
(foto: www.calciomercato.com)
Chiamiamola fase di riflessione, chiamiamola saggia strategia. Oppure vera e propria confusione. Il mercato del Torino ha superato la boa di metà gennaio con all’attivo il solo Alessandro Budel: superfluo dire che sia troppo poco, altrettanto che serva molto altro ancora. Non per il gusto di assommare figurine o di vincere il platonico titolo di regina del mercato invernale, quanto perchè le esigenze sono tante e disparate. Come evidenziato dal difficile inizio di 2011, che poneva di fronte al Toro imbattuto da due mesi due ostacoli in campo esterno: che non solo non sono stati superati ma che hanno evidenziato la distanza siderale dalle prime della classifica. L’unico vantaggio di tutto questo è che la ricaduta sulla terra è arrivata in pieno gennaio, con due settimane di tempo per mettere mano ai problemi: molti dei quali comunque erano noti da tempo, solo parzialmente oscurati dalla faticosa serie utile. Insomma rimane solo una decina di giorni per non trasformare i mesi dell’inseguimento in un calvario o, peggio ancora, in una rincorsa vana ed imperfetta come quella della scorsa stagione.
Ma per fortuna bisognerà aspettare molto meno perchè le acque si smuovano. Con ragionevole certezza si può infatti pensare che entro una settimana almeno due nuovi giocatori varcheranno i cancelli della Sisport: e la novità è che oltre al tanto sbandierato esterno sembra certo l’arrivo di un attaccante, una seconda punta in grado di giostare al fianco di Bianchi e dunque di variare finalmente, quando ce ne sarà bisogno, l’assetto tattico. Ma il problema è sempre lo stesso: non tutti sono disponibili a concedere prestiti pertanto sarà necessario aprire la borsa. Oppure spendere ciò che entrerà: le prossime partenze di Saümel e Scaglia (che hanno detto no al Frosinone ma se ne andranno) faranno lievitare a quasi un milione di euro la cifra risparmiata sugli ingaggi, considerando le partenze di Diana, Salgado e Loviso. Ma non basta, così, come noto, il sacrificio di Ogbonna sembra sempre più probabile: in lizza è rimasto solo il Napoli, ancor di più dopo l’infortunio di Grava. L’affare alla fine dovrebbe farsi ma l’accordo stenta ad arrivare: nelle casse di Via Arcivescovado dovrebbero entrare circa otto milioni di euro bonus esclusi, ma solo un quarto di questi verranno rimessi in circuito, senza escludere la possibilità che si apra una comproprietà. Per un sostituto all’altezza di Angelo e per le altre due mosse.
L’arrivo di un attaccante richiederà però un sacrificio nello stesso reparto: il favorito è Pellicori, ambito dal Padova per sostituire Succi, ma non si escludono sorprese spiazzanti dell’ultima ora. Per quanto riguarda l’esterno, svanito Giorgi, che non risponde ai canoni tattici (ala d’attacco, dotata tecnicamente e con senso del gol) di Lerda, sembra più chiara la situazione di Denilson Gabionetta, il cui cartellino appartiene all’Hortolandia e non al Crotone e che potrebbe rappresentare il tanto sospirato regalo per Lerda. Il quale sarebbe poi chiamato a valorizzare un giocatore inattivo da sei mesi, ma questa è un’altra storia che si collega comunque ad un possibile secondo arrivo, quello di Marco D’Alessandro: talentuosissima ala scuola Roma in prestito al Bari, under 20 e dunque che non andrebbe ad intaccare la lista principale dei 19. Un affare, sebbene arriverebbe solo in prestito con diritto di riscatto ma pure controriscatto per i giallorossi, utilissimo per dare tempo (ma non troppo) a Gabionetta di inserirsi. In attacco, non considerando i rumors su Bertani, si punta più in alto: per esempio su Mirko Antenucci, profilo assai più interessante non solo dal punto di vista anagrafico. Il Catania accetterebbe di accendere una comproprietà a cifre non folli (due milioni) per questa prima-seconda punta abile tecnicamente e sotto porta. Ma allergica alla panchina: controindicazione pericolosa per Lerda, ma pure per Sgrigna e Iunco. Il tempo però non consente ulteriori indugi: ed ora che qualche idea è venuta, sarebbe un peccato farsela rubare.

Davide Martini








