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Pagelle Crotone-Torino

Bene i nuovi, oltre ai soliti noti. Da Crotone torna un Toro arricchito: Antenucci e Pagano sembrano essersi già ben inseriti ed in particolare l'attaccante pare rappresentare un ottimo compagno per Bianchi, finalmente non più solo. Sottotono il centrocampo e D'Ambrosio.

Buon debutto granata per Antenucci

Bassi 6.5: Ginestra calcia veramente male, ma lui è bravo e fortunato ad intuire la direzione ed a respingere. Incolpevole sul gol, finalmente decisivo e sempre attento, pur senza fare miracoli. Sarà stata la presenza in panchina di Rubinho?

D’Ambrosio 5.5: il momento è delicato, questo è evidente. Il nuovo modulo vive sulla spinta degli esterni ma lui comincia a farsi vedere solo a metà primo tempo dopo un’inspiegabile timidezza. Sfiora pure il gol ad inizio ripresa ma dietro è troppo incerto. Cercasi il vecchio Danilo.

Rivalta 6: conferma il buon momento di forma mettendo la museruola ad un reparto offensivo crotoniate comunque assai spuntato. Poco lavoro, ma macchia parzialmente la prestazione lasciando troppo spazio al tiro di Cutolo.

Di Cesare 5.5: d’accordo, se gli togliamo l’irruenza perde metà della sua forza, ma continua ad essere troppo deciso negli interventi e pure in certi anticipi, come nelle uscite palla al piede. Nessun errore evidente, ma la sicurezza è un’altra cosa. La sensazione è che, appena starà bene, tornerà Pratali.

Garofalo 6: lui sì che è un’ala aggiunta. Spinge con regolarità e da un suo cross arriva pure un’occasione per Bianchi nella ripresa. Ma poi regala la rimessa laterale da cui nasce il gol di Cutolo. Non è al massimo, nè fisicamente nè mentalmente, ma fortunatamente dalla sua parte il Crotone attacca poco perchè altrimenti non avrebbe il fiato per chiudere.

De Vezze 5.5: gli hanno tolto le chiavi del centrocampo, e lui fatica a ritrovarsi. In progresso rispetto ai disastri di Padova e Varese, ma ancora lontano dagli standard del tardo autunno nonostante il bel tiro dei primi minuti. Ma ora comincia un nuovo campionato perchè giocando a tre cambia tutto: bisogna correre, e tanto, e non perdere mai lucidità. Missione possibile.

Budel 5.5: fulcro della nuova linea a tre, l’equilibrio tattico dipende da lui, perchè si deve abbassare per ricevere palla e smistarla verso Gasbarroni. Inizia bene, entrando nell’azione del primo tiro in porta, quello di Antenucci. Ma poi cala, stretto nella morsa del dinamismo del reparto avversario.

Zanetti 4: sciagurato. D’accordo, il pallone colpito da Abruzzese gli sbatte prima sulla faccia e poi sulle braccia, ma saltare in area a quel modo non è da giocatore esperto. Nonostante l’errore dal dischetto di Ginestra, non si riprende più e Lerda, che gli aveva dato le chiavi del gioco, è tradito. Chiude ingloriosamente con un’espulsione per proteste a gara finita. E meno male che sta per diventare giocatore bandiera

De Feudis 6: dei tre, è il portatore d’acqua. Non gli è chiesta la precisione del passaggio, ma solo tanta corsa ed aiuto a Garofalo, che spinge molto, e che lui deve coprire spesso. Missione sostanzialmente compiuta, poi esce per ragioni tattiche dopo lo svantaggio.

Pagano 6: arrivato venerdì pomeriggio ed imbarcato subito per la Calabria senza neppure un allenamento, al primo pallone che tocca, con la squadra appena andata in svantaggio e sull’orlo della crisi, origina l’azione del pareggio. Può bastare per sospettare che si tratti di un predestinato?

Gasbarroni 6.5: ancora una volta il più brillante. Torna al ruolo che gli è più congeniale: trequartista dietro due punte con tre cagnacci che lo proteggono e gli evitano il lavoro di ripiegamento. E lui ringrazia distribuendo palloni come cioccolatini: tutte le azioni da gol partono dal suo piede, nel primo tempo per Antenucci e Bianchi e nella ripresa per D’Ambrosio e lo stesso capitano. Esce a metà ripresa, sicuramente un pò affaticato ma sarebbe bello prima o poi vedergli finire una partita.

Sgrigna 6: è la prima, prevedibile vittima del cambio tattico, a parte l’esausto Lazarevic. Ma quando entra, a venti dalla fine, è protagonista di un buon impatto. Da trequartista e pure da esterno sinistro del 4-4-2 dopo l’ingresso di Pagano. Da il là all’azione del pareggio servendo proprio Pagano con un bel cambio di campo.

Bianchi 6.5: il solito gol di opportunismo. Non che per il resto non si dia da fare, anzi: corre, arretra, crea spazi, tira più del solito e cerca il dialogo con Antenucci, da lui servito alla mezzora del primo tempo per il primo tiro in porta dell’ex catanese in maglia granata. Insomma, si rende utile ma cade troppo spesso in fuorigioco nel primo tempo e palla al piede non incide.

Antenucci 6.5: incoraggiante. Dopo pochi allenamenti con Bianchi mostra una discreta intesa, tira e si sacrifica. Adora buttarsi negli spazi e si vede: oltre al primo tiro in porta, un debole diagonale, è sempre nel vivo della manovra ed è protagonista dell’azione del pareggio. Ottimo inizio. Nota di speranza.

Lerda 6: chissà quanto è contento di aver rinunciato al suo amato modulo, ma il mercato ha deciso così, seppure forse non in maniera definitiva perchè sarà difficile tenere in panchina a lungo Pagano e/o Lazarevic. Le sostituzioni comunque non convincono: e se Zanetti lo tradisce e Sgrigna complessivamente non demerita, senza l’acuto di Bianchi si sarebbe parlato a lungo dell’uscita di Gasbarroni, ancora il migliore. La squadra non sa più vincere e continua a mancare di cattiveria, ma sabato prossimo o tre punti o sarà crisi.

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