra è un pò troppo lunga.

De Vezze 5.5: rispetto al compagno ha qualche licenza in più in fase di costruzione ma è più impreciso delle ultime apparizioni, sebbene l’assenza di un giocatore come Bianchi, che detta i tempi della manovra d’attacco, incida non poco anche sulla sua prestazione.

Lazarevic 6.5: non si accende moltissimo, anzi a sinistra non si vede proprio mai. Ma la classe e la velocità sono sempre quelle ed allora a metà ripresa fa scattare in piedi i pochi spettatori quando semina due avversari e conclude a lato di pochissimo. Subito dopo esce, stanchissimo certo, ma noi l’avremmo continuato a vedere volentieri. Se diventerà pure continuo, sfonderà. Ma per ora basta così.

Stevanovic sv: la solita confusione a sinistra, poche cose buone anche quando, in vantaggio, bisognerebbe tenere palla.

Belingheri 5.5: è la solita storia. Quando lo aspetti al decollo, stecca. Di fatto non si vede mai, seppur impiegato nella posizione a lui più congeniale. E l’assenza di un centravanti di ruolo dovrebbe agevolarne gli inserimenti, invece se ne sta intimidito non trovando mai la posizione. Funziona meglio a gara in corso.

Zanetti sv: dentro subito dopo il vantaggio, per fare diga. Missione compiuta.

Scaglia 5.5: parte benissimo col cross per il gol di Sgrigna, arrivato sì da destra ma col sinistro. Poi però si perde, cambiando e ricambiando fascia senza più incidere.

Gasbarroni 7: d’accordo, da dodicesimo uomo è perfetto, ma forse Lerda ha preso il concetto troppo alla lettera. È vero che entra sempre, dunque è più fresco, quando i difensori avversari sono stanchi, ma ancora una volta cambia faccia alla partita e merita ormai una chance dall’inizio, anche se la sua imprevedibilità è pericolosa, in negativo. Si piazza a sinistra, tira da ogni posizione, crossa e svaria di continuo: vorrebbe mangiare l’erba, facciamogliela vedere un pò di più.

Sgrigna 6: difficile fare una media al termine di una prestazione croce e delizia. Apre le marcature con un gol da centravanti, ma solo dopo aver sbagliato un comodo colpo di testa. Poi apre varchi correndo dappertutto, prima però di far emergere le prevedibili lacune in un ruolo non suo. Inguardabile il rigore che calcia sul fondo, dopo il quale la sua prestazione scende di livello ancora di più, ma ha il merito di battere bene il calcio d’angolo che decide la partita.

Lerda 6: vedendolo dimenarsi dopo il 3-2 sembrava il miglior Mondonico d’annata. Assiste impotente all’ennesima partita ad handicap, si gira verso la panchina e vede che c’è poco da fare. Eccetto Gasbarroni: non può esimersi dal mandarlo in campo, mentre convince molto meno la scelta di sostituire un pur stanco Lazarevic. Se non fosse arrivata la vittoria sarebbe stato difficile rispondere alle domande sul mancato utilizzo del Gas dal primo minuto, magari in un 4-3-3, ma il modulo non cambia. Ha avuto ragione, ma che fatica.

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