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Antenucci-Toro: ci siamo quasi

Giovedì doveva essere il giorno di Antenucci, ma il dg catanese Lo Monaco non ha potuto incontrare Petrachi. Tradimento in vista? Sembra di no, ma senza moneta niente cammello. Anche contro il Cittadella, dunque, Lerda dovrà arrangiarsi. Ma intanto Ogbonna si allontana da Napoli.

Per Petrachi e Cairo è un altro gennaio di passione

Certo tutto si può dire meno che il Toro sia fortunato, pure in ambito di mercato. Perchè al di là delle lungaggini endogene alla gestione Cairo, e sempre più dannose per il lavoro degli allenatori, pure la sorte ci mette lo zampino quando c’è da complicare le già impervie strade faticosamente battute da Petrachi. Un esempio? Jeda. Il ds granata era faticosamente riuscito ad individuare un profilo adatto per l’organico di Lerda, il brasiliano era pure propenso ad accettare il declassamento in B per fuggire dalla panchina di Lecce, e cosa succede? Poche ore dopo l’ex cagliaritano s’inventa un gol e mezzo in casa della Lazio, regala ai salentini la prima vittoria della storia nella Roma biancoceleste e di conseguenza viene tolto dal mercato. Un altro? Antenucci. Il plenipotenziario del Catania Lo Monaco, solitamente tutt’altro che generoso in fatto di trattative, si era convinto ad accendere una comproprietà sull’attaccante molisano ma ecco arrivare l’improvviso esonero di Giampaolo e l’arrivo dall’altra parte del mondo di Simeone, con tanto di sbarco in ritardo, conferenza stampa e tutto il resto.

Il risultato di tutto questo è che neppure contro il Cittadella, nonostante la seconda, garbata richiesta consecutiva, Lerda potrà contare sul tanto desiderato esterno. Oppure su una seconda punta di movimento, tipo appunto Antenucci. Il resto certo lo si aggiunge in casa granata, inerpicandosi su trattative a dir poco complesse, leggi Gabionetta, oppure talmente ambiziose da sfiorare l’utopico, come Foggia. Quando D’Alessandro sarebbe un innesto giusto al momento giusto. Ma tant’è, e pertanto, come consuetudine, i due (almeno) sospirati rinforzi arriveranno nell’ultima settimana di mercato, con la speranza di poter vivere almeno quest’anno il 31 gennaio senza affannate corse da concludere entro le ore 19.

L’affare Antenucci rimane comunque molto caldo: non abbastanza, però, da produrre la fumata bianca, che comunque sembra vicina. Dato per certo che il Catania non lo cederà in serie A per non rinforzare la concorrenza, le uniche squadre che possono infastidire il Toro nella corsa all’ex ascolano sono il Sassuolo, che s’appresta a rivoluzionare l’attacco, ed il Livorno, che tuttavia pare ad un passo proprio dai neroverdi Martinetti e/o Bruno. Più sfumato il Padova, che punta altrove per rimpiazzare Succi. Tutto in discesa, dunque? No, ovviamente sempre per una questione di soldi. A forza di tirarla, infatti, la corda che stava per unire Ogbonna al Napoli è prossima a spezzarsi: troppo alta la richiesta di Cairo così i partenopei si stanno dirigendo verso Ruiz dell’Espanyol. Il presidente granata rischia dunque di rimanere col cerino in mano: una buona notizia per Lerda e la sua difesa, ma non altrettanto confortante per le casse sociali ed il conseguente mercato in entrata. Il Catania chiede circa due milioni per la metà di Antenucci: cifra abbastanza alta, ma che bisognerà rassegnarsi a spendere per non perderne venti volte tanto in caso di mancata promozione. Alla fine l’affare si farà. Alla fine, però. E come sempre, febbraio si trasformerà in un mese di esperimenti tattici.

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