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A Varese è già spareggio playoff

Il mercato può attendere. Il Toro inaugura il girone di ritorno con una partita già da dentro o fuori: chiamiamolo spareggio playoff, dal momento che le prime tre sembrano inarrivabili, ed a fine gennaio il divario tecnico sarà forse ancora superiore. Si scontrano due lunghe serie positive: quella interna del Varese, che dura addirittura da tre anni e mezzo, e quella assoluta di dieci gare del Toro. Vietato perdere, dunque. Budel inizierà in panchina, Stevanovic torna titolare.

Per Stevanovic �¨ in arrivo un'altra occasione da non fallire

Contro la storia. E per la propria storia. Il Toro inizia il girone di ritorno dalla trasferta di Varese, secondo, duro impegno consecutivo lontano dall’”Olimpico”: la mente non può che andare all’amaro debutto stagionale, quando la matricola terribile di Sannino umiliò giocando a memoria per almeno un tempo la sbandata squadra di Lerda, appena assemblata, sul piano del ritmo e dell’intensità. Cinque mesi dopo i lombardi sono ancora davanti al Toro in classifica e pur essendo all’inizio di un cammino discendente del campionato che emetterà solo tra molto tempo i primi verdetti la sensazione è che la sfida dell’”Ossola” rappresenterà un crocevia quasi determinante per la stagione: almeno in ottica playoff, dal momento che qualsiasi sogno di agganciare il treno della A diretta deve al momento scontrarsi con l’amara realtà che vede un Toro almeno un paio di gradini sotto Siena ed Atalanta, e forse pure Novara, per ampiezza e qualità dell’organico.

Ma pure per continuità fuori casa: ed è proprio da qui, dopo il successo di Trieste, che i granata devono ripartire. Con in mente un obiettivo: sbancare il vecchio velodromo varesino, e contestualmente entrare nella storia. Non solo perchè sarebbe la prima volta in assoluto nella storia granata a livello di campionato ma soprattutto perchè significherebbe spezzare una striscia da record, come nessun’altra nell’attuale panorama europeo. Quarantacinque partite con trentatre vittorie e dodici pareggi, ottantotto reti segnate e ventinove subite: numeri da brivido, per una serie utile che dura dal 14 settembre 2008, quando il Varese militava ancora in C2, sette giorni dopo la sconfitta contro l’Olbia. Quest’anno Novara e Siena c’hanno già perso, l’Atalanta ha pareggiato a fatica, nessuno ha mai seriamente “rischiato” di vincere. Va da sè che per il Toro strappare i tre punti sarebbe un vanto ma soprattutto un’autentica svolta anche psicologica della stagione, ma la realtà si scontra con i sogni. Perchè se i biancorossi la metteranno sul piano del ritmo e del pressing come all’andata, questo Toro sembra destinato a soccombere per una mera questione fisica: l’organico di Lerda predilige i ritmi bassi per sfruttare la propria tecnica, se attaccata va in difficoltà. Detto questo, qualcosa in casa varesina scricchiola. Non solo per la sconfitta di Piacenza ma per il clamoroso addio di capitan Buzzegoli, che sabato sarebbe comunque stato squalificato e che all’andata aprì le marcature su punizione: il suo matrimonio immediato con lo Spezia fa discutere ed indebolisce oggettivamente la rosa di Sannino. Ma perchè? Perchè lasciare un progetto che potrebbe portare alla terza clamorosa promozione consecutiva per sposare le ambizioni di una seppur blasonata formazione di terza serie?

I sospetti si sprecano, tra cui quello che a Varese si voglia un pò frenare e che la serie A spaventi la società: tutte invenzioni, forse, ma ora che il gioco inizierà a farsi duro si saprà la verità. Lerda dal canto suo non pensa ovviamente a queste ragioni psicologiche: il suo unico pensiero è quello di mettere in campo una formazione all’altezza, che potrà contare, ma solo a gara in corso, anche sull’esperienza dell’arrivo dell’ultim’ora Alessandro Budel, già presentato alla stampa e presente tra i convocati seppur a rischio tribuna, come dichiarato da Lerda. I ritmi saranno completamente opposti a quelli di Padova pertanto qualche variazione nell’undici di partenza ci sarà: a partire dal sacrificio di Belingheri, le cui cadenze compassate poco si addicono alla prevista battaglia. L’unica possibilità è quella di spostare Sgrigna alle spalle di Bianchi con l’inserimento di Stevanovic, favorito su Scaglia, a sinistra: uno scenario che sbilancerebbe notevolmente la squadra proprio nella partita meno adatta perchè davanti ci sarà un undici corto, compatto e pronto al sacrificio, ma in conferenza stampa Lerda ha speso belle parole per il serbo-svizzero, atteso ad una prova d’orgoglio. Proprio per questo potrebbe rimanere in panchina anche questa settimana D’Ambrosio: la velocità di Rivalta tornerebbe utilissima sulle guizzanti ali di Sannino. Vincere, d’accordo, per svoltare: ma di certo un altro pareggio non scontenterebbe Lerda. E con lui l’esercito degli anti-sognatori.

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