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Il Toro alla prova del nove

Dall'ultima della classe, ad una grande in crisi. Il Toro chiude il suo 2010 ospitando l'Empoli, come accadde nella fortunata stagione 2000-2001, alla caccia del nono risultato utile consecutivo: ma cabala a parte servirà una prestazione coi fiocchi per avere ragione di una squadra ferita ma validissima tecnicamente. Lerda pensa a qualche correttivo: Iunco e Belingheri a rischio panchina.

Gasbarroni aspetta una chance dal primo minuto
(foto: www.tuttosport.com)

Franco Lerda è un giovane allenatore. Non un allenatore giovane. La sottile sfumatura concessa dalla lingua italiana trova perfetta spiegazione nel pre e nel post-partita di Trieste. Alla vigilia il tecnico aveva espresso la sua preferenza nell’ affrontare squadre in crisi, come la Triestina, piuttosto che formazioni lanciate e sulle ali dell’entusiasmo. Pochi minuti dopo la vittoria meritata ma lievemente sofferta di lunedì sera, contro una squadra non solo in crisi ma semplicemente impresentabile dal punto di vista tecnico, ecco la nuova versione: Siamo stati bravi, anche perchè di fronte avevamo una squadra in difficoltà che non ha mai mollato. Et voilà, concetto ribaltato. Il tutto per dire che il mister granata sa proteggere la sua squadra anche se alle spalle ha poca esperienza, forse grazie al fatto di aver operato in piazze molto calde dal punto di vista societario.

Ed allora durante la settimana corta che ha condotto all’ultimo impegno dell’anno solare il tecnico del Toro non si è dovuto impegnare molto per tenere sulla corda la truppa: l’avversario di turno, infatti, l’Empoli di Alfredo Aglietti, proviene da quattro sconfitte consecutive, ed è dunque il prototipo della squadra in crisi. Ma le differenze rispetto alla Triestina sono sotto gli occhi di tutti: i toscani sono una formazione di ottimo livello tecnico, in tutti i reparti, capace di incantare nei primi tre mesi di campionato per gioco e organizzazione. Ma la luce si è spenta all’improvviso, come accade non di rado in gruppi molto giovani: il problema, per il Toro, è che altrettanto repentinamente ed imprevedibilmente le lampadine possono tornare a funzionare, soprattutto se hai i numeri per farlo. Dunque, per i granata la gara interna che chiuderà il 2010 si preannuncia molto scivolosa, ma al contempo allettante: perchè superare gli azzurri, magari grazie pure ad una prestazione finalmente convincente, e continua per 90′ o quasi, sarebbe davvero la riprova che il volo è solo da spiccare, dopo le feste e con i necessari aggiustamenti del mercato. Ma per farlo servirà attenzione ed intelligenza: perchè dal punto di vista tecnico giocatori come Musacci e Foti, per non parlare di Fabbrini, non hanno nulla in meno dei granata cui invidiano solo l’esperienza, ma la partita dovrebbe avere un copione scontato, col Toro a menare le danze e gli Aglietti-boys ad agire di rimessa, non passivamente, però, bensì grazie ad un pressing costante.

Dunque, comunque la si mette ci sarà da soffrire: se si va sotto, bisognerà offrire il fianco al contropiede, se si segna per primi non si potrà pensare di giochicchiare fino al 90′. Per l’ultima gara prima delle lunghe vacanze, che cominceranno comunque solo il 20 (si tornerà ad allenarsi lunedì 27 per fermarsi solo a Capodanno in vista della gara di Padova la sera di sabato 8), Lerda avrà a disposizione la rosa al completo, a parte Rubinho, Bianchi, come si evince dall’alto numero dei convocati, ben ventidue: tornerà pure De Vezze dalla squalifica, al posto di Zanetti, ed addirittura Garofalo, recuperato a tempo di record dal pomeriggio da incubo contro il Siena ma, come ha lasciato intuire il tecnico in conferenza stampa, destinato almeno all’inizio alla panchina. Ma qualche dubbio c’è, precisamente quelli legati alle sostituzioni dell’intervallo di Trieste: Iunco e Belingheri potrebbero vedere i compagni giocare e, chissà, sedersi per l’ultima volta sulle panchine dell’Olimpico. Ma dall’altro lato è difficile immaginarsi titolari Pellicori e Gasbarroni al fianco di Sgrigna e Lazarevic in uno schieramento molto offensivo. Obiettivo tre punti, dunque, col conforto della cabala: anche nel 2000, infatti, l’ultimo impegno dell’anno fu in casa contro l’Empoli. Finì 1-0 con rete di Schwoch: era la terza delle otto vittorie consecutive che avrebbero proiettato il gruppo di Camolese nella storia. Ed in serie A.

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