Questo sito contribuisce alla audience di

Precedenti Varese-Torino

Vendicare la sconfitta dell'andata ed al contempo mettere a segno un successo doppiamente storico. Questa la missione del Toro sul difficilissimo campo del Varese, dove i granata tornano di scena diciassette anni dopo l'ultima volta. I biancorossi non perdono in casa da tre anni ed all'"Ossola" il Toro non ha mai vinto in gare di campionato. Alla caccia della prima volta...

Giorgio Ferrini, il Capitano dei Capitani

Si giocherà nel teatro giusto, la supersfida tra Varese e Torino, che sabato pomeriggio aprirà all’insegna dei ricordi il girone di ritorno granata. La società lombarda infatti se l’è cavata con una multa salata in merito agli incidenti fatti scoppiare sabato scorso a Piacenza dalla propria tifoseria: in fondo era il primo episodio di una certa gravità e decretare la squalifica del campo proprio in concomitanza con uno scontro diretto così importante avrebbe pure scatenato fastidiose polemiche. Il Franco Ossola dunque è pronto per ospitare il Toro dopo diciassette anni di assenza: e la speranza è che con un simile nome la sorte possa per una volta sorridere ai granata in un impianto tradizionalmente fonte di delusioni. Nei sette precedenti complessivi di campionato tra le due squadre, infatti, tutti giocati in serie B, il Toro non ha mai vinto racimolando solo quattro pareggi e tre sconfitte. Un bilancio solo parzialmente attutito dalle vittorie ottenute nei gironi eliminatori di Coppa Italia: come accadde il 2 giugno 1970, 0-3 con reti di Giorgio Ferrini, Giambattista Moschino e di Giuseppe Pavone, futuro direttore sportivo di successo ma all’epoca centravanti di belle speranze meteora granata quell’anno con appena due presenze ed una rete solo in Coppa Italia.

Identico risultato in tempi molto più recenti, il 13 agosto 2000, quando fu una doppietta di Schwoch ed una rete di Fabio Tricarico a fissare il risultato su un Varese allora militante in serie C2 e pieno di future conoscenze granata: a cominciare dall’allenatore Mario Beretta fino ai giocatori allora in prestito in Lombardia, Stefano Sorrentino e Federico Balzaretti. Ma quel giorno si giocò al “Pietro Fortunati” di Pavia causa lavori di ristrutturazioni all’Ossola, ed ecco dunque che proprio in uno stadio che trasuda di storia granata, la vita per il Toro è sempre stata difficile, come testimoniato dall’ultimo confronto in assoluto, lo 0-1 dell’andata degli ottavi di finale di Coppa nel febbraio 1984 con rete di Gaetano Auteri, attuale allenatore della Nocerina capolista in Prima Divisione. Basti pensare allo 0-2 subito il 20 settembre 1964, in occasione della prima trasferta in assoluto in terra varesina oppure all’1-2 della stagione successiva, che rappresentò una delle quattro vittorie complessive dei lombardi che chiusero quel campionato staccatissimi all’ultimo posto.

Il primo risultato positivo per i granata arrivò così solo il 10 marzo ‘68, 0-0, stesso risultato dell’ultimo confronto in assoluto a livello di campionato, il 27 aprile 1975. Assai più emozionante il 2-2 del 24 ottobre 1971, quando il Toro di Gustavo Giagnoni seppe portarsi avanti di due reti, firmate da Claudio Sala e Livio Luppi, prima della rimonta firmata Carlo Petrini, futuro granata tre stagioni dopo, e da un’autorete di Sandro Crivelli, un punto perso che risulterà poi pesantissimo nell’avvelenata corsa allo scudetto con la Juventus. Sabato la storia si rinnoverà: e fra i protagonisti figurerà anche un ex come Osarimen Giulio Ebagua, cresciuto nel vivaio del Toro ma liberatosi dopo il fallimento cimminelliano.

Ultimi interventi

Vedi tutti