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Torino-Empoli 2-1

Nove pieno. E per il massimo dei voti ripassare dopo le feste, a Padova. Il Toro infila la nona partita utile consecutiva ed entra in zona playoff, suggello ideale dei due mesi che hanno riconciliato la squadra con i tifosi e soprattutto col gioco del calcio. Anche contro l'Empoli si sono visti lampi di calcio-spettacolo, prima della solita sofferenza finale. Torna al gol Iunco, primo centro per Pellicori.

Iunco, Garofalo, De Vezze e Lazarevic: gioia granata dopo l'1-0
(foto: www.torinofc.it)

Al Toro non piace vincere facile, neppure a Natale. Così dopo aver sognato il primo successo stagionale con due gol di scarto, si regala il solito finale sofferto anche contro un Empoli niente più che volenteroso che insacca la quinta sconfitta consecutiva: ma alla fine la vittoria arriva, ed è quello che conta di più. Nono risultato utile consecutivo in archivio e zona playoff arpionata, al netto del rinvio del Livorno grazie alla sconfitta della Reggina: saranno Feste serene per Lerda, i giocatori e Cairo, ma pure per i tifosi, che per la prima volta dopo anni cominciano a nutrire il sogno che dietro ci sia un progetto tecnico, come pure di gioco, capace di andare oltre la stringente attualità. Magari un pò meno tranquille per Petrachi che dovrà scandagliare il mercato per trovare le pedine giuste per far compiere il minimo salto di qualità necessario per lottare per la promozione diretta, traguardo tutt’altro che precluso se le concorrenti giocano come hanno fatto oggi Siena ed Atalanta. È un Toro che piace sempre di più, per impegno, corsa ed organizzazione, l’unico problema è che a volte piace troppo a sè stesso, col risultato di sprecare troppe occasioni e di soffrire inutilmente.

Perchè se anche in una partita il buon giorno si vede dal mattino, l’approccio del Toro è stato foriero di ottime notizie. Squadra corta, aggressiva, pressing alto, velocità di circolazione elevatissima favorito dalla mancanza di punti di riferimento offensivi: per un quarto d’ora si vede spettacolo puro, e l’Empoli non può che stare a guardare tramortito. Eppure di occasioni da rete non se ne vedono molte: l’unica degna di questo nome arriva al 7′ quando una bella combinazione in velocità tra Sgrigna e Belingheri libera Iunco che s’invola verso Handanovic salvo poi concludere maldestramente sul fondo, mentre cinque minuti dopo un bel destro dal limite di un Belingheri insolitamente dinamico e propositivo finisce alto di poco. Presentatosi con un coperto albero di Natale, in cui l’incursore Soriano ha rilevato il centravanti Coralli, l’Empoli si affida solo al contropiede, non riuscendo peraltro neppure ad attuarlo a causa del pressing feroce dei granata. Ma dal 20′ la furia dei lerdiani si placa ed i toscani provano a venire fuori con un buon possesso palla: segue una lunga fase interlocutoria del match, in cui il Toro dà sempre l’idea di avere in mano il pallino ma l’unico brivido lo corre proprio l’ex Bassi che allo scadere vede presentarsi davanti a sè Soriano, servito di testa da Foti, che calcia a lato.

La ripresa comincia con i due cambi della svolta, che ricordano tanto quelli di Trieste benchè il primo tempo di oggi fosse stato molto diverso da quello di lunedì: Pellicori e Gasbarroni sostituiscono Belimgheri ed un Lazarevic un pò sottotono. Gli effetti sono immediati: al 3′ proprio Pellicori duetta stretto con Gasbarroni, la cui apertura è geniale per uno Iunco tornato super-Mino che s’invola e batte Handanovic in uscita per la quinta rete personale, che non sarà l’ultima vedendo l’esultanza con tanto di mano sul cuore che sembra allontanare l’ipotesi dell’addio a gennaio. Novità delle novità, il Toro batte il ferro caldo e trova subito il raddoppio, e con modalità quasi inedite: angolo di Sgrigna ed incornata di Pellicori, al primo gol in maglia granata festeggiato con un pò troppa rabbia.

L’Empoli accusa il doppio colpo e per tornare in partita non bastano i cambi di Aglietti: c’è bisogno che il Toro, in campo con una formazione molto sbilanciata, abbassi i ritmi, pure troppo, e provi a fare ciò che proprio non è nel dna di questa squadra, amministrare il punteggio, nonostante la gestione della palla sia uno dei postulati del Lerda-pensiero. Neppure l’ingresso di Zanetti per Iunco, per un più saggio 4-3-3 può evitare il ritorno dei toscani, che accorcia le distanze ad un quarto d’ora dalla fine con un colpo di testa di Marzoratti, grazie all’immobilità della difesa granata tornata a subire gol su palla inattiva. Cinque minuti dopo lo scarso pubblico dell’Olimpico suda freddo quando Coralli riesce a penetrare ed a girarsi in area concludendo alto: sarà l’ultimo brivido, anche se l’Empoli ci crederà fino in fondo e Gasbarroni fallirà il tris in contropiede. La corsa sotto la Maratona a fine gara suggella il sogno del Natale 2010: ricominciare a credere in un futuro migliore e più profondamente granata, classifica a parte.

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