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Toro all'esame Mondonico

Si staglia la minacciosa sagoma di Emiliano Mondonico nell'interlocutorio momento del Toro, reduce sì da quattro punti in due partite ma ancora lontano dal trovare una precisa identità. Il mai dimenticato ex, alla prima da avversario sul campo del Toro, sarà l'ostacolo da superare nel turno infrasettimanale in programma martedì: gara difficile da intepretare, in cui servirà pazienza e ordine tattico. Qualità di cui i ragazzi di Lerda sono per ora sprovvisti: ma un altro passo falso potrebbe essere fatale a molti.

Mondonico, per la prima volta a Torino da avversario

Tra una scettica sospensione del giudizio ed una agostiniana attesa seguite all’insipido pareggio contro il Grosseto, il Toro si rituffa sul campo per il secondo turno infrasettimanale della stagione che vedrà i granata ospitare martedì sera il sempre temibile Albinoleffe, proprio all’indomani del trentaquattresimo anniversario della scomparsa del Capitano dei Capitani granata, Giorgio Ferrini, portatore di valori di tremendismo e di attaccamento figli di un’era lontana ed irrecuperabile. Il primo zero a zero stagionale è piaciuto solo a Lerda, anche se negli inguaribili ottimisti cova la speranza che il tecnico bleffasse e che, una volta solo con la squadra, abbia poi confessato la sua insoddisfazione per un gioco che non decolla e per un animus pugnandi che non può e non deve essere tirato fuori solo nel momento del bisogno estremo, quando la squadra viene colpita e si trova sull’orlo del precipizio. Anche perchè, calendario in salita a parte, occorre capire al più presto i reali limiti di questo organico, ulteriormente messo alla prova da un cambiamento tattico che, neppure questo, sembra esaltare al meglio le qualità della rosa proponendo un undici non equilibrato e paradossalmente ancor meno funzionale rispetto all’abito originario, accusato di eccessivo sbilanciamento offensivo.

Senza la spinta dei terzini non si può sempre sperare nella velocità di Lazarevic o negli accentramenti di Sgrigna, anche perchè il rischio è, nell’attesa, di perdere Bianchi, del tutto estraneo al gioco a Grosseto oltre che troppo nervoso. E non poteva capitare avversario peggiore per il momento interlocutorio vissuto dai granata: l’Albinoleffe è infatti la classica squadra targata Mondonico, del tutto inaffidabile nel senso migliore del termine. Perchè quando sembra in crisi di risultati tira fuori la prestazione d’orgoglio e quando più in generale in partita dà l’impressione di soffrire, ecco che sa ribaltare gioco e andamento della gara grazie alle sapienti letture che il suo tecnico sa dare dalla panchina, storico marchio di fabbrica del baffo più amato dai tifosi granata, che dopo l’addio del 2000 ha affrontato solo in due occasioni i colori granata da avversario, l’ultima lo scorso febbraio (lo scorso anno fu proprio la sconfitta dei seriani di Madonna al Comunale ad originare in avvio di stagione l’arrivo del Mondo sulla panchina bergamasca) anche se la gara di martedì sarà solo la prima volta da “nemico” in trasferta, pur in uno stadio che non lo ha mai visto allenare il Toro.

Pertanto sarà bene non fidarsi dei seriani, che potrebbero sembrare appagati dalla sorprendente e fin eccessiva nelle proporzioni vittoria ottenuta contro il Sassuolo ma bisognerà al contrario aspettarsi una squadra abilissima ad approfittare delle possibili difficoltà del Toro nel fare la partita, specialmente se questa non si dovesse mettere subito nei binari giusti. Insomma, avete presente la totale rinuncia del Vicenza dopo essere passato fortunosamente in vantaggio o la rassegnazione dell’Ascoli cominciata già al secondo minuto, tanto per citare due delle ultime tre gare casalinghe? Bene, scordatevele perchè l’Albino magari non farà la partita, magari in avanti si farà vedere pochissimo ma attenderà sornione, mai troppo passivamente.

Come successo a Novara, dove prima di essere travolto ha creato non poche preoccupazioni alla capolista. Da un certo punto di vista, dunque, ben vengano partite come questa, in grado finalmente di spiegare fino in fondo il momento attraversato dal Toro: perchè per superare l’Albinoleffe bisognerà essere perfetti dal punto di vista tattico e molto pazienti da quello temperamentale, tessendo abilmente la tela del gioco. Pregi che non sembrano appartenere al bagaglio di questo Toro, che per evitare un altro pareggio interlocutorio, se non peggio, dovrà dunque dare molto di più del minimo sindacale offerto contro l’Ascoli e dell’andamento lentissimo di Grosseto. Un di più che per ora è scritto solo nei sogni perchè il cambio di passo non sembra appartenere al dna di questo gruppo, troppo ordinario e troppo dipendente da guizzi isolati nonchè totalmente sprovvisto di un’idea precisa di gioco, a differenza di un avversario molto inferiore tecnicamente ma assai più pronto ad affrontare partite tattiche.

Lerda sembra pronto a tornare parzialmente sui suoi passi rilanciando D’Ambrosio e Garofalo come esterni bassi: una scelta di fatto inevitabile, in una partita da vincere ad ogni costo ed in cui si potrà contare sulla superiorità numerica sulle fasce garantita dal 3-5-2 di Mondonico, che però dall’altro lato causerà un’evidente difficoltà in mezzo al campo, dove i due mediani granata rischieranno di essere in costante apnea di fronte alla densità della linea mediana biancoceleste. Non sarà ancora della partita Di Cesare, che dovrebbe tornare sabato a Reggio, ma per il resto non è previsto grande turn-over, anche se ormai indovinare la formazione di Lerda è più difficile che giocare sei numeri al superenalotto. Le uniche novità certe saranno l’innesto di Zanetti per lo squalificato De Feudis ed un altro cambio in porta dove marcherà visita Rubinho, neppure convocato e fermato ancora dai dolori al collo che affligono anche Bassi, ma l’ex empolese dovrebbe farcela: in caso contrario spazio a Morello. Gasbarroni è invece guarito dall’influenza ma se non pare ancora pronto per dare il cambio dal primo minuto all’esausto yo-yo Lazarevic sembra plausibile un suo innesto a gara in corso. Davanti Bianchi e Sgrigna saranno ancora più o meno affiancati con Iunco a sinistra.

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