La Tenuta di San Rossore a Pisa

La Tenuta di San Rossore, un parco naturalistico tra il Serchio e l'Arno. Boschi, pinete, paludi, dune sabbiose e spiagge a metà tra Pisa e la Versilia

Tenuta di San Rossore Le prime notizie sull’area di San Rossore (4.800 ettari di estensione, fra il Serchio e l’Arno, tra boschi e pinete, spiagge e dune sabbiose, campi e zone palustri con circa 12 km di costa) risalgono all’anno 1000. Il nome San Rossore deriva infatti dalla deformazione del nome di San Luxorio, soldato che subì il martirio in Sardegna e le cui spoglie furono traslate in una chiesetta situata ai margini del bosco che, allora, si chiamava Selva Palatina e apparteneva al Capitolo dei Canonici di Pisa.

Fino al 1500 tutta questa vasta zona veniva affittata dai Canonici a scopo di caccia e di pesca o adibita a coltivazioni e raccolta legname. Furono i Medici a iniziare l’opera di riassetto della tenuta prima come affittuari e poi, intorno al XV secolo, come proprietari. Era questo il periodo delle grandi opere come l’acquedotto di Asciano, l’apertura del canale dei Navicelli, la rettifica dell’ultimo tratto dell’Arno, gli insediamenti di Cascine Vecchie e Cascine Nuove, la messa a dimora delle prime grandi pinete.

Successivamente la proprietà passò ai Lorena, che frequentarono molto la tenuta apportando innovazioni e migliorie. E’ di questo periodo l’introduzione del daino, il rinsanguamento del cinghiale, l’introduzione di un primo consistente nucleo di dromedari che furono utilizzati per i lavori nel bosco, la costruzione del primo ippodromo e l’inizio delle corse di galoppo. Le vicende storiche ci portano a metà ‘800, quando la Toscana fu annessa al nuovo Regno d’Italia e a San Rossore arrivarono i Savoia che frequentarono la tenuta per lunghi periodi dell’anno, usando la Villa Reale all’interno di Cascine Vecchie e la Villa del Gombo come dependance a mare.

Dopo il passaggio della guerra e con la caduta della monarchia, San Rossore diventa proprietà della Presidenza della Repubblica, viene ricostruita, per volontà del Presidente Giovanni Gronchi, la Villa del Gombo, ormai distrutta dalla guerra. I capi di Stato prendono a frequentare la tenuta con le famiglie o con ospiti importanti. Nel 1999 il presidente Scalfaro trasferisce San Rossore in proprietà alla Regione Toscana che ne demanda la gestione all’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli che oltre a salvaguardare e valorizzare il grande patrimonio ambientale e naturalistico, gestisce le attività economiche, agricole e zootecniche, di tipo biologico, le visite guidate e il turismo ambientale, cercando di valorizzare le tipicità territoriali e secondo i metodi dell’agricoltura biologica.

Nel 2004, a questo quadro si aggiunge un nuovo tassello, con la ristrutturazione dell’immobile della Sterpaia, realizzato nel 1862 da Vittorio Emanuele II per ospitarvi le scuderie reali. Nel dopoguerra l’edificio viene abitato dai contadini che lavorano i terreni di San Rossore e, con l’acquisizione da parte della Presidenza della Repubblica nel 1956, la Sterpaia diventa centro zootecnico. Attualmente la parte centrale dell’immobile che ha, come quasi tutti i fabbricati della tenuta, la tipica forma ad “U”, è interessata da un intervento di restauro per essere adibita a struttura turistico-ricettiva. L’ala destra sarà invece destinata ad area museale ed espositiva. Qui si trovano gli uffici dell’Ente, da qui partono le numerose visite ed è proprio qui che, nel lontano settembre del 1938, furono firmate le Leggi Razziali che dettero inizio, anche in Italia, alla persecuzione degli ebrei.

Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli
Via Aurelia Nord 4
56100 Pisa
Tel. 050/525500

Parco di San Rossore

La Tenuta di San Rossore a Pisa
Parco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San RossoreParco di San Rossore

Save n'Keep

Bookmark condivisi e privati.

Con Save n' Keep ora è possibile!