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Il Nuovo Toro è già alla prova-verità

Panchina più ampia, ma sistema di gioco rivoluzionario: il Toro affronta il Sassuolo nella quarta di ritorno con un unico obiettivo. Tornare alla vittoria che manca dal 18 dicembre: le possibilità ora ci sono tutte, ed anche se di fatto si è in pre-campionato, tra prove di moduli e nuovi acquisti, la crisi è in agguato. Senza tre punti, saranno i soliti discorsi disfattisti. Lerda lo sa: ma pensa solo al campo.

Sgrigna e Rubinho in allenamento: il trequartista torna titolare, il portiere no

Il mercato è finito. Per fortuna della salute di Petrachi, arrivato trafelato alle ultime presentazioni dopo un mese vissuto in apnea (”Speriamo che chi di dovere si sia accorto che questa finestra è troppo lunga” ha dichiarato il ds granata a trattative concluse). Ma chissà se per fortuna di Lerda: apparentemente sì, perchè i rinforzi sono arrivati, ma in realtà no perchè da adesso la parola torna al campo e sono finite le distrazioni che hanno permesso di sottotacere o quasi un inizio di 2011 più che in sordina. Ora che è stata anche ritrovata la parola, che il clima sembra essere tornato sereno e che il presidente sta per tornare allo stadio, l’illustre assente è proprio la vittoria. Il primo a rendersene conto è Franco Lerda: il trend è da cambiare e senza più attendere. Dopo tre pareggi ed una sconfitta, i tre punti tutti insieme non possono subire ulteriori rinvii: e pazienza se l’avversario della 25° giornata, il Sassuolo ferito ed in aperta crisi, non verrà certo all’Olimpico in gita, nel ricordo dell’unico fortunato precedente incrocio col Toro.

Certo gli alibi non mancano: uno è legato ad una condizione atletica in chiara flessione, volta evidentemente a correre di più in primavera (anche in vista delle più che possibili appendici al campionato…), quello più convincente è invece attribuibile al fisiologico periodo di ambientamento richiesto a chi deve cambiare, a metà stagione, e pure con l’obbligo di vincere, sistema di gioco e conseguenti schemi tattici. Perchè checchè se ne pensi, passare dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2 apre davvero un altro mondo: per gli esterni bassi, i centrocampisti ma pure per gli attaccanti. Soprattutto se, come accaduto fino ad una settimana fa, il centravanti era ormai rassegnato alla solitudine ed al conseguente limitatissimo numero di conclusioni in porta. Ora è tutto diverso: con Antenucci il gioco d’attacco cambia e con tre mediani anche le punte hanno meno doveri di ripiegamento. Ma tutto questo al tifoso semplice non interessa: ed in fondo neppure a Cairo e Petrachi, che vengono giudicati a fine anno in base al risultato ottenuto.

Come Lerda, del resto, ma ora il tecnico deve svoltare: nel dare alla squadra il giusto carattere per mantenere il vantaggio o per prendere in mano la partita al momento giusto o ancora per concretizzare quanto creato. Per qualche tempo bisognerà mettere da parte la classifica ma soprattutto la paura: è ora di dimostrare di che pasta è fatto questo Toro. E per saperlo basterà poco tempo: servono vittorie immediate, e consecutive, altrimenti anche i playoff diverranno un obiettivo tutto da conquistare. Il Sassuolo è la delusione della stagione: Gregucci domani si giocherà la panchina, la squadra sembra spenta e senza motivazioni. Evidentemente un ciclo è finito ma è difficile credere che il tasso tecnico del gruppo non possa neppure garantire la salvezza. Il rischio è quello di una partita bloccata dalla paura, ma un pareggio non servirebbe a nessuno, ed ancora meno al Toro. In casa neroverde sarà piena emergenza, senza mezzo attacco (Quadrini, Noselli e Bruno, assente pure Troiano) mentre Lerda avrà tutti a disposizione eccetto Zanetti, fermato per tre turni dopo la crisi di nervi di Crotone, e Pratali, recuperato ma non convocato per precauzione, come dichiarato da Lerda in conferenza stampa. Prevista dunque la conferma dell’undici visto in Calabria, con due eccezioni: il rientro dalla squalifica di Ogbonna al posto di Rivalta e l’avvicendamento sulla trequarti tra Gasbarroni e Sgrigna. Rubinho ancora in panchina “perchè Bassi merita la conferma” (Lerda dixit). Possibile sorpresa Cavanda al posto di D’Ambrosio. Davanti la coppia della speranza, Bianchi-Antenucci, chiamati a confermare la buona intesa mostrata alla prima uscita e ad evitare di riaprire la crisi. Perchè a mancare questa volta non sarebbero gli uomini per uscirne, ma il tempo.

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