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Itinerari e parco della Linea Gotica

Sono stati luoghi di guerra. Ora sono itinerari per conoscere meglio e sul campo la storia degli uomini che hanno combattuto sul fronte dell'Appennino nel corso della seconda guerra mondiale

Comitato Toscano di Liberazione Nazionale
Sulle montagne della Toscana sono ancora visibili resti di trincee, camminamenti, bunker, ma anche tracce della memoria raccolte e conservate da associazioni e istituti storici della Resistenza, che da anni documentano e propongono al pubblico queste pagine di storia.

La Regione Toscana ha realizzato centri di informazione ed itinerari lungo la Linea Gotica, lo sbarramento difensivo che nel 1944 l’esercito tedesco realizzò tra Toscana, Emilia-Romagna e Marche per fermare l’avanzata degli alleati. L’obiettivo era quello di riunire in un insieme organico manufatti e altre testimonianze, raccontando un momento storico e proponendo un modo diverso di vivere il paesaggio della Toscana e delle altre regioni interessate. Oltre trenta i comuni interessati e presto sarà possibile parlare di un grande Parco della Linea Gotica. E’ già in corso un censimento dei manufatti costruiti dalle truppe naziste, come il completamento del catalogo di tutti i centri di documentazione, dei piccoli musei, degli istituti culturali che hanno trattato e trattano l’argomento, in modo che sia possibile realizzare, a breve, una guida in grado di offrire un panorama completo del tracciato della Linea Gotica in Toscana. Disse l’ex assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi:

“La Linea Gotica non evoca oggi solo uno sbarramento militare ma anche lo spazio in cui uomini e donne furono sottoposti a una straordinaria pressione da parte dell’occupante nel quale si risolsero i destini della vita democratica nel nostro paese. Stragi, eccidi, episodi eroici della guerra partigiana trovarono in quest’area uno scenario di bellezza e dolore, subliminato dalla grande speranza che li pervase e che oggi ci fa uomini liberi. Da qui l’idea di recuperare i manufatti che testimoniano le azioni di quei lunghi nove mesi di guerra con la volontà di perpetuare una memoria che fa parte della nostra storia più recente”

Dopo l’8 settembre 1943, alla firma dell’armistizio tra il Governo Badoglio e gli Anglo-Americani, le forze armate tedesche cominciarono a costruire uno robusto sistema fortificato lungo il crinale appenninico tra Tirreno e Adriatico, da Massa Carrara a Pesaro: la Linea Gotica. Questo sistema difensivo, insieme alla conformazione fisica del territorio, permise alle Forze tedesche di resistere per oltre sei mesi ad un esercito numericamente superiore, meglio equipaggiato e con una totale supremazia aerea. I lavori si protrassero fino all’estate del 1944, grazie al contributo di diverse migliaia di operai italiani, arruolati forzatamente nella TODT.

La natura impervia dell’Appennino, molto adatta alla difesa, venne abilmente sfruttata dall’esercito tedesco: così gli apprestamenti militari realizzati dalla Wehrmacht per arrestare le Armate alleate in movimento verso Nord hanno rappresentato per decenni un modello per gli specialisti di storia militare, a causa della loro efficacia durante la Campagna d’Italia. Le posizioni naturalmente più adatte venivano sistemate a difesa mediante l’organizzazione di capisaldi presidiati da unità a livello di plotone (25/30 uomini), e di compagnia (60/90 uomini). Tali capisaldi, a seconda della posizione geografica, dell’altitudine e delle caratteristiche naturali, erano costituiti da manufatti in terra, roccia e/o cemento armato, e rafforzati da campi minati, reticolati di filo spinato, fossati anticarro.

Linea Gotica
Inoltre il campo di tiro veniva sgomberato da ostacoli naturali (alberi e arbusti) e da eventuali costruzioni. Nelle zone appenniniche le Forze armate tedesche ricorrevano sbrigativamente a tutto ciò che la morfologia del terreno e la natura offrivano loro, cioè fossi, buche, scarpate, tane e anfratti, che venivano adattati alle circostanze con minimi interventi. Anzi, queste postazioni, benché improvvisate, avevano il vantaggio di apparire più naturali, e di sfuggire così all’osservazione alleata. In questi casi era la collaborazione dei civili, la conoscenza del territorio da parte dei partigiani, la defezione di alcuni soldati tedeschi a fornire ai comandi alleati preziose informazioni sulla loro localizzazione e consistenza..

Imperniata sui punti strategici dei passi e dei crinali, per una lunghezza complessiva di 320 km., la Linea Gotica comprendeva, nell’estate del 1944, 117 km. di reticolati, 9 km. di fossati anticarro, 479 postazioni per artiglierie, 16.606 appostamenti per fucilieri, 3.604 elementi di trincea, ed un numero imprecisato di bunker in cemento, ricoveri, osservatori, e riservette per munizioni. Meno evidenti e più rare le posizioni realizzate dagli Alleati. Sia perché il loro atteggiamento fu essenzialmente offensivo, sia perché la disparità di forze era tale che la Wehrmacht non fu mai in grado di lanciare un’azione controffensiva. Quindi i Comandi alleati non furono mai costretti a rafforzare le loro posizioni che, peraltro, erano considerate temporanee, quando non erano le stesse postazioni tedesche via via conquistate. Nelle zone appenniniche della Linea Gotica la natura impervia e poco accessibile del terreno ha conservato tuttora un buon numero di apprestamenti militari, tuttora chiaramente visibili nonostante i decenni trascorsi: un caso certamente unico nei Paesi europei coinvolti dalle operazioni militari della II Guerra Mondiale.

La Linea Gotica

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