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Salgado e Diana ai saluti

Il mercato si è ufficialmente aperto, ma come previsto per ora il Toro pensa a a sfoltire. Anzi, a rescindere. Diana e Salgado hanno risolto i contratti in scadenza a giugno, sgravando le casse di Cairo di pesanti ingaggi, soprattutto nel caso dell'ex sampdoriano. E mentre i problemi di Iunco rischiano di condizionare le trattative, Comi e Suciu prolungano i loro contratti.

Aimo Diana lascia definitivamente il Toro dopo tre anni
(foto: www.calciomercato.it)

Si è ufficialmente aperto il mercato ed in attesa dei primi impegni agonistici che chiariranno del tutto le mosse da compiere in relazione anche alle condizioni di alcuni elementi come Rubinho e Iunco, i cui problemi potrebbero condizionare le già ridotte risorse a disposizione di Petrachi, le prime notizie certe sono relative a fatti già annunciati da tempo: innanzitutto il rinnovo fino al 2014 di Gianmario Comi e fino al 2015 di Sergiu Suciu, atti indispensabili che non mettono al riparo dalla corte delle grandi ma quanto meno evitano beffe alla Benedetti. Isaac Cofie è invece tornato al Genoa che lo ha subito girato al Piacenza mentre Aimo Diana ha ufficialmente e consensualmente rescisso il contratto che lo legava al Toro fino a giugno, stessa soluzione scelta nella giornata di lunedì da Mario Salgado.

Condizionato da un’incredibile serie di infortuni il cileno era ai margini della rosa dall’inizio dell’estate, ma l’operazione subita al ginocchio ha reso impossibile un suo trasferimento a fine agosto: Salgado lascia il Toro dopo solo nove partite, quasi tutte disputate nell’ultimo mese e mezzo di stagione, quando la sfortuna gli concesse una tregua. Basti pensare che ha giocato titolare ben tre gare su quattro nei playoff. Un solo gol all’attivo, siglato il 1° maggio contro il Gallipoli in quella che è stata sicuramente una delle partite più belle giocate in carriera dallo sfortunato attaccante ex Brescia, che ha disputato l’ultima gara ufficiale col Toro proprio nella finale di ritorno playoff contro le rondinelle uscendo, manco a dirlo, dopo meno di un quarto d’ora per infortunio. Sembra certo un suo ritorno in Cile in un club di prima fascia, dettato anche da motivi personali: al popolo granata rimarrà il ricordo di un giocatore magari non irresistibile ma generoso e sfortunato.

Diverso il discorso per Diana, che lascia dopo sessantaquattro presenze, con tre reti, di cui quarantanove in serie A: arrivato nel gennaio 2008, le sue fortune granata sono di fatto terminate con la fine di quella stagione, in cui segnò pure due reti importanti contro Palermo e Catania. Poi il livello delle sue prestazioni è sceso sempre più, fino a sfociare nell’assurda aggressione nel ristorante di Moncalieri del 6 gennaio scorso, prodromo della partenza per Bellinzona. A luglio il ritorno, ma fuori rosa. Una storia nata male, quella in granata di Diana, cui solo un’intervento chirurgico per un’ernia inguinale tolse la gioia di entrare a far parte del gruppo campione del Mondo in Germania. Ora ritornerà in Svizzera.

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