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Torino-Modena 3-2

Entusiasmante rimonta del Toro che centra la sesta vittoria casalinga nelle ultime sette partite battendo per 3-2 il Modena: aggancio riuscito alla zona playoff, ma ancora troppe pause. Questa volta a tradire è stata la difesa, ma proprio da un difensore sono giunte le reti del riscatto: talismano-Modena per D'Ambrosio, a segno ancora contro i canarini come lo scorso anno.

D'Ambrosio ha appena colpito di testa il pallone de. definitivo 3-2

Non siamo ancora alle rimonte più epiche, ma gare del genere fanno bene a cuore e classifica: il Toro batte per 3-2 il Modena al termine dell’ennesima partita ad handicap che si era costruito da solo, ed allora più che festeggiare l’aggancio al sesto posto si saluti con gioia il ritrovato carattere, seppur al termine di una partita troppo arruffona ed irripetibile per poter essere presa a modello. Perchè nel giorno in cui c’è l’emergenza in attacco, a tradire è la difesa, distratta come poche altre volte, mentre i difensori si scoprono goleador: il match winner si chiama infatti Danilo D’Ambrosio, che realizza la più inattesa delle doppiette benedicendo ancora il Modena, squadra cui lo scorso 19 marzo aveva segnato l’altro gol in B della sua giovane carriera: due reti di testa, la seconda, quella che fa scoppiare la panchina, a tredici dalla fine con un morbido pallonetto in sospensione dal secondo palo su angolo di Sgrigna.

Tutto bene quel che finisce bene, allora? Certo, grazie anche all’innesto di Gasbarroni, ma occorre registrarsi al più presto se si vuole continuare la scalata: in difesa e non solo, pur in una partita quasi ingiudicabile per l’emergenza offensiva. Erano bastati 9′ per far illudere di vivere finalmente un pomeriggio in discesa: il tempo necessario a Sgrigna, al 4′, per aprire le marcature con il quarto gol personale, riprendendo la respinta di Alfonso seguita ad un suo errato colpo di testa, il tutto su cross di Scaglia dalla destra. Lerda gongola: assist dell’ala schierata “a piedi invertiti” e bersaglio del centravanti d’occasione. Al 9′ un contropiede banalmente sprecato da Garofalo, che invece di servire Lazarevic a destra chiude su Scaglia che tira a lato di poco apre il cuore alla speranza: il Modena sbilanciato e presto in svantaggio concede spazi, basterà saperli sfruttare. Ma i successivi tredici minuti ribalteranno la questione, a causa di due incredibili disattenzioni difensive. All’ 11′ Pasquato, blandamente contrastato da De Vezze, serve in profondità Mazzarani, che s’infila tra le larghissime maglie difensive grazie alla mancata diagonale di Garofalo, che tenta un improbabile fuorigioco invece di fare la diagonale di chiusura: per il trequartista è facilissimo scartare Bassi e pareggiare. Al 24′ è Pratali a superarsi, lisciando clamorosamente di testa un comodo pallone a centrocampo e lasciando così scappare via Cani che fredda Bassi in timida uscita.

Siamo alle solite, e risalire non è facile con un attacco d’emergenza: perchè quanto ad inizio partita la mancanza di un punto di riferimento centrale in attacco dovuta all’assenza di un centravanti di ruolo aveva favorito il gioco in velocità così, una volta sotto, l’emergenza emerge in tutta la sua gravità ed il resto del primo tempo vede un Toro scosso reagire senza convinzione, con una circolazione di palla troppo lenta, nè può bastare l’inversione degli esterni. Fino al rigore, generosamente concesso da Massa per strattone di Tamburini su De Vezze, che lo stesso Sgrigna calcia malamente a lato aprendo troppo il destro. I consueti fischi dello scarsissimo pubblico accompagnano negli spogliatoi la squadra, che rientra trasformata almeno sul piano della grinta, se non della qualità: per quella bisogna attendere dieci minuti, con l’ingresso di Gasbarroni per Scaglia. Le squadre sono lunghe, gli schemi sembrano già saltati ed entrambe le squadre cercano il gol: ci sono spazi, insomma, l’ideale per la fantasia e la classe del Gas, che come spesso accade cambia la partita.

Si rischia in contropiede, certo, ma almeno il Toro lotta e prova a trascinare dalla propria parte i tifosi, invertendo per una volta il classico clichè: tempo due minuti ed arriva il pareggio di D’Ambrosio, di testa su angolo di Sgrigna, seppur velato dal sospetto di un fallo su Luisi. Gasbarroni si piazza a sinistra e va al tiro due volte in pochi minuti, ma svaria su tutto il fronte d’attacco troandosi pure a fare il centravanti. Ma il Modena copre bene il campo e sostanzialmente rischia poco, limitando la pericolosità del Toro a molto ardore e poco altro. A metà tempo ci prova Lazarevic, che semina Tamburini e Perna ma conclude a lato di un soffio, ed allora appare incomprensibile la sua immediata sostituzione con l’anarchico Stevanovic. C’è bisogno allora di un altro calcio d’angolo per portare a casa i tre punti, prima che Bassi vigili su una mezza girata di Mazzarani allo scadere. Parlare di svolta non si può e non si deve, ma il passo è quello giusto, almeno dal punto di vista mentale. Sabato a Piacenza altro possibile tranello: attenzione, prego.

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