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Il Comune di Pelago: verso il Pratomagno

Un territorio che da collina diventa quasi montagna. Pelago offre panorami ricchi di vigneti, oliveti e boschi. E poi tanta storia e arte di una Toscana meno conosciuta.

Pelago
Il comune si estende tra gli Appennini e il Pratomagno in zona montana. Numerose attività agricole e artigianali, ceramiche, attività nel settore dei mobili, della vite e dell’olivo. Paese di origine di Jacopo da Diacceto, Giovanni del Ghirlandaio e Lorenzo Ghiberti autore delle porte d’oro del Battistero di Firenze. Antico e ben conservato borgo nel cui nucleo storico si possono ammirare i loggiati sede di antico mercato, piazza Ghiberti, i palazzi e le case prospicenti.

Degni di nota i palazzi Ripi, Stupan e Gerini, la torre medievale, Palazzo Cattani (già sede del Comune) e il signorile Palazzo Marchionni, di stile settecentesco. Da segnalare inoltre piazza Cavalcanti, il cuore di quello che fu il castello dei conti Guidi, la cinta muraria con un camminamento esterno e la cappella dei Caduti. Accanto al Palazzo Cattani si trova la chiesa di San Clemente del 1782 (restaurata nel 1970): conserva un altare di fine Seicento e un battistero in pietra del Settecento. All’interno è stato creato un Museo di Arte Sacra con una quindicina di opere, quadri e pale lignee, ostensori, arredi, manoscritti e calici, del periodo racchiuso tra il Trecento e il Seicento, tra cui un trittico quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino e Santi Niccolò di Pietro Gerini.

Da vedere anche l’ Oratorio del Santissimo Crocifisso di epoca quattrocentesca ma riedificato nella prima metà del ‘700, quando venne costruito il confessionale in pietra. All’interno si conserva un crocifisso ligneo del 1420. Negli ultimi anni è stata ripristinata la Festa Grossa, manifestazione di arte sacra originaria dei primi decenni del XVIII secolo. Nella chiesa di San Francesco si conserva un organo seicentesco di recente restauro.