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Antenucci e la svolta di Lerda

La solitudine offensiva di Bianchi è forse arrivata al termine. L'arrivo di Antenucci obbliga infatti Lerda a rivedere il suo credo calcistico. Che Toro vedremo allora da sabato in poi? Possibile la virata sul 4-4-2, ma più probabile appare la collocazione del nuovo arrivato alle spalle del capitano. Con tanti saluti a Gasbarroni, il giocatore più in forma ed il più decisivo. Con Gabionetta, poi, rischierà pure Sgrigna.

Antenucci esulta dopo una delle ventiquattro reti segnate con l'Ascoli

Espletate le formalità di rito, incluse le consuete dichiarazioni trionfalistiche di Petrachi riguardo alla bontà “delle prime scelte” operata in sede di mercato, ed in attesa di capire se la querelle-Gabionetta è davvero chiusa come ha sostenuto il ds granata, si apre ora la fondamentale questione tattica. Perchè Lerda non l’ha detto apertamente nel dopo-partita col Cittadella ma sul fatto che Antenucci non sia destinato a scaldare la panchina non ci sono dubbi: come fuori discussione è che l’attaccante molisano non ricoprirà il ruolo di esterno sinistro nel trio di trequartisti, collocazione che gli ha dato Diego Simeone nello scampolo di partita fattogli disputare sabato scorso a Parma. Insomma, il 4-2-3-1 sembra destinato alla pensione, o almeno ad un temporaneo accantonamento: una notizia sorprendente, anzi rivoluzionaria, considerando l’attaccamento quasi morboso mostrato dal tecnico granata al suo modulo di riferimento da luglio in avanti, salvo qualche breve deroga coincisa forse non casualmente col miglior momento vissuto dalla squadra.

Tanto sorprendente da poter nascondere un “tranello“: e se invece del 4-4-2, che sembrerebbe la soluzione più scontata, Lerda continuasse a far indossare ai suoi il consueto abito tattico, almeno nei numeri, collocando Antenucci alle spalle di Bianchi, opportunità già anticipata dallo stesso attaccante durante la presentazione? Scelta ipotizzabile, ma che non solo taglierebbe fuori Gasbarroni, che per il tecnico granata è e rimane un trequartista centrale più che un’ala, ma che pure non basterebbe a scacciare i cattivi pensieri dalle menti di Sgrigna e Iunco. Che sembrano essere i più penalizzati dal ribaltone di mercato: è infatti impossibile pensare alla presenza contemporanea di quelle che sono a tutti gli effetti quattro punte, non sostenibili neppure con terzini bloccati. Ed allora? Le qualità tecniche di Antenucci sono fuori discussione, alle spalle di Bianchi potrebbe fare bene, benchè il meglio di sè l’abbia dato lo scorso anno ad Ascoli al fianco di Bernacci, morfologicamente e tecnicamente assimilabile al capitano granata, ma pure il 4-4-2 rappresenterebbe una scelta molto osè per Lerda: perchè immaginando un utilizzo in pianta stabile di Gabionetta nell’arco di un mese circa, dall’altra parte Lazarevic avrebbe il posto garantito ed a saltare sarebbe non più uno solo tra Sgrigna e Iunco bensi entrambi. Che poi, prima di Antenucci, sono stati gli unici investimenti della stagione da parte di Cairo. L’enigma tattico è aperto: e risolverlo nel momento cruciale della stagione non è esattamente il sogno di ogni allenatore.

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