
È stato un anno da ricordare, per le giovanili granata. Detto di Allievi e Giovanissimi, capaci di restare sempre ai vertici pur dovendo lottare contro giganti, per la Primavera il bello sembra dover ancora venire. Così più che i risultati, comunque lusinghieri e capaci di proiettare i granata in posizioni di classifica sconosciute da tempo, a permettere di guardare al futuro con ottimismo è una parolina magica: programmazione. In questo contesto infatti bisogna inserire il rinnovo contrattuale per tre anni ad Antonio Comi, sottoscritto prima di Natale: una svolta forse inattesa ma nei fatti invocata da tempo, che oltre a dare il giusto riconoscimento al responsabile del settore giovanile granata permette di intravedere finalmente un barlume di progettualità. Sono passati pochi mesi dal consueto rinnovo annuale che Petrachi, investito (o autoinvestitosi, fate voi) di poteri anche nel mondo dei più giovani, aveva concesso a Comi, dietro ad una formuletta fin inquietante, vista la riconosciuta professionalità della bandiera granata: “Ho bisogno di capire come lavora - disse il ds - prima di sbilanciarmi“. Evidentemente anche Petrachi si è accorto che la qualità dell’impegno e dei frutti offerti da Comi è nettamente sopra la media così si è deciso di estendere il vincolo fino al 2014, per la gioia di tutti.
A cominciare da Tonino Asta, che con Comi ha ormai instaurato un rapporto fiduciario a prova di bomba, sebbene nel semestre d’oro della Primavera non ci siano ovviamente solo i meriti del confermato dirigente, dal momento che la squadra non ha potuto contare su rinforzi di prima qualità, quanto la bravura dell’allenatore, capace di dare continuità al suo lavoro e di valorizzare il materiale umano che già aveva a disposizione. E che inizia a fare gola anche al calcio vero, dal momento che su Pier Paolo Taraschi, uomo chiave del tridente delle meraviglie alle spalle di Comi jr, ha messo gli occhi il Casale, gloriosa ma decaduta formazione di Seconda Divisione impegnata ad evitare il ritorno in serie D: ma almeno fino a giugno non se ne dovrebbe fare nulla, se non altro per rispetto nei confronti di Asta e del suo lavoro, poi il prossimo anno il prestito per fare esperienza in un calcio più aderente a quello reale potrebbe rivelarsi la soluzione migliore per il ragazzo come per la stessa società. Ma tornando ad Asta, come ha detto lo stesso Comi i meriti del tecnico siciliano sono evidenti e, come caratteristico dell’universo giovanile, vanno ancora più valorizzati considerando l’età del gruppo a disposizione, composto in gran parte da classe ‘93, dunque con un anno di meno rispetto alla quasi totalità delle concorrenti. Un anno di meno che a queste latitudini significa meno esperienza e pure minor fisicità.
Dopo il bel finale della scorsa stagione, nel primo scorcio del 2010-2011 la squadra ha mostrato una passi avanti evidenti tanto sotto il profilo tecnico quanto sotto quello temperamentale dando vita ad un crescendo irresistibile anche nelle prestazioni che non può che aver inorgoglito Asta: il quale comunque c’ha messo del suo, impostando un modulo solo apparentemente troppo spregiudicato ma in grado in realtà di esaltare le qualità tecniche e di fantasia di Miello e Taraschi, ormai pronti per il grande salto, oltre alla vena realizzativa di Gianmario Comi, autore di nove reti in nove partite di campionato, che di certo non sfigurerebbe già oggi in un’alta Prima Divisione. Ciliegina sulla torta l’innesto a stagione in corso del recuperato Sergiu Suciu, il vero fenomeno del gruppo, prossimo alla blindatura contrattuale per evitare altri casi Benedetti, la cui situazione è stata mal gestita nonostante le recenti giustificazioni petrarchiane. Attacco ok, dunque, ma note più che positive vengono pure dalla difesa, reparto dove la recente storica carenza del calcio italiano impone di cercare massimamente giovani prospetti: qualcosa di più sembra essere il capitano Filippo Scaglia, prossimo ai diciannove anni ed anch’egli prontissimo al salto tra i grandi, nella speranza di passare innanzitutto per la prima squadra. Ma occhio anche a Gabriele Sampò, terzino classe ‘93 già impiegato da Asta e fresco di convocazione nell’Under 18 di Evani.
E tra poco più di un mese e mezzo arriverà il Torneo di Viareggio (il sorteggio dei gironi è in programma il 14 gennaio), vetrina storicamente fortunata per il Toro ed ancor più atteso quest’anno. Impossibile infine non collegare il momento felice con la ritrovata possibilità di riunire tutte le formazioni in un’unica struttura, quella del Nizza Millefonti: che non sarà la storica foresteria del Filadelfia ma che ha regalato più stabilità all’intero movimento, oltre ad essere l’unica mossa davvero tangibile compiuta da Cairo per il settore giovanile. Ma è bene ricordare che si tratta pur sempre di una gentile concessione di una società dilettantistica, non esattamente la soluzione più degna per una società come il Toro.

Davide Martini








