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Torino-Empoli: dopopartita ed highlights

Soddisfazione ed ottimismo: le ultime parole dell'anno di Franco Lerda sono ispirate da sentimenti inimmaginabili due mesi fa, alla vigilia della partita contro l'Ascoli. Il nono risultato utile consecutivo è valso l'irruzione in zona playoff ma il tecnico non pensa alla classifica, quanto a migliorare nella concretizzazione delle palle gol create. E non si sbilancia sul mercato.

La coreografia della Maratona durante Torino-Empoli
(foto: www.torinofc.it)

Ci scusiamo con i tifosi per i motivi tecnici che hanno impedito la pubblicazione del pezzo fino a lunedì pomeriggio.

Piano piano spariranno anche i difetti. Il Toro che supera la striscia positiva di otto partite toccata lo scorso anno (ma solo nella finale d’andata playoff) continua a crescere anche sotto il profilo delle prestazioni. Contro l’Empoli si è visto il solito squarcio di bel gioco, ormai una bella consuetudine delle ultime partite casalinghe e non solo: poi è arrivata la sofferenza, immancabile, ma complessivamente meno lunga per minutaggio e per reali pericoli corsi rispetto ad altre esibizioni. E davanti c’era pur sempre una squadra in crisi di risultati ma dotata di un organico di buon livello. Franco Lerda, dopo aver vissuto come sempre la gara col cronometro in mano e con tanta vis agonistica, arriva rilassato negli spogliatoi: si sa che l’ultima partita prima delle Feste è importante da vincere anche sotto il profilo psicologico, per potersi ripresentare alla ripresa con maggiore serenità e fiducia.

E l’allenatore granata conferma: “Sì, passeremo un buon Natale in famiglia, dopo esserci allenati ancora per un paio di giorni (rompete le righe lunedì 20, poi sette giorni di stop come da regolamento e tutti alla Sisport lunedì 27 dicembre, ndr). Saremo più sereni anche perchè vedo la squadra migliorare partita dopo partita e pure assorbire i miei concetti di calcio: nel gioco e pure nella tenuta del campo”. Eppure anche nel nono risultato utile consecutivo qualcosa non è andato giù al tecnico: “Avevamo cominciato bene, sono soddisfatto del nostro primo tempo: avevamo creato occasioni importanti con Sgrigna e Lazarevic ma ancora una volta non abbiamo saputo concretizzarle, siamo stati troppo poco cattivi sotto porta. In questo dobbiamo migliorare molto, non sempre certi errori ci saranno perdonati”. Poi, la svolta: “Sì, nella ripresa abbiamo trovato subito i due gol e tutto è diventato più semplice, anche se la rete di Marzoratti ha riaperto la partita: siamo indietreggiati troppo ed abbiamo rischiato la beffa, ma poteva anche finire 3-1″.

Lerda sfugge alle domande sulle sostituzioni: “Gol originati dai cambi? Può essere, ma Belingheri e Lazarevic non mi avevano deluso: semplicemente, come successo a Trieste, ho pensato che un riferimento offensivo potesse servirci per sbloccare la partita, e così è stato. E poi Dejan ha subito un colpo al ginocchio, ho dovuto sostituirlo. Per fortuna adesso posso contare su un gruppo in cui anche chi entra a partita in corso si sente importante”. Buon dribbling, di quelli che da calciatore non faceva. In realtà la partita è stata il replay di Trieste, sebbene le due prime frazioni non siano paragonabili: tanto abulica quella di lunedì quanto frizzante, almeno per 20′, quella contro l’Empoli, come risulta dagli highlights. Ma per sbloccare la partita c’è stato bisogno di più cattiveria e di una fisionomia più definita in attacco con un centravanti vero che liberasse Sgrigna. Iunco è tornato ad ottimi livelli, ed in questo discorso si innesta l’imminente mercato: Lerda sa che qualcosa succederà ma non si sofferma su ruoli e nomi, limitandosi a dichiarazioni programmatiche (”Basteranno un paio di innesti: ma più che campioni servono giocatori affamati, pronti a calarsi nella nostra realtà e vogliosi di rendersi utili”). Nessun accenno alla possibile partenza dell’ex Cittadella. Per adesso questo Toro va, ma non perfezionarlo sarebbe un delitto: il divario dalle prime non è poi così ampio. E chissà che a Padova non ci sia già in campo qualche volto nuovo.

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