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Ritorna l'emergenza: out Pagano, a rischio Bianchi

Amichevole, che disdetta. Lerda perde pedine chiave proprio nella settimana più delicata dell'anno: Pagano e Gasbarroni salteranno Novara rispettivamente per una distorsione alla caviglia ed un risentimento all'adduttore ma è a rischio pure Bianchi, che soffre al tendine d'Achille. Lazarevic verso il ritorno alla titolarità. Intanto Sgrigna minimizza la caduta contro il Sassuolo.

Sgrigna e Di Cesare in allenamento

Ora l’assonanza è perfetta. Ora che anche come alla vigilia della partita contro l’Ascoli del 1° novembre Lerda deve fare i conti con l’emergenza infortuni (e non solo, visto che come previsto è stato respinto il ricorso per Zanetti) pure nell’avvicinamento al Novara, possono partire le speranze… scaramantiche. Scherzi a parte, se contro i marchigiani le defezioni di Garofalo (diplomatica?) e di Rubinho arrivarono nell’immediata vigilia del match, e solo l’assenza di Bianchi era nell’aria da qualche giorno, ora almeno il tecnico granata avrà qualche giorno di tempo per pensare a come ovviare alle mancanze certe ed a quelle probabili, ed in questo senso il posticipo al lunedì cade a proposito. È infatti più grave di quanto sperato, sebbene non serio come temuto, lo stop subito da Biagio Pagano che durante l’amichevole contro gli Allievi di Longo (5-0 con un gran gol di Zavagno) ha infilato il piede destro in una buca rimediando una distorsione alla caviglia con lieve interessamento legamentoso, come era parso intuibile da subito vedendo il pianto del ragazzo e l’impossibilità di reggersi sulle proprie gambe. Tradotto: niente Novara, ma una sola settimana di stop e quindi tour de force di fine mese salvo, fino al turno infrasettimanale del 2 marzo contro l’Atalanta. Finito qui? Niente affatto, perchè Gasbarroni è out per un risentimento all’adduttore destro mentre Bianchi convive da mercoledì con un’infiammazione al tendine d’Achille: che impone prudenza nell’utilizzo e soprattutto riposo.

Guai seri, dunque, per Lerda che al di là delle settantadue ore che lo separano dalla sfida della verità non vuole neppure pensare all’ipotesi di dover fare a meno pure del capitano, dopo che l’abbozzo di 4-4-2 impostato in settimana sarà già privato di due pedine chiave come Pagano e Gasbarroni, di ruolo ed oltretutto entrambi utili pure a gara in corso. Anche perchè Lazarevic è un pò malconcio dopo l’amichevole con l’Under 21 slovena e Stevanovic è il solito enigma: Deggy comunque viaggia sicuro verso la titolarità, a destra, mentre dall’altra parte tutti gli indizi portano a Sgrigna, che d’altronde con l’ennesimo cambio di modulo dovrà necessariamente tornare a riciclarsi sulla fascia per non perdere il posto. In conferenza stampa l’ex vicentino, tornato a parlare dopo i lunghi mesi dell’embargo mediatico, è parso comunque sereno e disposto a tutto.

Almeno a parole: “Ultimamente la stanchezza si è fatta sentire (subito dopo un mese di sosta invernale?, ndr) e forse non sono stato brillantissimo ma ora sto meglio e se necessario sono pronto a tornare a sinistra, sebbene non sia il ruolo che prediliga. Sappiamo dell’importanza della gara di lunedì - ha detto Sgrigna - ma non dobbiamo pensarci troppo. Scendiamo in campo per puntare alla vittoria, come una gara qualunque. Sabato scorso abbiamo interpretato male la partita non riuscendo a reagire allo svantaggio e subendo pure tatticamente: ma non dovrà più succedere“. Sorprende la serenità con cui i giocatori del Toro parlano della disfatta contro il Sassuolo, come se fosse la prima partita sbagliata della stagione. Evidentemente la situazione da dentro si vive diversamente, ma in realtà il problema pare molto più profondo e si trascina di fatto da inizio stagione. Proprio come l’emergenza, con cui Lerda ha dovuto convivere fin dal ritiro di Norcia. Ma oggi più che mai chi può dovrà stringere i denti: il domani è adesso.

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