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Pagelle Triestina-Torino

Sgrigna croce e delizia nel Toro che torna a vincere fuori casa: match-winner ma anche divoratore di reti. Bene la difesa, pur quasi mai impegnata, benissimo Gasbarroni che cambia ancora volto alla partita. Deludono ancora Iunco e Belingheri.

Per Pratali un'altra prestazione pi�¹ che positiva

Bassi sv: di questa serata ricorderà solo il gelo e la bora. Come spesso gli capita assiste da spettatore, limitandosi a qualche uscita alta.

D’Ambrosio 6: prima volta assoluta contro il gemello Dario, che comunque gioca nel suo stesso ruolo e quindi dalla parte opposta. Prestazione positiva, pur senza squilli. Dietro c’è poco da fare, ma in fase di spinta c’è: e sfiora pure il gol con uno strano colpo di tacco.

Di Cesare 6.5: atteso ritorno da titolare, l’attacco avversario è quello giusto per un rientro soft. Ottima l’intesa con Pratali, cerca pure gloria in attacco ma un palo gli nega la gioia dell’eurogol. Esce acciaccato dopo che al primo minuto si era fatto male alla spalla.

Rivalta sv: entra per non rischiare Di Cesare, partecipa alla comoda gestione del risultato.

Pratali 7: signore della retroguardia, e non solo perchè compie di fatto un salvataggio decisivo nell’unica vera azione d’attacco della Triestina, alzando in angolo un tiro dal limite di Matute. Sempre puntuale, in marcatura come in fase di uscita, non sbaglia un colpo anche quando deve allargarsi a sinistra per coprire le avanzate di Ogbonna. Unica riserva, come per Di Cesare, lo scarso peso dell’attacco avversario, ma riportarlo in panchina sarà difficile.

Ogbonna 6.5: la sensazione è che questo ruolo gli piaccia, magari anche più di quello da centrale. Nel primo tempo l’unica nota positiva sono le sue puntuali sovrapposizioni con relativi cross, anche se in un paio di occasioni si perde l’ex compagno Antonelli. Nella ripresa con la squadra votata all’attacco si vede meno ma controlla sempre bene la posizione, anche grazie all’aiuto di Pratali.

Zanetti 6: nel primo tempo fa sentire la mancanza di De Vezze con una prestazione molle ed incolore, pur non essendo Paolo un regista classico. Nella ripresa non fa molto di più, anche se è pure merito suo se la squadra è più alta ed aggressiva. Ma quell’assist vincente “alla Pirlo” per Sgrigna vale la serata.

De Feudis 6: non patisce la mancanza del compagno di reparto ed anche nel primo tempo fa il suo nel grigiore generale. Certo non è da lui che deve partire la luce del gioco, ma spezza con saggezza sul nascere qualche pericolosa ripartenza giuliana, oltre a scoccare un tiro da cui nasce l’unica occasione della prima frazione.

Lazarevic 6.5: speedy-Deggy non riesce proprio a trovare il gol. Ci va vicino nel finale, ma calcia addosso a Viotti, esausto dopo l’ennesima prestazione generosa. Non sempre continuo come gli riusciva un mese fa, ma è un costante pericolo per la difesa avversaria.

Belingheri 5: sinceramente ci si chiede perchè Lerda insista tanto. Evidentemente il ragazzo non è al top, soprattutto mentalmente. Gioca sempre in punta di piedi, non trova mai la posizione ed è al posto sbagliato nel momento sbagliato: certo, è anche un pò sfigato perchè appena esce lui la squadra cambia marcia ma il fatto di essere un trequartista “tattico”, capace di ripiegare, non può garantirgli sempre una maglia da titolare. Ha pure un’occasione da rete, ma conclude goffamente. Esce, come sempre. Siamo sicuri che Suciu farebbe peggio di lui?

Gasbarroni 6.5: ha una voglia matta di giocare e sentirsi importante. E la mette subito in campo, con risultati evidenti: si piazza in mezzo al posto di Belingheri ed il confronto è ingeneroso per mobilità e partecipazione al gioco. Viene incontro, si propone senza palla, corre da una parte all’altra e mette pure due cioccolatini sui piedi di Lazarevic e Sgrigna. Cosa deve fare per garantirsi una maglia da titolare ?

Iunco 5.5: c’è qualcosa che non va. Dopo la mezza illusione di Siena, in cui comunque era stato lontano dal fornire la qualità di inizio stagione, Mino ricade bruscamente a Trieste. Fisicamente sembra stare bene e pure la volontà pare non mancargli, ma gioca un primo tempo confusionario: passa quando deve tirare e viceversa: ci si chiede cosa possa essere successo. È probabile che la nuova veste tattica (ed il prossimo rientro di Bianchi) lo preoccupino un pò.

Pellicori 6: non è che faccia molto per dare ragione al partito di chi lo vorrebbe sempre in campo, di chi caldeggia la presenza di un vero centravanti. Comincia girando sul fondo di testa un pallone che doveva almeno inquadrare la porta, ed in generale pur rappresentando un importante punto di riferimento in attacco non dà mai l’impressione di vera pericolosità perchè davanti è impacciato ed un pò sgraziato. Fortuna sua che la partita si sblocca e soprattutto che non arriva la beffa finale perchè quel colpo di tacco non si poteva proprio vedere…

Sgrigna 6: segna da centro area come un centravanti consumato, è vero, ma quando aveva già cambiato posizione. Il voto è un’inevitabile media tra la bella e decisiva rete e le due miseramente fallite, nel primo tempo e nel finale di gara. Comunque la sua partita cambia quando viene tolto dal centro dell’attacco dove nel primo tempo non ne imbrocca una: a sinistra ha più facilità di movimento e riesce a sorprendere maggiormente le difese avversarie. In zona gol è comunque l’alternativa che mancava a Bianchi.

Lerda 6: puntava al bottino pieno, senza se e ma. Ce l’ha fatta, grazie anche ad una probabile sfuriata nell’intervallo dopo aver visto una mezz’ora da mani nei capelli che non ha. Qualcosa di meglio comunque si era già visto nel finale di primo tempo. Insiste su alcuni postulati, come quello di Sgrigna centravanti e Belingheri alle sue spalle: Pellicori non fa molto per smentirlo, Gasbarroni invece gli insinua qualche dubbio. Ma per il futuro serve di più, anche grazie al mercato.

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