Questo sito contribuisce alla audience di

Mercato: il Toro ora è completo

Un mese di trattative, cinque acquisti mirati e funzionali al progetto. Incredibile, ma vero, è il ritratto del mercato invernale 2011 del Toro. Ora la squadra è completa e pronta a provare l'ennesima rimonta: nella speranza che il tempo sia sufficiente e che le avversarie "aspettino". Certo qualche dubbio rimane: da Gabionetta all'enigma Cavanda, fino al ruolo ridimensionato di Sgrigna e, quando tornerà, Iunco.

Biagio Pagano: il jolly di Lerda
(foto: www.torinofc.it)

Un mercato di qualità. Ma pure di quantità. E di astuzia. Gianluca Petrachi si conferma ds da emergenza ed un anno dopo la rivoluzione che fece sfiorare una clamorosa promozione ritocca quanto basta l’organico di Lerda per porlo sulla stessa linea con le altre grandi aspiranti alla promozione. Peccato che tutto questo si potesse e dovesse fare in estate, come ragione impone: chissà se gli sforzi invernali basteranno per colmare i dodici punti che separano il Toro dalla promozione diretta, o almeno consentiranno una tranquilla qualificazione ai playoff. L’obiettivo comunque non è di facile raggiungimento, anche se adesso pure la panchina è finalmente all’altezza delle aspettative. Non è stato necessario neppure aspettare come d’abitudine l’ultimo giorno di mercato, utile quest’anno solo per chiudere l’affare-Cavanda: chiaro sintomo di una programmazione e che anche al Toro, se si vuole, si può fare calcio con professionalità. Ed il fatto che il presidente abbia concesso un budget importante non è l’unica motivazione alla base delle intelligenti operazioni condotte: indispensabile è stato pure l’agire per tempo, ed il focalizzarsi su obiettivi ben precisi.

Certo qualche dubbio comunque rimane. Il più grosso rimane ovviamente legato al caso Gabionetta: che ha imposto l’arrivo di Pagano e che potrebbe pure non essere mai a disposizione di Lerda, considerando i biblici tempi della Figc. Di sicuro si è agito per il meglio evitando compromessi all’italiana che erano stati ventilati il 31 gennaio. Del tipo: io ti do Malonga e tu ritiri la causa del doppio tesseramento. Se Petrachi e Cairo sono convinti di aver agito nella legalità, hanno fatto bene a tirare dritto: il resto si vedrà. Dubbio pesante anche quello legato all’aspetto tattico: ora Lerda dovrà cambiare pelle al suo Toro, passando ad un 4-3-1-2 dopo sei mesi di lavoro esclusivo sul caro triplo trequartista. E farlo a stagione in corso, tanto più quando già devi rincorrere e non vinci da quattro partite, non aiuta nè chi deve apprendere i movimenti, nè l’allenatore stesso. E senza contare che, giocando con tre mediani, forse sarebbe servita qualche altra alternativa in mezzo, apparentemente l’acquisto di Pagano non si sposa con la filosofia di fare a meno delle ali. Ma l’ex livornese è una carta in più, in grado di far cambiare il volto della squadra verso un 4-4-2 aggressivo, come successo a Crotone.

In difesa, inoltre, gli uomini sono contati, soprattutto in mezzo dove i centrali sono sì quattro ma Rivalta è ancora da considerarsi un terzino, almeno fino a quando Cavanda non dimostrerà di essere pronto per quello che è di fatto il suo debutto tra i professionisti. Forse come vice D’Ambrosio sarebbe servito un profilo più esperto, considerando anche il momento di flessione del terzino campano, ma la lista era bloccata e qualche scommessa va accettata. Infine, Sgrigna e Iunco: quest’ultimo, operato lunedì alla schiena dopo il fallimento delle terapie conservative (l’ipotesi era stata ritenuta la più probabile in tempi non sospetti), tornerà forse a primavera inoltrata ma in generale il nuovo assetto toglie spazio e certezze ai due colpi del mercato estivo. Ma d’altronde si cercavano le alternative per cambiare a gara in corso, ed ora ci sono: nella speranza che i risultati rendano più digeribile per tutti qualche presenza in panchina. Per questo Lerda ha scollinato gennaio più sereno, ma al contempo un pò preoccupato

Ultimi interventi

Vedi tutti