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Dopopartita: Lerda non si abbatte

Delusione mista ad ottimismo. Franco Lerda come i suoi ragazzi accusa il colpo del pareggio casalingo, che allunga la striscia di mancati successi di inizio 2011. Il tecnico prova ad elogiare la squadra per il buon primo tempo e li assolve per la demoralizzazione post-autorete: ma sorvola sull'incapacità di reazione e sul fatto che pure nei primi quarantacinque minuti si erano visti pochi lampi di calcio.

Lerda preoccupato: il Toro �¨ tornato a sbandare
(foto: www.torinofc.it)

Premesse sbagliate. Illusorie o semplicemente valutate male. Il passo falso di Varese non è stato evidentemente digerito dal Toro, che continua nel suo inspiegabile processo involutivo iniziato col nuovo anno: e se la classifica ancora non piange, molto più urgente è capire le cause che hanno interrotto il bel filotto di risultati, spesso accompagnati pure da partite convincenti, di fine 2010. Anche contro il Cittadella, come mostrano gli highlights, si è ripetuto lo spartito visto contro Piacenza o Siena, tanto per citare due esempi: squadra che trova relativamente presto il vantaggio per poi sedersi, accontentarsi e pensare di poter gestire il risultato, che contro i veneti è peraltro sfuggito anche per l’indubbio intervento della sfortuna. È vero che dopo il gol di Bianchi ci sono state un paio di occasioni per raddoppiare ma il ritorno in campo dopo l’intervallo non è stato affatto soddisfacente soprattutto dal punto di vista della concentrazione, per poi cedere del tutto dopo il pareggio.

Si potrebbe pensare ad un problema di condizione fisica, dal momento che dopo l’autorete di D’Ambrosio i granata non sono stati in grado di reagire, finendo anzi la gara sulla difensiva. Ma il confine tra un difetto di preparazione, possibile visto il lavoro compiuto durante la sosta e volto a far tornare a correre in primavera, ed un problema mentale, una ridotta capacità di reazione, è molto labile. Solo Lerda può capire con ragionevole certezza il problema. A patto però di non nascondere la testa sotto la sabbia, come fatto nel dopopartita, in cui il tecnico ha inspiegabilmente sopravvalutato la prestazione dei suoi: “Per settanta minuti abbiamo giocato bene - esordisce Lerda negli spogliatoi dell’”Olimpico” - poi dopo il pareggio abbiamo accusato il colpo, penso più dal punto di vista mentale che fisico. Il nostro errore è stato quello di non raddoppiare nel primo tempo, in cui avremmo ampiamente meritato il secondo gol ed in cui non abbiamo quasi mai rischiato, eccetto un contropiede dopo due minuti”. Dubbi sulla sostituzione di Gasbarroni, migliore in campo fino a quel momento, accompagnata da qualche isolato fischio sulle tribune: “Andrea stava giocando bene ma aveva subito un colpo e non riusciva più ad incidere come prima, quindi ho dovuto sostituirlo”.

Nessun accenno da parte del tecnico al mercato, che ha portato due importanti rinforzi, Gabionetta ed Antenucci: ma se per il primo manca ancora l’ufficialità, con il Crotone, curiosamente prossimo avversario del Toro sabato prossimo allo “Scida”, sul piede di guerra, l’ex catanese sta già raggiungendo Torino in queste ore, sebbene Simeone l’abbia impiegato a sorpresa nel secondo tempo della gara di Parma. Petrachi e Cairo non avranno gradito, ma per fortuna tutto è andato bene ed il giocatore si è pure impegnato con lodevole professionalità. Ma nomi nuovi a parte, il problema attuale è mentale e sabato servirà davvero un altro Toro: perchè il Crotone di Corini non è uno squadrone, sebbene in casa si trasformi, quindi bisognerà cercare il colpaccio. Ma in fondo neppure il Cittadella ha spaventato: di questi tempi il Toro si fa paura da solo.

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