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Dopopartita ed highlights Varese-Torino

Guardare oltre per sopravvivere. Lerda non fa drammi dopo la brutta caduta di Varese, che spezza la lunga serie utile ed allontana ulteriormente l'alta classifica. Il tecnico anzi salva il buon inizio di partita, riconoscendo poi i meriti all'avversario. Niente di nuovo, dunque. Ma sul campo la resa è stata incondizionata. E troppo precoce.

Lerda osserva la disfatta granata
(foto: www.torinofc.it)

Certo non dirà mai che se lo aspettava, ma sicuramente l’inizio del 2011 del Toro non aveva lanciato segnali particolarmente incoraggianti a Franco Lerda. Sul mercato, ma questa non è una novità, ma neppure sul campo: ancora in svantaggio come a Padova, questa volta non c’è stata la magia di Bianchi utile a rinviare i processi ed a nascondere dietro la lunga imbattibilità i problemi della squadra. Colpa forse anche dell’intenso lavoro fisico svolto durante la sosta, che ad esempio ha offuscato la resa della coppia di mediani, ma pure di una squadra che ha confermato la ormai cronica mancanza di carattere: se colpita, fatica a reagire ed anche quando gioca bene non riesce mai ad assestare il colpo del ko. Lerda temeva la gara contro il Varese ma aveva scacciato gli incubi dell’andata snocciolando gli evidenti progressi del suo gruppo: che si sono visti anche all’Ossola salvo evaporare dopo venti minuti. Il tecnico granata non cerca scuse nel dopo-partita ed affronta con onestà il pesante rovescio: “Eravamo partiti bene, nel primo tempo la squadra mi era piaciuta, ed avevamo pure sfiorato il vantaggio con Sgrigna e pure con Garofalo, poi quel gol subito a fine primo tempo ha scombinato i nostri piani. Eppure all’intervallo avevo visto una squadra carica al punto giusto: il raddoppio all’inizio della ripresa però ci ha spezzato le gambe, e tra l’altro è stato un gol balordo, in cui abbiamo sbagliato movimenti“. La lunghissima striscia utile interna del Varese rappresenta sicuramente un buon alibi ma Lerda non lo sfrutta troppo: “Certo sapevamo che giocare qui sarebbe stato molto difficile, il Varese è una squadra molto aggressiva e sul suo campo si trasforma. Una sconfitta ci poteva anche stare ma non mi è piaciuto il crollo finale: abbiamo rischiato l’umiliazione, anche a causa dell’espulsione. Peccato perchè dal punto di vista tattico in altre partite avevamo commesso errori più gravi. Pazienza, prima o poi si doveva perdere: adesso testa bassa e pensiamo al Cittadella“.

Gli highlights mostrano impietosamente i limiti attuali del Toro, scomparso dal campo sullo 0-2 nonostante ci fosse un tempo intero per rientrare in partita: palle lunghe a saltare il centrocampo, zero palloni dalle fasce e tanta improvvisazione la dicono lunga sulla capacità di fronteggiare un avversario diretto sul piano del gioco. Non si può dunque evitare una presa di coscienza della realtà: questa squadra è molto distante da Siena ed Atalanta per quanto riguarda organico e soluzioni offensive ma pure da Varese e Novara quanto a corsa e carattere. Sogni da rimettere nel cassetto, allora? Per ora sì, e di certo un paio di mosse di mercato non potranno cambiare il volto di un gruppo cui mancano pure decisione e cattiveria nei momenti chiave. Si aggiugano i problemi tattici legati ad un modulo offensivo che non viene sorretto dall’impalcatura della squadra, attualmente in deficit fisico ed il quadro è completo. Ma occorre reagire subito: perchè siamo appena all’inizio del girone d’andata e comunque la rosa a disposizione non giustifica simili crolli.

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