
(www.generazioneditalenti.com)
I motivi sono molteplici, come i gradi di preoccupazione e le prospettive, ma il dato è univoco: il 2011 è iniziato male, per il Torino Fc. Per la prima squadra, uscita con le ossa rotte e parzialmente ridimensionata dai confronti di alta classifica, ma pure per le rappresentative giovanili. Il che, sia chiaro, non sposta di una virgola quanto di buono sostenuto a fine 2010 sugli evidenti progressi registrati negli ultimi tempi in fatto di vittorie, seppur parziali, e di programmazione. La variabile legata ai risultati non è l’unica a decretare le fortune di un settore giovanile, ma detto questo un piccolo passo indietro è stato fatto. E se per i Giovanissimi di Fogli il passo falso contro la Pro Patria, nettamente inferiore sul piano tecnico, può essere attribuita ad un fisiologico momento di flessione, lo stop subito ad opera del Genoa dalla Primavera di Tonino Asta alla ripresa dopo la sosta invernale non ha solo interrotto la lunga striscia positiva (un’altra…) ma potrebbe aver ristabilito qualche distanza che sembrava essersi ridotta: i Campioni d’Italia, seppur ovviamente rimaneggiati rispetto alla formazione che superò l’Empoli nelle final eight di Macerata nello scorso giugno (di cui facevano parte pure Lazarevic e Cofie) rimangono di una spanna superiore, almeno a livello di esperienza (i granata “regalavano” ai rivali un anno di età media, che a questi livelli fa la differenza). Al Toro, che scivola al quarto posto, ma non solo visto che i ragazzi di Corradi sono al comando della classifica.
Il Toro comunque non è stato dominato e proprio come successo contro la Juventus sono stati gli episodi e l’imprecisione in fase conclusiva a punire i granata. Basti pensare a chi ha sbloccato il risultato, quel Gianmarco Zigoni già in orbita Milan e con alle spalle presenze e reti in serie B. Il centravanti dei Grifoni ha aperto le marcature alla mezz’ora sfruttando una corta respinta di Brusa ma ad inizio ripresa il solito Taraschi concretizzava la buona reazione dei ragazzi di Asta. Il Toro, in superiorità numerica per l’intero secondo tempo per l’espulsione di De Bode, ha controllato il campo senza soffrire, in perenne proiezione offensiva pur senza riuscire a creare grandi occasioni per il vantaggio. Così, in pieno recupero, ecco la beffa ancora firmata Zigoni. Rabbia e frustrazione per i giovani granata, ma la strada tracciata rimane quella giusta e certe delusioni rafforzano carattere ed esperienza. Piuttosto, fa discutere la partenza di Suciu: il trequartista sta per firmare per il Gubbio, sorprendente capolista del girone A di Prima Divisione. Una decisione che lascia quantomeno perplessi non solo perchè il ragazzo avrebbe potuto tornare utile anche a Lerda ma principalmente perchè era lecito aspettarsi una partenza in prestito del gioiellino rumeno ma a partire dalla prossima stagione. Per permettergli di inserirsi meglio in un progetto tecnico che lo contempli (a Gubbio non troverà una maglia da titolare) ma soprattutto per fornire ad Asta una bella iniezione di classe.
Il tecnico non ha nascosto un pizzico di delusione dovendo rinunciare ad un valore aggiunto appena ritrovato dopo il lungo infortunio ed ora il 4-2-1-3 che aveva dato ottimi risultati in inverno dovrà essere rivisto, come successo contro il Genoa quando si è virato su un classico 4-3-3. Difficile dunque capire le strategie societarie, ma bisogna adeguarsi: l’importante è che non ci si aspetti miracoli dalla Primavera. Neppure a Viareggio, dove peraltro i granata sono ormai abituati agli exploit: certo quest’anno le possibilità di fare molto bene erano e restano elevate, ma a complicare le cose, oltre al caso-Suciu, ecco arrivare un sorteggio complicato per la Coppa Carnevale che si disputerà dal 21 febbraio al 7 marzo. Le avversarie del Toro saranno la Lazio, l’Anderlecht ed il Grassopher. Un gruppo tosto, ma questo Toro ha il pieno diritto di crederci. Nonostante tutto e tutti.

Davide Martini








