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Il Toro batte un colpo: ecco Budel

Primo acquisto invernale del Toro 2011: dal Brescia, in prestito, arriva Alessandro Budel, che sarà in panchina già a Varese. Regista che si fa valere pure nell'interdizione, andrà in concorrenza con De Vezze, alzando il tasso tecnico e di esperienza del club granata. Non era l'assoluta priorità, ma senza liquidità e libertà di movimento non si possono fare miracoli.

Budel al Toro: fosforo ed energia nuove per Lerda
(foto: www.bresciaingol.com)

Richiesta esaudita. Appena in tempo, ma Franco Lerda ha avuto il rinforzo sperato in tempo per Varese. Alessandro Budel è un giocatore del Torino che, of course, lo ha rilevato in prestito dal Brescia ereditandone il contratto fino al 2013 su cifre leggermente inferiori (guadagnerà poco meno di 600.000 euro) e sarà con ogni probabilità già convocato per Varese, dopo il primo allenamento con la squadra nella mattinata di oggi, ma partirà dalla panchina. Magari non era questa la priorità del tecnico granata, assai più bisognoso di materia prima per quanto riguarda gli esterni d’attacco, ma il tasso di esperienza e tecnica che Budel porta al Toro è indubbio. Milanese, cresciuto nelle giovanili del Milan, compirà trent’anni a febbraio, normolineo, Budel è un regista di centrocampo dalla visione di gioco pulita e dal calcio educato ma sa fornire il suo contributo pure in fase di interdizione: insomma un giocatore molto simile a De Vezze, ma leggermente superiore dal punto di vista tecnico. E sarà proprio l’ex barese il più perplesso di questo primo acquisto del 2011 granata: va bene avere un’alternativa, infatti, ma ora il rischio di perdere posizioni nonostante un ottimo girone di andata è davvero alto.

Budel rappresenta il classico giocatore di categoria: o almeno questo è diventato negli ultimi due anni, trascorsi a guidare la linea mediana di Parma e Brescia scortandole alla conquista della serie A. In Emilia aveva provato anche a ritagliarsi un posto nella massima serie, ma a gennaio scese in cadetteria dopo aver constatato che evidentemente tra i grandi non c’era più posto per lui. Due dunque le promozioni che può vantare in carriera, un numero non esorbitante per il semplice fatto che fino al 2008 Budel era considerato un giocatore di serie A: magari non di primissima fila, ma in grado di garantire un rendimento sufficiente e continuo. Poi le necessità lo hanno portato ad accettare anche la serie B, ma sempre d’alto livello: c’ha messo un pò prima di accettare il Toro e di rinunciare ancora una volta a mantenere sul campo quella categoria che lui stesso aveva contribuito a conquistare, tra l’altro nella finale playoff proprio contro i granata (fu espulso durante la gara d’andata). Ma è bastata qualche garanzia tecnica per farlo capitolare. “Sono molto felice di essere arrivato al Toro, che mi aveva già cercato a lungo in passato e rappresenta un top team, in B ma non solo. La squadra sta andando bene, è in ripresa e non sarà facile per me inserirmi: ma conta il bene del gruppo, che è molto competitivo. Personalmente sono in forma e sarei già pronto per giocare, ma decide l’allenatore” le sue prime parole. Già, le garanzie tecniche. Ma quali? La linea mediana di Lerda sembrava funzionare a meraviglia con la coppia De Vezze-De Feudis, ma evidentemente si è voluto aumentare il tasso tecnico e di geometrie, seppur nel modulo del tecnico granata la figura del regista classico non sembri indispensabile.

Ora il mercato cederà il passo all’attualità tecnica con la delicatissima trasferta di Varese ma già da sabato sera Petrachi tornerà al lavoro, come dichiarato dallo stesso ds a margine della presentazione di Budel in cui ha pure riaperto scenari misteriosi (Gabionetta?): “C’è da lavorare intensamente- ha detto - e non nego che per l’esterno ho un obiettivo in testa che vorrei centrare“. Quella che comincerà lunedì infatti sarà la penultima settimana di trattative ma potrebbe anche essere l’ultima in granata di Angelo Ogbonna, sebbene i 7 milioni per l’intero cartellino offerti dal Napoli ancora non convincano Cairo. Per quanto riguarda le entrate, si aspetta solo l’accelerazione per il nome di Gaetano Masucci del Sassuolo, ideale controfigura di Iunco. Nessun nome da sogno, dunque, ed il salto di qualità rimane lontano. Salvo colpi di scena.

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