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Primavera: irresistibile ascesa

Un'altra perla s'aggiunge alla sorprendente stagione della Primavera, che supera anche il Cesena e si avvicina al secondo posto. Non finisce di stupire la squadra di Asta, capace pure di vincere l'emergenza che ha costretto a schierare una formazione giovanissima. Duro lavoro ed impegno dei ragazzi le basi di affermazioni che danno speranza all'intero movimento granata. Nel solito momento difficile della prima squadra.

Gabriele Franchino, capitano dell'inarrestabile Torino Primavera
(foto: www.lastampa.it)

L’entusiasmo, nelle segrete stanze, è palpabile. Ma è meglio tenerselo dentro, sia per il solito momento delicato attraversato dalla prima squadra, sia perchè si tratta pur sempre di gioie parziali. Di certo, però, con tutto il rispetto per il grande lavoro di Moreno Longo e Roberto Fogli, un conto è vedere primeggiare giovanissimi ragazzi ancora lontani dall’idea del professionismo, tutto un altro notare i dirompenti progressi del fiore all’occhiello di un settore giovanile. Ed allora le soddisfazioni che la Primavera di Tonino Asta continua a regalare settimanalmente non possono essere considerate casuali o figlie della crisi generazionale delle grandi potenze recenti del movimento (Juventus, Sampdoria). Il lavoro di dirigenti e tecnici comincia a dare i suoi frutti, grazie ovviamente pure al talento di un gruppo di ragazzi cresciuto insieme fin dai primi calci ed ormai quasi pronto al salto di qualità. Una soddisfazione che raddoppia pensando alle ridotte possibilità di movimenti economici consentiti al settore giovanile granata negli ultimi anni e pensando pure che tra venti giorni ci si presenterà al Viareggio con ambizioni finalmente all’altezza di quelle sempre avute dal Toro nella prestigiosa manifestazione internazionale.

La vittoria contro la Sampdoria nella terza di ritorno, allora, non rappresenta altro che l’ennesima conferma della bontà di un lavoro, quello di Asta, cominciato tre anni fa agli Allievi, e decollato grazie alla pazienza avuta dalla dirigenza dopo la contraddittoria scorsa stagione. A questo punto, con il secondo posto distante appena un punto, entrare nelle quattro che accedono alla fase finale diventa l’obiettivo minimo, con il sogno di entrare direttamente tra le prime quattro arrivando almeno secondi, tutto semplicemente inimmaginabile ad agosto, quando si cominciò un’altra stagione all’insegna dell’incertezza. Dopo il grigio pareggio di Cesena di otto giorni prima, in cui la squadra, pressochè al completo, era parsa troppo rinunciataria, il successo contro i blucerchiati ha assunto i contorni dell’impresa se si considera che l’intera difesa titolare, ad eccezione di Fiore, era assente per infortuni o squalifica, rimpiazzato da tre giocatori classe ‘93, uniti ad altrettanti coetanei di ben due anni più giovani della maggior parte dell’organico sampdoriano. Una differenza potenzialmente decisiva a questi livelli, capace pure di spiegare il secondo tempo di sofferenza pura. Rinforzato dalla presenza di Stevanovic, collocato insieme ad Umberto Miello alle spalle di Comi ma incapace di fornire il contributo sperato, il Toro ha saputo fornire sul campo di Venaria Reale l’ennesima prova di carattere mista a tratti di gioco spumeggiante. Proprio il serbo-svizzero di scuola serba ha fornito l’assist per il vantaggio per la testa di Miello, già all’8′. Alla mezz’ora arriva il raddoppio, firmato da Comi che concretizza una bella azione avviata da Ippolito: è il momento migliore per i granata, che strappano gli applausi del pubblico e stordiscono la più navigata formazione allenata da Luciano Bruni.

Ma con l’infortunio di Miello, subito prima del raddoppio, si apre un’altra partita, fatta di sofferenza (forse troppa) e resistenza, che il Toro riesce comunque a vincere nonostante il gol del 2-1 di Kristicic. La Sampdoria meriterebbe forse il pareggio per l’occupazione della metacampo granata, con i ragazzi di Asta che arretrano troppo e faticano ad uscire, ma alla fine ci pensa Alfred Gomis a salvare il risultato con un intervento provvidenziale in pieno recupero. È tempo di sorridere pure per il portierino, allora, uno dei simboli del momento d’oro del Toro e tornato ormai titolare in pianta stabile al posto di Brusa. Sabato trasferta non proitiva a Bologna: in contemporanea si sfideranno le prime due della classe, Juventus e Genoa, dunque sognare ancora non è vietato. Comi, Benedetti ed Asta gongolano: il lavoro premia sempre.

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