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  • Mercato Toro: arriverà anche una punta

    Ancora qualche giorno di pazienza, poi arriveranno i volti nuovi. Nessuna promessa, ma solo l'inevitabile presa di coscienza delle difficoltà hanno portato Cairo e Petrachi ad accelerare le trattative. In attesa di definire la sempre più probabile cessione di Ogbonna, gli obiettivi più alla portata sembrano D'Alessandro della Roma e Gabionetta. Ma la novità riguarda l'attacco: Antenucci non è solo un sogno.

  • Giovanissimi, che brutto risveglio!

    Non si può che migliorare. Brusco risveglio per i Giovanissimi Nazionali, da anni fiore all'occhiello del vivaio granata ma alle prese con un difficile inizio del 2011: alla brutta figura nel prestigioso Memorial Tappari ha fatto seguito la prima sconfitta in campionato sul campo della Pro Patria. Nulla di irreparabile, comunque: meglio fermarsi adesso che dopo...

  • Bianchi in progresso. Iunco preoccupa

    Toro al lavoro in vista della prima del 2011, in programma sabato sera a Padova. Rubinho e Bianchi sono in ritardo di condizione e devono rinviare il rientro ufficiale, ma il capitano ha mostrato entusiasmo e buona volontà nel test contro gli Allievi Regionali. Ancora in evidenza Belingheri.

  • Il 2010 del Toro: D'Ambrosio lo stakanovista

    Dai numeri di squadra a quelli dei singoli. Il 2010 del Toro è stato l'anno di due giovani, la sorpresa e la conferma: i giocatori più presenti sono infatti Danilo D'Ambrosio, la vera rivelazione dell'anno, ed Angelo Ogbonna, che tra alti e bassi sembra quasi pronto per spiccare il volo nel grande calcio. Ma il protagonista principe è stato ovviamente Rolando Bianchi, terzo nella classifica delle presenze e capocannoniere inarrivabile dell'anno solare con venti reti.

  • Hall of Fame: Antonino Asta

    Ha appena compiuto quarant'anni ed anche se il Toro lo ha conosciuto solo a ventisette, gli è bastato poco per entrare nella Stanza della gloria: Tonino Asta è uno degli idoli della tifoseria più giovane, capace di incarnare in campo e fuori quelle doti da sempre apprezzate dal popolo granata. Storia di un calciatore che è diventato grande col lavoro. E che in panchina promette benissimo...

  • Giovanili: Primavera inarrestabile. Ed ora il derby

    Vincere le partite facili è uno dei segni distintivi di una grande squadra: ma per capire se il Toro Primavera è davvero diventato grande, bisognerà attendere sabato prossimo quando sarà in programma il derby contro la Juventus. Sfida cruciale per capire il futuro, cui i granata arrivano incredibilmente davanti ai titolatissimi cugini: intanto, si sogna. Allievi e Giovanissimi a valanga, come quasi sempre: primi posti nel mirino.

  • Giovanili: la crisi parte da lontano

    Si torna a parlare del settore giovanile del Toro, ma non (ancora) per i risultati ottenuti sul campo. È bastato che il c.t. della Nazionale Cesare Prandelli rispondesse ad una domanda sull'attuale situazione della società granata, per scatenere un dibattito. Che, partito dall'autodifesa di Antonio Comi, affonda però le sue radici nel passato.

  • Parte il silenzio stampa. Lerda sconsolato

    Bocche cucite, allenatore a parte, in casa granata: è l'ennesimo silenzio stampa dei deboli. Il pesante stop contro il Frosinone ha lasciato il segno, anche presso i tifosi che hanno chiesto ed ottenuto un confronto civile con squadra e tecnico. Che dal canto suo glissa sulle voci che lo vogliono in bilico.

  • Torino-Frosinone 1-2

    Buio pesto. Il Toro cede 2-1 in casa al Frosinone e precipita ufficialmente in crisi: prestazione sconcertante per i granata, vittime ancora del solito approccio negativo e sotto di due reti già al 20'. Pratali illude ma il secondo tempo è un'agonia senza sussulti. La classifica inizia a preoccupare, Cairo pesantemente contestato a fine partita. Lerda in bilico, ma dovrebbe restare.

  • Livorno-Torino 2-1

    Non riesce proprio a diventare grande questo Toro. Anzi, in trasferta il passo è da retrocessione: a Livorno arriva la quinta sconfitta in campionato, terza consecutiva fuori casa. Una sconfitta pure meritata: dimenticati anche i progressi nel gioco visti a Bergamo, il Toro ha fallito ancora l'approccio alla partita rendendo vano anche l'orgoglioso secondo tempo.