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Reggina-Torino 1-1

Avanti così. Grazie alla miglior prestazione stagionale per carattere e compattezza, il Toro torna dalla difficile trasferta di Reggio Calabria con un punto che fa morale più che classifica. Non è ancora la svolta auspicata, ma la creatura sta finalmente crescendo. Ma preoccupa il nuovo stop di Bianchi.

Rolando Bianchi realizza il gol del definitivo 1-1: è il 13' del primo tempo
(foto: www.torinofc.it)

Chi l’ha detto che per sentirsi soddisfatti ed ottimisti bisogna vincere? Se offri una prestazione incoraggiante per tenuta del campo ed autorità, un pari può valere assai più di una vittoria bugiarda. Lo sa bene il Toro che esce con un meritatissimo punto dal difficile campo di Reggio Calabria, toccando per la prima volta in stagione il quarto risultato utile consecutivo ed imponendo il pareggio alla seconda in classifica grazie a 90′ infarciti di intelligenza e coraggio in una partita di rara bellezza ed intensità per queste latitudini, che non ha nulla da invidiare a diverse sfide della massima serie: non sarà granchè accontentarsi di un risultato che non cambia di molto la classifica, anzi fa perdere qualche altra posizione, ma viste le premesse ed il recente passato vale la pena essere fiduciosi e dare credito ad una squadra uscita evidentemente rafforzata nel gioco e nello spirito dalle ultime prestazioni.

Si è trattato senza dubbio della miglior prestazione stagionale, come ha rimarcato a fine partita il presidente amaranto Foti per giustificare un risultato che magari non lo soddisfa appieno ma che avrebbe anche potuto essere peggiore se i granata c’avessero creduto di più: se infatti c’è ancora qualcosa da migliorare (facciamo più di qualcosa) si deve partire proprio da un pizzico di autostima in più, da quella sana cattiveria che deve orientare la squadra e farle capire quando e come si può affondare per cercare la posta piena. Il secondo tempo di Reggio ha infatti ricalcato pericolosamente quello contro l’Atalanta: Toro perfettamente in partita, capace di controllare senza affanni le avanzate di un avversario più forte stando a classifica e stato generale ed anzi più pericoloso dei rivali in zona gol. A Bergamo ci fu poi la beffa finale, cosa che in riva allo Stretto non è successa, ma che sarebbe potuta accadere perchè nell’ultima mezz’ora, più che la stanchezza (anzi la squadra, al terzo impegno in una settimana, ha mostrato una condizione fisica invidiabile ed incoraggiante) è emerso un pizzico di appagamento, come a dire vabbè accontentiamoci di un piccolo passetto avanti. Idea giustificabile considerando il recente passato ma pericolosissima quando davanti hai formazioni che possono risolvere le gare con un guizzo, come successo alla Reggina nelle ultime partite casalinghe.

Ma Lerda può comunque provare a guardare al futuro con ottimismo: i ragazzi sembrano rispondere sempre meglio alle sue direttive ed anche la capacità di reazione sta migliorando, segno che evidentemente i sette punti giunti nelle scorse tre “morbide” partite sono serviti molto al morale più che alla classifica al di là del valore degli avversari. Perchè sarebbe stato facile (e quanti lo hanno pensato…) affondare già al 5′, quando la Reggina si era portata in vantaggio sfruttando la solita distrazione collettiva a freddo della difesa granata: Barillà crossa dalla sinistra, Pratali è sdraiato infortunato sulla trequarti, Zavagno si perde Bonazzoli marcandolo troppo da lontano ed il centravanti sorprende un troppo avanzato Bassi con un pallonetto di testa che vale la decima marcatura stagionale. Se non alla goleada, era facile pensare al solito Toro da trasferta, timido e molle, anche perchè dopo 9′ l’avvio shock era completato dall’infortunio di Pratali sostituito da Rivalta, non proprio l’ideale per fronteggiare i chili ed i muscoli di Bonazzoli.

Lerda aveva mandato in campo la squadra prevista rilanciando però De Feudis dall’inizio al posto di Zanetti e soprattutto confermando la strana inversione tra Scaglia e Lazaarevic, con lo sloveno a sinistra. Sgrigna agiva invece qualche metro più indietro di Bianchi, unica accortezza sul campo della vice-capolista. A dir la verità la reazione ha tardato a venire ma complice la mancanza di killer-instinct della giovane squadra di Atzori ed un pizzico di fortuna i granata sono riusciti a rimettere in piedi la partita, definitivamente: al 13′ Zavagno crossa senza tante pretese, la parabola è lunga e Scaglia riesce solo a deviarla all’indietro, al limite dell’area accorre De Vezze che tenta un tiro, il pallone carambola su un difensore reggino e finisce sui piedi di Bianchi, in posizione regolare, che stoppa e fulmina Puggioni di destro. Sorpresa delle sorprese, ma assai più inattesa sarà la successiva gestione del match da parte del Toro che non si rintana pago del repentino pareggio ma risponde colpo su colpo con insospettabile personalità alla vivacità dei padroni di casa. Ma la sfortuna è in agguato e pochi minuti dopo, saltando su un cross dalla sinistra, Bianchi si rifa male all’adduttore e dopo qualche minuto di resistenza deve gettare la spugna per Pellicori: secondo cambio forzato dopo appena un quarto di partita, un cattivo presagio solo parzialmente pareggiato dallo stesso infortunio che poco dopo toglie dal campo anche Bonazzoli, subito dopo che il bomber aveva ispirato un’azione pericolosissima rifinendo al 22′ per Campagnacci che supera Rivalta e conclude a lato: Toro comunque in difficoltà di fronte alle manovre in velocità al limite della propria area.

Il Toro comunque c’è eccome sul campo: buon possesso palla, movimenti senza palla in attacco uniti ad un pressing alto importantissimo per inibire la costruzione del gioco reggino a partire dalla difesa e a frequenti cambi di campo, l’ideale per mettere in difficoltà una difesa a tre, il tutto in un primo tempo giocato a ritmi altissimi da entrambe le squadre, consapevoli dell’importanza dell’intera posta. L’inizio della ripresa è di marca reggina, il Toro sembra farsi chiudere un pò tropo ma è un’impressione di pochi minuti, il tempo per Zizzari, il sostituto di Bonazzoli, di far tremare Bassi concludendo a lato da posizione defilata. Ma da qui in avanti si vedrà solo il Toro, capace, forte di una miglior condizione atletica e di una compattezza mai vista in stagione neppure contro il Novara, di limitare il possesso palla e la superiorità numerica a centrocampo degli avversari sfiorando anche più di una volta un colpaccio non arrivato per la già citata imprecisione.

L’ingresso di Belingheri per Scaglia a metà tempo regala ulteriore solidità al centrocampo, e l’ex ascolano entra subito in partita come successo contro l’Albinoleffe imbeccando Pellicori, anticipato di un soffio al centro dell’area. In un secondo tempo in cui la velocità si abbassa e di occasioni da rete non se ne vedono, il Toro dunque vince ai punti pur rendendosi pericoloso solo con tiri da fuori, oltre ad una bella discesa di D’Ambrosio salvata in angolo da Puggioni: nel finale De Vezze e De Feudis chiamano il portiere amaranto a super-interventi, soprattutto il secondo allo scadere con una superba deviazione in angolo. È ancora troppo poco per intravedere le prime posizioni ed il Novara che vola a più dodici ma qualcosa sta germogliando: sabato contro il Modena si attende una dolce conferma. Ma la spina-Bianchi tiene desto l’allarme.

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