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Toro al debutto sul "sintetico". Pro e contro.

Prima volta assoluta per il Toro sull'erba sintetica. C'è anche questa primizia nell'atteso posticipo dei granata sul campo del Novara. Ma la novità non dovrebbe rappresentare un trauma: rimbalzi e uniformità dell'erba potrebbero rivelarsi un vantaggio per chi sa giocare al calcio. E non un alibi.

L'erba sintetica del "Piola"
(foto: www.forzanovara.net)

Sgrigna ha dribblato il problema senza tante perifrasi: “Il campo in sintetico rappresenterà sicuramente una piccola insidia in più, lunedì a Novara, ma solo per i primi minuti: ci siamo già allenati su queste superfici e basta abituarsi, anzi i rimbalzi sono più regolari e dunque ne guadagneremo tutti“. Trattasi della consueta discussione che accompagna fin da settembre la marcia del Novara: ma i terreni di ultima generazione sono realmente un vantaggio per chi li usa con regolarità o è semplicemente un alibi per nascondere la superiorità dell’avversario? I recenti passi falsi della squadra di Tesser hanno fornito già una risposta attendibile: due settimane fa il Cittadella ha imposto il pareggio agli azzurri proprio sul terreno del Piola e prima di Natale il Pescara ha messo alle corde Bertani e compagni. Falso problema, allora? Non proprio, se è vero come è vero che tutte le avversarie del Novara, Toro incluso, in settimana si sono dovute abituare ad un manto erboso che per l’Italia rappresenta quasi una novità assoluta: certo il giocarci regolarmente regala un vantaggio rispetto a chi lo assaggia solo durante qualche seduta di allenamento ma lo sperimenta realmente solo in partita. In Lega Pro sono di ultima generazione i campi di Sorrento e Castellamare di Stabia, ma in B quello del Novara è stato il primo esempio nella storia.

Il nodo risiede tutto nei rimbalzi: ma l’erba uniforme li rende più regolari favorendo dunque chi sa dare del tu al pallone e pure il tanto temuto rischio di un maggior numero di infortuni, soprattutto alle articolazioni, legato al diverso impatto delle scarpe con tacchetti di gomma o plastica su una superficie più dura che necessita di un’aderenza superiore, è scongiurato dai dati statistici. Il tutto è dovuto al fatto che il Piola è stato rifatto con erba sintetica di ultimissima generazione, la più evoluta, che garantisce un perfetto drenaggio e sfrutta le fibre di cocco, cancellando i dubbi dei primi esperimenti italiani nel settore. Eliminate, inoltre, le scomode, e costose, necessità di effettuare frequenti rizollature. Insomma, di fatto cambia poco o nulla. Certo, cinquantuno anni fa, quando il Toro giocò per l’ultima volta a Novara, questi erano problemi inesistenti, ma tant’è. In ogni caso si eviti di usare tutto questo come debole scusa in caso di risultato negativo. Perchè all’Olimpico c’è l’erba naturale, eppure lo spettacolo offerto è sempre deludente…

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