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Palazzo Pitti e Piazza Pitti a Firenze

Palazzo Pitti, la reggia di Firenze, oggi grandiosa sede espositiva della città che ospita musei di fama mondiale come la Galleria Palatina, la Galleria di Arte Moderna, il Museo degli argenti e delle porcellane, nonchè il Museo delle Carrozze

Palazzo Pitti
La scoscesa Piazza Pitti evoca la forma di un anfiteatro. Questo caratteristico e vasto spazio cinquecentesco, è dominato sulla sua dolce sommità, dal grandioso Palazzo Pitti fatto costruire nel 1440 da Luca Pitti che diede l’incarico della progettazione a Filippo Brunelleschi. Tanta era l’ambizione dell’intraprendente e ricco mercante di superare lo sfarzo dei Medici e degli Strozzi, che volle la sua costruzione di dimensioni tali da non riscontrarne eguali in tutta la città. Dopo una lunga fase di progettazione, i lavori iniziarono nel 1458, quando il Brunellesco era già morto da due anni, sotto la direzione di Luca Fancelli, suo giovane allievo.

Il palazzo, adagiato sulle pendici del colle di Boboli in posizione dominante, si sviluppò con accentuata orizzontalità su tre piani, in pietra forte a bozze di caldo e possente bugnato rustico nella parte inferiore, e liscio in quella superiore, ostentando tutta la sua grandiosità. Infatti, si diceva che, secondo le disposizioni impartite da Luca Pitti al Brunellesco, le dimensioni del palazzo dovessero essere tali da poter contenere all’interno del cortile il Palazzo Strozzi, e le grandi arcate delle finestre dovessero avere l’estensione del portone di Palazzo Medici. Le spese di costruzione furono naturalmente ingentissime e la famiglia Pitti le sopportò fintanto la buona sorte le arrise. Alla metà del Cinquecento Buonaccorso Pitti fu costretto a vendere il gioiello di famiglia a Cosimo I de’ Medici, che l’acquistò per la consorte Eleonora di Toledo, dando subito l’incarico a Bartolommeo Ammannati di eseguire lavori di ampliamento.

Pitti
Con i grandi interventi dell’Ammannati l’austero, signorile palazzo, si trasformò in una vera e propria reggia, alle spalle dell’immenso Giardino di Boboli. Altri lavori continuarono nel 1620 ad opera di Giulio Parigi e venti anni dopo dal figlio di questi Alfonso, che completò il palazzo prolungando la facciata nel modo come oggi la si vede. Una curiosità che riguarda proprio la facciata, è data da due singolari pietre che la compongono: quella più grande che misura circa una decina di metri, e quella più piccola di appena trenta centimetri, l’una posta accanto all’altra. Le si possono notare guardando sulla sinistra del portone centrale, nella seconda fascia di bugnato rustico, a circa due metri dal suolo. Infine, nel Settecento, l’architetto Giuseppe Ruggeri aggiunse i due rondò laterali aggettanti sulla sottostante piazza.

Il sontuoso palazzo è stato dimora dei Medici per circa due secoli, quindi dei Lorena e dal 1865 al 1870, durante il periodo in cui Firenze fu la capitale d’Italia, divenne reggia della sovrana famiglia Savoia. A proposito del primo re che vi abitò, Vittorio Emanuele II detto il “Re Galantuomo”, si può piacevolmente osservare un bel disegno in carboncino che lo ritrae, nella parte interna del terzo pilastro del rondò a destra guardando la facciata del palazzo. Il ritratto fu eseguito nel 1861 da un soldato della guarnigione addetta alla sorveglianza della reggia, durante le pause del servizio di ronda. Non appena il re vide l’estemporaneo capolavoro, peraltro molto rassomigliante, volle conoscere personalmente il bravo pseudo pittore, al quale concesse addirittura una promozione di grado.

Oggi il grandioso palazzo è importante sede espositiva della città in quanto ospita musei di fama mondiale come la Galleria Palatina, la Galleria di Arte Moderna, il Museo degli argenti e delle porcellane, nonchè il Museo delle Carrozze. Si possono visitare inoltre gli Apparta-menti reali e lo scenografico Giardino di Boboli che si estende su una vastissima area verde. Definito “una reggia all’aria aperta”, il Giardino di Boboli è universalmente considerato il tipico esempio di giardino all’italiana. Ricco di piante di vario genere, adornato da fontane e grotte, scalinate e prati digradanti, fu ideato e realizzato da Cosimo I de’ Medici con l’aiuto di Niccolò Pericoli detto il Tribolo, poi continuato dall’Ammannati, dal Buontalenti ed, infine, da Alfonso Parigi.
Palazzo Pitti e Piazza Pitti a Firenze

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