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Dopopartita con contestazione. Le parole di Petrachi

Cairo torna, ed il Toro ricrolla. Infuria la contestazione nel post-Sassuolo, che ricorda da vicino il dopo-Frosinone. Oggi come ieri non si intravede futuro, ma in società si prova a guardare avanti. Petrachi conferma Lerda ma non vuole immaginare una nuova sconfitta a Novara mentre il tecnico si dice fiducioso dopo un colloquio con Cairo pur salutando la promozione diretta. Tra i giocatori, finito il silenzio stampa, parla solo Garofalo.

Franco Lerda assiste all'ennesimo crollo del suo Toro

L’arrivo per primo in sala stampa di Agostino Garofalo e non di mister Lerda aveva fatto temere il peggio per il destino dell’allenatore di Fossano. Aveva fatto temere il solito post-partita evasivo in attesa dell’esonero dell’allenatore. Niente di tutto questo, almeno per ora, e poco dopo Lerda ha fatto capolino in mix zone. Ma l’aria è comunque pesante ed il dopopartita della terza sconfitta interna stagionale è di quelli purtroppo noti: occhi pesti, sguardi nel vuoto e consapevolezza di essere ad un passo dall’ennesima stagione fallimentare. Con, nell’animo della società, un altro grande rimpianto: quello di avere interrotto al momento sbagliato il silenzio stampa iniziato proprio dopo il ko col Frosinone. Perchè oggi in molto pagherebbero di tasca propria per non parlare, per filare a casa propria e dormirci su. Ma d’altronde una simile Caporetto non era immaginabile e Cairo aveva pensato di restituire la parola ai suoi giocatori perchè tra il mercato entusiasmante ed un’atmosfera tornata parzialmente serena sembrava di poter ricominciare a sognare. Ed invece, nuove mazzate. Anche a fine partita, dove è andata in scena la non inedita contestazione: un gruppo di circa duecento tifosi, a fine gara, ha infatti raggiunto l’esterno dello stadio dove ha atteso l’uscita della squadra tra cori ed insulti che non hanno risparmiato nessuno, attaccando in particolare Cairo, bersaglato proprio nel giorno del ritorno dopo cento giorni. Clima da guerriglia, polizia schierata ma alla fine tutto tranquillo: cronaca di un’ordinaria crisi.

Tra i giocatori, comunque, parla solo Garofalo: l’unico a metterci la faccia, come spesso fa anche in campo. Nessuna traccia del capitano, del suo vice ed ovviamente neppure dei nuovi acquisti: ma si sa, la sconfitta è sempre orfana. Ago prova a non scoraggiarsi: “È una sconfitta che brucia perchè sapevamo di non potercela permettere. Purtroppo al primo errore subiamo gol ed a differenza di Crotone non siamo neppure riusciti a reagire: abbiamo prodotto pochissimo in attacco, e non è accettabile. La classifica? Non la guardiamo, sarebbe inutile e dannoso: dobbiamo andare avanti settimana dopo settimana per un pò di tempo, poi si vedrà“. Ma le parole più attese sono quelle di Petrachi. Che viene subito interrogato sul futuro del tecnico. E le dichiarazioni del ds sono eloquenti: “Adesso è inutile mettere in discussione Lerda. Stiamo lavorando con lui dall’estate, abbiamo appena condotto il mercato di concerto con le sue idee e dunque non ci pensiamo neppure. Andiamo avanti e pensiamo a Novara, ma dobbiamo rialzarci“. Insomma, se a Novara si perde ciao Lerda. Ma Petrachi entra nel dettaglio della partita, andando per un attimo oltre le sue mansioni di direttore sportivo: “Non mi è piaciuto il nostro primo tempo, anche dopo il vantaggio: giochiamo con la paura addosso, e poi siamo stati puntualmente puniti. Sappiamo fare molto meglio e l’abbiamo dimostrato, è ora di ricominciare a giocare e vincere“.

Poi è la volta del tecnico, il più stravolto di tutti pure sul piano fisico. Sembra che sia appena uscito sconfitto da un incontro di box per ko alla prima ripresa. E non solo per il suo destino in bilico, ma perchè nell’esperienza Toro aveva ed ha investito molto. Il tecnico è pure più obiettivo del solito nell’analisi della partita: “Siamo qui a commentare la solita partita, come contro il Cittadella ed il Siena. Oggi non siamo partiti bene, ma dopo il vantaggio il gioco è migliorato e pensavo di poter raddoppiare. È difficile spiegarsi cosa possa essere successo nella ripresa: abbiamo smesso di giocare, il pareggio immediato ci ha fatto crollare e non ci siamo più ripresi disputando una delle peggiori partite della stagione. Certo, devo fare i complimenti all’avversario ma dobbiamo ripartire subito. La classifica? È brutta, inutile negarlo: d’ora in poi dovremo pensare solo ai playoff“. Svia l’attenzione sul suo futuro ma rivela un colloquio con Cairo: “A fine partita abbiamo parlato a lungo: penso di sapere come fare per rimediare al momento no, ma il mio futuro dovete chiederlo alla società“. Dichiarazioni criptiche, che se da un lato faranno trascorrere una settimana di tranquillità sul fronte panchina, dall’altro non aiuteranno a far scemare la tensione: certo giocarsi tutto contro una formazione che ha tredici punti più di te ed un monte ingaggi dieci volte inferiore non aiuta un gruppo già debole psicologicamente. E poi tutto ci si poteva aspettare, meno che presentarsi pure al derby minore da sfavoriti. Ed in crisi.

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