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Storia e arte del Ponte Vecchio di Firenze

Ponte Vecchio che fu il primo e il più antico ponte di Firenze, conosciuto in tutto il mondo. Un ringraziamento particolare al Comune di Firenze e a Luciano Artusi

Ponte Vecchio
Costruito in legname prima del Mille in epoca romana, dove l’alveo dell’Arno era più stretto, successivamente venne edificato in muratura ma fu distrutto da una grande piena nell’ottobre del 1177. Ricostruito con alcune botteghe in legno sopra le arcate, fu devastato due volte da violenti incendi nel 1222 e nel l322. Sempre prontamente restaurato, si schiantò per la furia del fiume nella tragica alluvione del 1333 unitamente a tutti gli altri ponti cittadini.

Fu ricostruito nel 1345 su tre archi con l’attuale architettura, sotto la direzione di Taddeo Gaddi discepolo di Giotto, in maniera molto più solida e con campate ben sfogate tali da consentire il passaggio di una grande quantità d’acqua, in modo tale da sopportare le piene del capriccioso fiume cittadino. Agli angoli del ponte vi erano quattro torri (due per sponda) dalle quali partivano dei portici contrapposti, coperti e merlati, che si interrompevano al centro. Oltre alla robustezza ed alla funzionalità del deflusso idrico, il ponte fu caratterizzato proprio dalla presenza di questi portici (poi chiusi per ricavarne le casette e le botteghe, che lo resero famoso) costruiti ai bordi della carreggiata, come se si trattasse del proseguimento della strada.

Nel 1442 l’autorità cittadina per salvaguardare la pulizia e le più elementari norme igieniche, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe sul Ponte Vecchio per renderli un po’ isolati dai palazzi e dalle abitazioni del centro. La disposizione mirava soprattutto ad eliminare le consuete, maleodoranti tracce lasciate dai barroccini dei beccai lungo le strade fino all’Arno durante il trasporto degli scarti più minuti delle lavorazioni delle carni, scarti che potevano ora disperdersi direttamente, senza alcun danno, nella sottostante corrente del fiume. Da quel momento il ponte divenne il mercato della carne ed i beccai, passati in seguito proprietari delle botteghe, per ottenere più spazio, vi aggiunsero in modo disordinato delle stanzette aggettanti sul fiume puntellandole con pali di legno.

Ponte Vecchio
I macellai fecero e disfecero a loro piacimento fino a che la Signoria, nel 1593, diede loro lo sfratto concedendo quelle botteghe ai più decorosi ed ordinati orafi. In tali spazi tuttora valenti artigiani orefici e gioiellieri continuano il tradizionale lavoro di preziosi, conosciuto e stimato da tutti. In onore dell’oreficeria, nell’Ottocento, fu posto nella terrazza in mezzo al ponte da dove si gode la vista dell’Arno e degli altri ponti, una fontanella con il busto in bronzo del grande maestro Benvenuto Cellini, opera dello scultore Raffaello Romanelli. Dalla parte a monte, in alto per tutta la lunghezza del ponte, scorre la galleria coperta, detta Corridoio Vasariano dal nome di Giorgio Vasari, che la edificò nel 1565 su commissione di Cosimo I de’ Medici, per mettere in diretta comunicazione Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti. Dal 1581 il Corridoio fu adibito a museo ed oggi ospita l’importante collezione di autoritratti e ritratti storici.
Storia e arte del Ponte Vecchio di Firenze

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