Pagelle Novara-Torino

Tradito dall'errore fatale della coppia di centrali, Lerda perde anche a Novara ed inizia a tremare. Discutibili certe sue scelte, come quella di sostituire il positivo Lazarevic. Disastrosi Pratali ed Ogbonna, non basta un Rubinho d'annata. De Feudis lotta, Antenucci iellato.

De Feudis, uno dei pochi a salvarsi a Novara

Rubinho 7.5: dopo venti minuti di totale relax, deve superarsi per tre volte nel primo tempo. Sulla prima potrebbe respingere più lateralmente, ma già arrivare sul destro a giro di Bertani è un mezzo miracolo, e la posizione sbagliata di Garofalo non è colpa sua. Mostruosa la parata successiva su Motta. Un rientro da titolare così dopo tre mesi e mezzo era impensabile.

D’Ambrosio 5.5: inizia bene sovrapponendosi con continuità a Lazarevic ed in fondo è l’unico della difesa a reggere anche se nell’azione del gol è il grande assente. Nella ripresa va in difficoltà in alcune diagonali, ma la squadra è già spaccata in due.

Pellicori sv: il solito cambio della disperazione, va a “far confusione” in area del Novara ma non riesce ad incidere pur creando scompiglio.

Pratali 4.5: è vero che deve coprire il buco di D’Ambrosio, ma nell’azione decisiva è troppo molle la sua opposizione su Bertani. Non si riprende mai del tutto ed esce all’intervallo per una contusione.

Rivalta 6: un marcatore veloce forse sarebbe servito dall’inizio, ma quando entra fa la sua parte pur dovendo controllare solo le rare ripartenze novaresi.

Ogbonna 5: l’incertezza a metà con Pratali è imperdonabile per uno della sua esperienza nonostante la giovane età. Giusto staccarsi per dare copertura, ma poi si fa superare in velocità. Stessa musica nella rirpesa con Gonzalez: va costantemente in difficoltà e deve rifugiarsi quasi sempre nel fallo.

Garofalo 5.5: solito inizio da ala aggiunta, anche se la squadra attacca soprattutto a destra. Sfortunato ma pure un pò colpevole sull’autorete: cosa ci faceva in quella posizione? Secondo tempo con le consuete sgroppate, ma improduttive.

Lazarevic 6: è bastata un pò di panchina per restituirgli lo smalto dei bei tempi. Nel primo tempo è il migliore per corsa ed inventiva, ma come sempre si perde appena entra in area. Discutibile la sua sostituzione.

Pagano 6: a destra, a sinistra o addirittura al centro, partecipa attivamente all’assalto, recuperando a tempo di record dall’infortunio alla caviglia. E, a differenza di Lazarevic, prova anche il tiro in porta: pericoloso di testa nel finale.

De Vezze 5.5: neppure il ritorno della mediana a due lo rigenera. Guida bene il reparto per venti minuti ma poi perde le distanze e diventa falloso, ai limiti del dannoso. Nella ripresa peggiora, ma la squadra si sbilancia definitivamente ed è chiamato ad un lavoro immane.

De Feudis 6: assai più lucido del compagno di reparto, pur essendo deputato ad un lavoro di maggior fatica. Buono nel pressing iniziale e pure nel supporto all’azione offensiva. Pregevole l’assist scucchiaiato per Antenucci.

Sgrigna 5.5: parte a sinistra, posizione che non ama, con licenza di accentrarsi ed infatti nel primo tempo è sempre nel vivo del gioco, arrivando pure alla conclusione seppur non dentro lo specchio della porta. Poi passa a destra e fatalmente perde brillantezza, ma nel complesso non demerita.

Bianchi 5: trasparente. Non era al meglio, e si sapeva, ma di fatto è un corpo estraneo ed a volte sembra di giocare in dieci. Il problema è che a volte è successa la stessa cosa anche quando era in ottime condizioni.

Antenucci 6: la conferma di una buona intesa con Bianchi. Un pò fuori partita nel primo tempo, poi inizia a muoversi di più e meglio. Sono suoi i due tiri più pericolosi, ma se il primo è un importante errore di mira, quella traversa avrebbe meritato maggior fortuna. La luce della speranza.

Lerda 5: la domanda, inevitabile, è se fosse realmente convinto dell’ennesimo rimpasto tattico. La sensazione è che non sia così, perchè un 4-2-4 così slegato non è nelle sue corde di allenatore. Da salvare solo l’approccio alla partita, poi si assiste ad un assedio timido e prevedibile. Certo non è colpa sua se non ha giocatori realmente decisivi soprattutto in mezzo, ma ci mette del suo invertendo Lazarevic e Sgrigna ed imbottendo la squadra di attaccanti nel finale. Mossa inutile davanti ad una squadra ermeticamente chiusa. Forse avrà un’altra prova d’appello, ma sembra rassegnato.

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