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Lerda tra ricordi e preoccupazioni. D'Ambrosio rinnova

Dopo la Triestina, l'Empoli. Il calendario si diverte a presentare davanti a Lerda due squadre contro cui ha segnato alcune delle reti più significative della sua carriera di calciatore: dalla doppietta al Toro nel giorno della promozione, all'unico gol in serie A. Ma altri pensieri occupano la mente dell'allenatore granata: dalla classifica all'imminente sosta natalizia...

Lerda sorride: il suo Toro comincia a funzionare

Nessun riposo per il Toro dopo il blitz di Trieste, che ha riportato il sorriso in classifica, dopo un fine settimana di preoccupazione seguito alle vittorie più o meno agevoli delle dirette concorrenti, e pure nel morale, benchè la prestazione complessiva abbia fatto segnare un passo indietro rispetto a quelle offerte contro Piacenza e Siena sotto il punto di vista, tornato dolente, dell’approccio della partita oltre che, come ormai abituale, a quello della gestione. Nessun riposo perchè le bizze del calendario riservano ai granata, dopo il posticipo di lunedì nel freezer del Rocco (un’altra variabile da non sottovalutare nella valutazione generale della prestazione), il ritorno in campo già per sabato pomeriggio, per l’ultima gara dell’anno solare, in casa contro l’Empoli. E menomale che nelle prime quattro giornate del girone di ritorno il percorso granata sarà “tradizionale”, senza anticipi e posticipi.

Ma se vogliamo il calendario si è divertito a giocare anche con Franco Lerda: che non è mai stato, si sa, un grande bomber, e che si appresta ad entrare nella folta lista di calciatori che si sono distinti più in panchina che come giocatori, ma che nel breve volgere di cinque giorni troverà due formazioni cui è sentimentalmente legato dal punto di vista delle reti realizzate. Già nella conferenza stampa pre-partita di Trieste, infatti, il tecnico granata era tornato indietro nel tempo di vent’anni, a quel 6 maggio 1990 che lo vide realizzare le più classiche reti dell’ex, ben due, nel pirotecnico 3-3 del Grezar che coincise con la festa per l’immediato ritorno in A del Toro di Fascetti, che sicuramente avrà reso felice all’epoca anche il ragazzo del Filadelfia Lerda. Ma ancor più emozionante è l’amarcord che gli regala l’Empoli, ovvero la squadra contro cui segnò la prima ed unica rete in serie A della sua carriera, alla nona presenza, prima da titolare, ovviamente in maglia granata: era il 12 ottobre 1986 ed il gol del giovanissimo centravanti cui diede fiducia Gigi Radice fu l’unico della partita, per un successo di misura che ne ricalca un altro, ben più storico, conseguito dal Toro contro i toscani, nel giorno del Centenario. Quel gol sembrava poter spalancare a Lerda orizzonti di gloria, sulla strada delle meraviglie mostrate nelle Giovanili, ma la storia poi fu diversa.

Con questi e ben più stringenti pensieri nella testa il tecnico granata è tornato a lavorare già da martedì mattina, al rientro dalla lunga trasferta in terra giuliana: e se dal punto di vista tecnico il possibile recupero di Garofalo ed il rientro dalla squalifica di De Vezze rappresentano due note più che confortanti, unita a quella del rinnovo del contratto di D’Ambrosio, che ha firmato un contratto fino al 2014, un anno in pi rispetto alle previsioni, dietro l’angolo, tra le tante insidie da sconfiggere, c’è anche la pausa natalizia, quest’anno pure più lunga del solito (si riprenderà solo l’8 gennaio), abituale trappola per i calciatori che giocano gli ultimi 90′ dell’anno con già nella testa, se non… in mano, le valigie. Ma Lerda ed il suo staff sempre sul pezzo hanno pensato anche a questo, pur non avendo ancora comunicato nei dettagli il programma della sosta invernale: niente rompete le righe subito dopo la gara ma altri due giorni di allenamenti, fino a lunedì 20, prima dello stop minimo, imposto dalle regole interne Figc, di almeno sette giorni. Con questo espediente, favorito anche dal fatto che l’ultimo impegno ufficiale cade ben sette giorni prima del Natale, Lerda spera di riuscire a tenere concentrata fino in fondo la rosa su una partita tutt’altro che semplice, contro un avversario in crisi ma giovane e ben dotato tecnicamente. Perchè di tutto il Toro ha bisogno meno che di fermare la sua corsa proprio sul più bello: per non rovinarsi le feste e per non interrompere un percorso di crescita che prevede ancora molte tappe.

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