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Cavanda e Pagano: l' identikit degli ultimi arrivati

Un acquisto dell'ultim'ora, ed uno della penultima. Per un totale di cinque volti nuovi. Antenucci e Gabionetta gli arrivi più "glamour", ma pure Pagano e Cavanda potranno dare un buon contributo. Alla scopera dell'ala ex Livorno e del giovanissimo terzino scuola Lazio.

Il ds Petrachi tra Cavanda e Pagano, ultimi rinforzi del mercato di gennaio granata

Si è chiuso con altri due volti nuovi il mercato del Toro: Biagio Pagano e Luis Pedro Cavanda. Ed il primo ha pure già dato il suo bel contributo fattivo sul campo a Crotone. Due volti nuovi a cui hanno corrisposto tre partenze, sebbene Cavanda non vada ad inserirsi nella lista dei 19 in quanto under 21: Filipe Oliveira, Gaetano Carrieri e Luca Belingheri hanno salutato la maglia granata. Il primo è tornato al Parma per fine prestito, il secondosi è trasferito a titolo temporaneo alla Nocerina, dominatrice del girone B di Prima Divisione (curioso il destino che lo accomuna a Suciu, andato invece a rinforzare le fila del Gubbio, primo della classe dell’altro girone dell’ex serie C1), mentre Belingheri è stato ceduto a titolo definitivo, essendo stato inserito nello scambio col Livorno che ha portato in granata Pagano. Ma di chi ha lasciato il Toro ci occuperemo a parte, ora è tempo di guardare avanti e di concentrarsi sugli identikit dei nuovi arrivati.

Si sa pochissimo di Luis Pedro Cavanda, giunto in prestito secco dalla Lazio: gli osservatori biancocelesti lo hanno scovato cinque anni fa in Angola. Dopo la necessaria trafila tra Giovanissimi, Allievi e Primavera per fare esperienza (quanto basta per assumere uno spiccato accento romanesco, ascoltare per credere…), quest’anno Reja lo ha buttato nella mischia in serie A: tre appena le presenze, ma i suoi avversari si sono chiamati Zlatan Ibrahimovic e Milos Krasic. Un debutto di fuoco, dunque, putroppo non superato a pieni voti: difficile in particolare la serata vissuta contro la Juventus ma il terzino destro, impiegabile anche a sinistra e dotato di un fisico non eccezionale ma compatto, ha stoffa e potrà dimostrarlo. “È stata una serata difficile, ma sono un ragazzo che non si abbatte - ha dichiarato durante la presentazione. Sono molto grato al Toro per avermi dato quest’opportunità, sono concentrato e punto a tornare in A con questa maglia: al resto (il ritorno alla Lazio, ndr) penserò dopo“. Giovane ma non giovanissimo (il 2 gennaio ha compiuto 21 anni) rimane il dubbio sul perchè non abbia esordito prima in serie A: ma a Lerda interessa che sia più concentrato e pronto di Filipe, al resto ci penserà la Lazio dal momento che il giocatore è giunto in prestito secco.

E veniamo a Biagio Pagano. Di lui, nato “per caso” a Napoli ma di famiglia pisana, si può parlare come di una promessa non mantenuta del calcio italiano: ha fatto sfracelli nelle giovanili dell’Atalanta ma ha fallito le prime esperienze tra i grandi, a Bergamo ma pure alla Sampdoria, dove lo ricordano soprattutto per il pessimo rapporto avuto con Novellino, confermato pure lo scorso anno alla Reggina. Il rilancio a Rimini, nel 2006: tre buone stagioni come ala sinistra nel 4-2-3-1 di Acori che poteva contare pure su Valiani, Ricchiuti e Matri. Pagano, destro naturale, è in possesso di velocità e di un’ottima tecnica che gli permette di giocare indifferentemente su ambo le fasce ma pure come seconda punta, come ha già sperimentato Lerda in allenamento. Undici le reti segnate lo scorso anno in Calabria, tre quelle realizzate nello spezzone del campionato in corso da semi-titolare a Livorno, tra cui una proprio all’Atalanta. Un rinforzo importante, potenzialmente quasi decisivo, ma solo se il ragazzo sarà ben concentrato e non finirà vittima di uno di quei buchi neri che gli hanno impedito di sfondare nel grande calcio. La mentalità sembra quella giusta: “Di Livorno non voglio più parlare - ha detto - personalmente non ho avuto problemi, forse qualcun altro sì. Ora sono al Toro, la più grande occasione della mia carriera, e penso a sfruttarla al massimo: non sarò titolare? Sono a disposizione, la rosa è fortissima e penso che abbiamo tutto per puntare alla serie A. Non possiamo nasconderci“.

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