Gironi d'andata a confronto: urge una svolta

Nel mezzo del cammino del campionato, il Toro si ritrova non lontano dalla selva oscura. Scherzi a parte, il confronto con gli ultimi campionati impone al Toro di cambiare marcia: perchè è vero che lo scorso anno la rimonta partì dai ventisette punti del girone di andata, ma ora il livello tecnico sembra più alto. Ed i playoff un'eventualità tutt'altro che remota.

Renato Zaccarelli

Metà stagione, tempo di bilanci. E di numeri, non sempre ma spesso utili per fotografare il rendimento di una squadra quando si è giocato almeno una volta contro tutti gli avversari. Bilanci già in parte tracciati a fine 2010, ma ora forti di dati statistici più certi, ossia proprio quelli delle classifiche a confronto. Ebbene, la fase ascendente del campionato appena terminata è stata, cifre alla mano, la seconda peggiore di sempre nella storia granata in serie B con appena trentatre punti raggranellati. Premettiamo subito che nel computo sono stati presi in considerazione, tra i dieci precedenti tornei cadetti disputati dal Toro, solo gli ultimi tre, ovvero quelli con ventidue squadre: improponibili infatti i confronti con i campionati a venti e soprattutto con le stagioni 1959-’60 e 1989-’90, che assegnavano due punti a vittoria. Campionati che peraltro sono fuori concorso perchè dominati dal Toro quasi dall’inizio alla fine, pertanto molto lontani dagli standard attuali.

Un anno fa si stava sicuramente peggio, con appena ventisette punti racimolati in ventuno giornate e la zona playout distante appena tre punti: ma è una magra consolazione, considerando le tribolazioni dello scorso campionato, tra cambi di allenatore ed il difficile assorbimento dal punto di vista economico e sportivo della retrocessione, oltre al fatto che un girone di ritorno da quarantuno punti è un exploit difficilmente ripetibile e che il livello tecnico dell’attuale serie B sembra più alto. Quest’anno la musica avrebbe dovuto essere diversa, ed invece ci si ritrova appena dentro la zona playoff e distanziatissimi dalle prime due posizioni, senza contare che il girone di andata in serie B non si è ancora ufficialmente concluso: manca infatti all’appello la partita tra Livorno e Padova, che potrebbe allontanare ulteriormente il quinto posto. Nelle due precedenti stagioni cadette dell’era Cairo era stato fatto molto meglio: in entrambe le occasioni il giro di boa trovò il Toro al terzo posto, con trentasette punti nel 2005 e trentanove nel 2006. Si tratta di un disavanzo tutto sommato minimo, soprattutto se valutato alla luce di un mercato sempre più difficile a causa delle crescenti difficoltà finanziarie di una società impossibilitata a guardare oltre la stringente attualità.

Si consideri poi che pure nel 2004-’05 come oggi la distanza dalla prima in classifica, il Genoa, era di nove punti: una distanza che venne poi colmata quasi del tutto, avendo chiuso la squadra di Zaccarelli a meno due dai rossoblù, prima di vincere i playoff cui fecero seguito le (im)previste conseguenze che tutti conoscono. Già, i playoff: se, come pare, anche quest’anno l’obiettivo promozione andrà perseguito agli spareggi, allora converrà davvero accelerare sul mercato ed in campo perchè l’attuale sesto posto complicherebbe di molto i piani. Come accaduto lo scorso anno e come dimostrano ancora una volta proprio le classifiche dei precedenti gironi di andata: conclusi tutti al terzo posto, che ora invece dista cinque punti, ed è occupato da una squadra, il Siena, che sul campo ha mostrato di non essere inferiore al Toro ma che può contare su una panchina assai più folta. Il passato insegna: basta saperlo leggere.

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