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Il Toro è di nuovo al bivio

Dopo due mesi di luna di miele, tornano le partite dentro o fuori per il Toro. In attesa di Antenucci ma forse pure di Gabionetta, contro il Cittadella i ragazzi di Lerda non cercano solo la prima vittoria del 2011 ma soprattutto di non ricadere in una pericolosissima crisi, più mentale che tecnica. Debutto da titolare per Budel al posto dello squalificato De Vezze. Pratali fuori due settimane, Gasbarroni titolare dopo quattro mesi.

Gasbarroni potrebbe tornare titolare dopo quattro mesi

La sensazione, sgradevole, è quella di chi deve tornare a chiedersi cosa c’è dietro l’angolo. Una ripartenza, i soliti dubbi o una svolta. Che di sicuro non è (ancora) arrivata dal mercato, che continua ad illudere e non dare, promettere e negare. Franco Lerda abbozza ma sa che sabato non si può sbagliare: la seconda giornata di ritorno regala al Toro la possibilità-dovere di trovare la prima vittoria del 2011, in casa contro il Cittadella. I primi 180′ dell’anno solare hanno fatto tornare alla luce dubbi ed incertezze: non tanto legati alla rosa, che si sapeva inadatta numericamente ed in qualche caso pure quantitativamente per ambire ai primissimi posti, quanto riguardo alla tenuta mentale della squadra. Che a Padova è stata tenuta in piedi da Bianchi ma che a Varese ha ceduto senza attenuanti sullo 0-2. Ricominciare, per non perdere contatto definitivamente con le primissime, per restare quantomeno in linea con le avversarie playoff, ma soprattutto per non sprofondare in un’altra crisi di identità dopo quella di inizio stagione: uscirne adesso sarebbe quasi impossibile.

L’avversario potrebbe sembrare quello giusto per una vittoria, magari pure convincente, ma attenzione alle trappole: il Cittadella di Foscarini è infatti quanto di peggio possa capitare ad una squadra che deve ritrovare certezze, e non solo per una tradizione che parla di tre sconfitte su tre al Tombolato e di un sofferto pareggio in casa nell’unica partita che contava giocata in Piemonte. Ben disposto in campo, mai rinunciatario, in una parola ostico, l’undici veneto è perfettamente in linea con i piani societari che richiedevano la salvezza, magari il più tranquilla possibile, dopo l’exploit di un anno fa. Quando Torino-Cittadella, ultima giornata di campionato, fu una prova generale in vista dei playoff, decisa da Belingheri, il cui destino è evidentemente quello di essere decisivo quando non serve. Ceduti Iunco al Toro ma pure Ardemagni e Pettinari, i granata veneti hanno pagato dazio in avvio, pur ottenendo una sofferta vittoria nella sfida d’andata, per poi riprendersi e la loro compattezza tattica, unita ad una coppia d’attacco Piovaccari-Nassi che si completa benissimo e dà vita ad un duo niente male per la categoria, rappresenterà un problema in più per Lerda, chiamato a rinunciare allo squalificato De Vezze, oltre che di Pratali, out due settimane causa elongazione muscolare.

L’unica certezza è l’esordio dal primo minuto di Budel stante la squalifica di De Vezze (altrimenti chi avrebbe giocato?), sebbene il tecnico in conferenza stampa non abbia dato per certa la presenza dall’inizio dell’ex bresciano; ma i dubbi popolano la mente di Lerda a cominciare già dal suo compagno di reparto, con De Feudis condizionato da una settimana di allenamenti a singhiozzo causa una contrattura al polpaccio: è pronto Zanetti. Scontata, in difesa, la presenza di Di Cesare al fianco di Ogbonna mentre in porta ci sarà ancora Bassi: il rientro di Rubinho, ormai recuperato, slitta così alla trasferta di Crotone. Il brasiliano non figura neppure tra i diciannove convocati, a differenza di Filipe e Zavagno, in ballottaggio comunque per l’unico posto in tribuna. Ma le vere scelte andranno operate in attacco, dove alle spalle di Bianchi si sentirà eccome il peso di un’altra settimana di mercato intessuta di parole ma priva di fatti. L’idea era quella di concedere un turno di riposo a Sgrigna ma l’esiguità delle alternative consiglia di soprassedere: la delicatezza della partita infatti non consente di offrire altre chance a Stevanovic (ma Lerda continua ad elogiarlo) come allo stesso Belingheri pertanto dovrebbe essere la volta buona per il ritorno da titolare, dopo quattro mesi ed un girone intero (l’ultima volta alla terza giornata contro il Crotone), di Gasbarroni, alle spalle del capitano, con Lazarevic e Sgrigna esterni. In attesa di rinforzi, bisogna accontentarsi dai soliti noti. Per non dover ricominciare.

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