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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>eroina e morfina , metadone buprenorfina</title>
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	<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>metadone_e_affini</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Alcune peculiarità farmacologiche del metadone ne hanno suggerito l&#8217;uso, non di rado discusso, come sostituto terapeutico dell&#8217;eroina in persone dipendenti. Rispetto a morfina ed eroina, il metadone ha una maggiore efficacia per via orale (nell&#8217;ambito delle dipendenze si usa la forma farmaceutica dello sciroppo) e un&#8217;azione prolungata nel tempo: 24 ore e oltre a fronte delle 6 - 8 di morfina ed eroina. In base a tali caratteristiche si è pensato che il metadone potesse consentire la disabitudine alle assunzioni ripetute e ravvicinate di altri oppiacei e l&#8217;astensione dalla pratica ipodermica (iniezioni endovenose, spesso in condizioni di igiene precaria). </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Altra peculiarità del metadone è relativa alla sindrome di astinenza, particolarmente prolungata e fastidiosa, pur se leggermente meno intensa rispetto a quella provocata da morfina ed eroina. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Il metadone costituisce attualmente strumento farmacologico nell&#8217;ambito delle cosiddette iniziative di &#8220;riduzione del danno&#8221;: strategie, si badi bene, che non mirano immediatamente e necessariamente all&#8217;astinenza dalle sostanze, ma a contenere le possibili conseguenze negative di situazioni di dipendenza. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Numerosi argomenti sono stati sollevati a sostegno o critica di tale genere di approccio e delle prassi di sostituzione con sostanze come il metadone. I propugnatori del metadone e delle sostanze sostitutive sostengono che la somministrazione di tali farmaci consente di ridurre le morti per overdose, la diffusione delle malattie infettive e di affrontare con buona efficacia varie altre implicazioni sociali relative alla tossicodipendenza. Altri, oltre a considerare problematicamente e con beneficio d&#8217;inventario tali affermazioni, ritengono che i medesimi risultati positivi potrebbero essere conseguiti mediante modalità di approccio e strategie meglio orientate al mantenimento e conseguimento della condizione &#8220;drug-free&#8221; (assenza di farmaci). </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>Il metadone può essere utilizzato per brevi periodi di disassuefazione dall&#8217;eroina, mediante somministrazione &#8220;a scalare&#8221; (dosaggi progressivamente decrescenti); naturalmente questo tipo di protocolli terapeutici richiede la motivazione e la collaborazione delle persone interessate (dipendenti) e la disponibilità di supplementari forme di sostegno psicologico e sociale, durante e dopo lo scalaggio. Sussidi che, nei limiti del possibile, siano d&#8217;aiuto nell&#8217;evitare la prematura interruzione del programma farmacologico stesso e il contestuale o successivo ricorso ad altre sostanze. </p>
<p>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070922000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070922000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070922000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070922000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2007%2F09%2F307965.shtml"/></p>
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	<title>TUTTE LEGALI O TUTTE PROIBITE</title>
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	<pubDate>Sun, 17 Jun 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>tossicodipendenze</category><category>decreti</category><category>droga</category><category>europa</category><category>internazionale</category><category>leggi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda il primo punto, con l&#8217;eccezione forse della cannabis, non vi sono dubbi. Assumere sostanze come l&#8217;eroina fa male alla salute. A nostro avviso, legalizzare e quindi controllare il mercato delle droghe potrebbe ridurre il danno alla salute provocato da queste sostanze: si potrebbe controllare la loro composizione, visto che spesso sono tagliate con sostanze ancora piu&#8217; nocive della droga stessa; si potrebbe controllare ad ogni stadio lo stato di salute del tossicodipendente; la diminuzione drastica del costo di queste sostanze, coltivate e vendute legalmente, non spingerebbe cosi&#8217; spesso il tossicodipendente a delinquere; eviterebbero il carcere -che alla salute non fa certo bene- decine di migliaia di persone. Chi pero&#8217; si oppone alla legalizzazione rispondera&#8217; che non ci si puo&#8217; accontentare di limitare il danno, un obiettivo troppo timido, ma lo si deve estirpare anche se -secondo noi- questo significa aggravarlo.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il secondo punto, non vi e&#8217; dubbio che alcune droghe limitano la produttivita&#8217;. Noi sosteniamo pero&#8217; che l&#8217;attuale regime di repressione accresce l&#8217;improduttivita&#8217;: la criminalizzazione e l&#8217;incarcerazione hanno effetti ben piu&#8217; gravi sulla produttivita&#8217; dell&#8217;individuo di quanto facciano le sostanze che assumono; alcune droghe, quando prese in dosi moderate, non solo non interferiscono con la produttivita&#8217;, ma possono addirittura aumentarla. Ma chi ha scelto la strada del proibizionismo dira&#8217; che un individuo sano, senza dipendenza o vizi alcuni, e&#8217; generalmente piu&#8217; produttivo e virtuoso di uno che fa uso di droghe.<br />
Infine, per quanto riguarda il terzo punto, e&#8217; certo che il mercato della droga e&#8217; un&#8217;attivita&#8217; fondamentale per la sopravvivenza delle organizzazioni criminali. Ancora una volta, noi siamo convinti che e&#8217; proprio grazie al proibizionismo che si crea il mercato nero, e quindi l&#8217;opportunita&#8217; di guadagno per le mafie (vedi l&#8217;esempio fallimentare del proibizionismo sull&#8217;alcool negli Stati Uniti negli anni &#8216;20 dello scorso secolo). Ad esempio, la depenalizzazione del mercato e del consumo della cannabis sottrarrebbe alle organizzazioni criminali la quasi totalita&#8217; degli introiti derivanti dal traffico illecito.</p>
<p><B>IL TABACCO<br />
</B>Preso atto che le argomentazioni di chi vorrebbe legalizzare il mercato ed il consumo delle droghe non sono largamente condivise a livello istituzionale, dobbiamo constatare che vi e&#8217; una grave lacuna nella politica sulle droghe fino ad oggi promossa. Questa deficienza riguarda innanzi tutto una delle sostanze piu&#8217; nocive alla salute nella storia dell&#8217;umanita&#8217;: il tabacco. Questo prodotto, oggi legale, miete circa 80.000 vittime l&#8217;anno solo in Italia, e circa 4 milioni l&#8217;anno di vittime nel mondo. </p>
<p>Ma la nocivita&#8217; del tabacco non riguarda solo la salute. Come le altre droghe gia&#8217; proibite, il tabacco diminuisce fortemente la produttivita&#8217; dei singoli consumatori. Secondo una ricerca dell&#8217;Osservatorio sul Tabacco dell&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori, ogni anno sono persi quasi 52 milioni di giornate lavorative per ricoveri e trattamenti di patologie causate dal tabacco. Secondo altre stime, un lavoratore perde in media un&#8217;ora di lavoro al giorno per le cosiddette pause sigaretta. Sempre secondo l&#8217;indagine dell&#8217;Istituto Nazionale dei Tumori, inoltre, le patologie causate dal tabacco costano alle casse dello Stato piu&#8217; di 1,2 miliardi di euro in spese sanitarie.</p>
<p>Infine, come le altre droghe illegali, il traffico di sigarette frutta miliardi di euro alle organizzazioni criminali, che ormai gestiscono il 25% del mercato italiano di sigarette: in grandissima parte Mafia, &#8216;Ndrangheta e Sacra corona unita. Secondo stime attendibili, il mercato illegale di sigarette frutta alle organizzazioni criminali circa 700 milioni di euro l&#8217;anno.<br />
<B><br />
L&#8217;ALCOOL<br />
</B>Come il tabacco, anche l&#8217;alcool e&#8217; una sostanza estremamente nociva alla salute, come sostiene il mondo medico-scientifico nel suo intero. L&#8217;alcool e&#8217; responsabile ogni anno di circa 1,8 milioni di decessi nel mondo, fino a 40.000 in Italia. Secondo un rapporto della Commissione europea, l&#8217;alcool causa morti premature e disabilita&#8217; nel 12% della popolazione maschile e nel 2% di quella femminile. L&#8217;alcool da&#8217; origine a circa 60 malattie. Questa sostanza e&#8217; anche responsabile di un cospicuo numero di fatalita&#8217; sulla strada (17.000 morti l&#8217;anno solo nell&#8217;Unione Europea). I costi dei trattamenti sanitari sono stimati in 17 miliardi di euro solo nella Ue, insieme a 5 miliardi di euro spesi per il trattamento e la prevenzione del consumo problematico di alcool e l&#8217;alcoldipendenza.</p>
<p>Il consumo di alcool ha anche un enorme impatto sociale sotto il profilo della violenza, del crimine e della emarginazione, oltre a causare frequenti e gravi problemi familiari. Secondo il rapporto della Commissione, sette milioni di adulti dichiarano di essere stati coinvolti in risse dopo aver bevuto nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo anno e (sulla base di alcuni studi che analizzano i costi a livello nazionale) i costi economici degli atti criminali attribuibili all&#8217;alcol sono stati stimati in 33 miliardi di euro nell&#8217;UE nel 2003. L&#8217;alcool ha anche un impatto sulla famiglia, con il 16% degli abusi e dell&#8217;incuria nei confronti dei minori attribuiti al consumo, e tra i 4,7 milioni e i 9,1 milioni di bambini vivono in famiglie con problemi alcolcorrelati. Si stima che ogni anno 23 milioni di persone siano alcoldipendenti, in un anno qualsiasi le sofferenze causate ai membri delle famiglie rappresentano un costo intangibile di 68 miliardi di euro.</p>
<p>Come le droghe illegali, l&#8217;alcool ha conseguenze negative sulla produttivita&#8217;. Sempre secondo un rapporto della Commissione europea, la perdita di produttivita&#8217; dovuta ad assenteismo alcol-attribuibile e la disoccupazione sono stati stimati rispettivamente da 9 a 19 miliardi e da 6 a 23 miliardi di euro.<br />
<B><br />
TABACCO, ALCOOL E CANNABIS A CONFRONTO<br />
</B>Per comprendere di cosa stiamo parlando, e&#8217; utile ricordare che le vittime del tabacco e dell&#8217;alcool sono molte di piu&#8217; -ogni anno circa 5,8 milioni nel mondo e 120 mila in Italia- di quelle causate dalla cannabis, una sostanza oggi illegale e combattuta. E&#8217; un dato di fatto che la cannabis non abbia mai provocato un singolo decesso documentabile. E&#8217; altrettanto vero che i danni alla salute provocati dalla cannabis non sono stati ancora dimostrati in maniera inequivoca dalla scienza dopo decenni di studi sulla materia, mentre quelli provocati dal tabacco e dall&#8217;alcol sono riconosciuti all&#8217;unanimita&#8217; dal mondo medico-scientifico. Ci pare quindi evidente che il tabacco e l&#8217;alcool fanno molto piu&#8217; male alla salute della cannabis. Inoltre, come e piu&#8217; della cannabis, il tabacco e l&#8217;alcool diminuiscono fortemente la produttivita&#8217;, costano moltissimo alle casse dello Stato, e arricchiscono le organizzazioni criminali. Pertanto, nell&#8217;ottica della scelta politica quasi universalmente condivisa a livello istituzionale di reprimere la vendita e il consumo di sostanze &#8220;pericolose&#8221;, l&#8217;attuale regime di legalizzazione del tabacco e dei suoi derivati e dell&#8217;alcool, e&#8217; una grave contraddizione. Per risolverla dobbiamo a nostro avviso legalizzare droghe come la cannabis, innocua rispetto alle sigarette e al cognac, oppure vietare -per coerenza- anche il tabacco e l&#8217;alcool.<br />
Coloro che sostengono il proibizionismo sulle droghe, fra cui anche numerosi avidi consumatori di tabacco e di bevande alcoliche, diranno che, contrariamente alle droghe gia&#8217; illegali, il tabacco e l&#8217;alcool non possono essere proibite in quanto sostanze socialmente diffuse e accettate. Ricorderanno che l&#8217;ampia diffusione dell&#8217;alcool e&#8217; il motivo del fallimento del proibizionismo sull&#8217;alcool negli Stati Uniti. Ma se questo bastasse per non proibire una sostanza nociva, allora non ci e&#8217; chiaro perche&#8217; la cannabis sia oggi vietata. Come il tabagismo e l&#8217;alcolismo, infatti, il consumo di cannabis e&#8217; socialmente diffuso ed accettato. Se in Italia il 24,2% degli adulti si dichiara fumatore di tabacco ed il 75% consumatore di alcool, e&#8217; altrettanto vero che il 20% degli italiani ha ammesso di aver consumato cannabis. Secondo altri dati, addirittura la meta&#8217; degli studenti universitari ne ha fatto uso almeno una volta, ed un terzo ne fa uso regolarmente. L&#8217;attuale proibizione sulla cannabis, quando messa a confronto con il regime di legalizzazione del tabacco e dell&#8217;alcool, non puo&#8217; quindi essere giustificata attraverso il suo diverso grado di diffusione e accettazione sociale.<br />
&nbsp;<STRONG>TUTTE LEGALI O TUTTE PROIBITE<br />
</STRONG>Sia ben chiaro, noi sosteniamo che proibire tabacco e alcool non risolverebbe, ma aggraverebbe la situazione. Si regalerebbe alle organizzazioni criminali il monopolio del mercato del tabacco e dell&#8217;alcool, aumentando i loro proventi illeciti -come gia&#8217; fatto con la cannabis, ad esempio. Inoltre si criminalizzerebbero coloro che acquistano queste sostanze, addirittura arrestando coloro che vengono pizzicati con un numero di sigarette o bottiglie di birra che contengono una quantita&#8217; piu&#8217; alta di nicotina o di alcool di quella consentita per uso personale. Se oggi un lavoratore che fuma perde mediamente un&#8217;ora di lavoro al giorno, domani potrebbe perderne addirittura otto e piu&#8217; al giorno qualora finisse in prigione. Inoltre, i consumatori di tabacco e di bevande alcoliche, costretti a ricorrere al mercato nero, non avrebbero garanzie sul prodotto che acquistano, mettendo a rischio la loro salute piu&#8217; di quanto fanno oggi. Infine, i consumatori di tabacco e alcool, divenuti criminali, negherebbero di farne uso ai loro medici, impedendo cosi&#8217; un&#8217;azione di informazione, di prevenzione e di cura di malattie derivate dal tabagismo e dall&#8217;alcolismo.</p>
<p>Pertanto, siamo qui a chiedere che la strada fino ad ora scelta, a meno che non sia abbandonata, venga perlomeno percorsa in maniera coerente. Allo stato delle cose, chiediamo che il mercato ed il consumo di cannabis siano depenalizzati, come gia&#8217; per l&#8217;alcool e per il tabacco. In alternativa, invitiamo il legislatore a vietare l&#8217;alcool ed il tabacco alla stregua della cannabis.</p>
<p><B>ARMONIZZAZIONE DELLA POLITICA SULLE DROGHE</B><br />
A questo fine, abbiamo redatto due proposte di legge con lo scopo di integrare e completare la politica sulle droghe perseguita dal nostro Paese. Nella prima viene depenalizzato il consumo ed il mercato della cannabis. Nella seconda, alternativa alla prima, vengono introdotti l&#8217;alcool ed il tabacco nella tabella I del Testo unico sugli stupefacenti, di fatto proibendo queste sostanze come gia&#8217; la cannabis. Se una di questa due misure non fosse approvata, continuerebbe ad esserci una chiara percezione di contraddittorieta&#8217; ed ipocrisia nella strategia repressiva che contraddistingue oggi l&#8217;Italia e la comunita&#8217; internazionale.<br />
La legislazione vigente pregiudica innanzitutto la strategia proibizionista, in quanto i cittadini, percependo i limiti e le contraddizioni della legge, saranno incoraggiati a disattenderla. Per questo, chiediamo che la repressione sia applicata in maniera giusta ed equa, senza discriminazioni fra consumatori di droghe buone (tabacco e alcool) e cattive (cannabis).</p>
<p>I. <A href="http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=15742">Proposta di legge per la legalizzazione del mercato e del consumo della cannabis</A></p>
<p>II. <A href="http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=15743">Proposta di legge per la proibizione del mercato e del consumo di alcool e tabacco</A></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070617000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070617000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070617000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070617000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2007%2F06%2F298610.shtml"/></p>
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	<item>
	<title>Legalizzare la cannabis per disincentivare consumo di colle..</title>
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	<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>italia_recupero_associazioni_gruppi_</category><category>Legalizzare la cannabis per disincentivare consumo di colle</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Forse sarebbe il caso di cominciare a chiedersi perche&#8217; i giovani sperimentano con successo sostanze apparentemente cosi&#8217; estranee al mondo della droga. A nostro avvisto, quello che incentiva questo comportamento e&#8217; il fatto che la persona che vuole questo senso di alticcio (che male ci sara&#8217; poi mai!) e&#8217; costretta a ricorrere a sostanze legali se non vuole rischiare il carcere. Legalizzare la cannabis potrebbe essere un modo per disincentivare il consumo di altre sostanze realmente pericolose e mortali, consumate per raggiungere una momentanea alterazione della coscienza.<B> Insomma, molto meglio una canna del SuperAttack.</B></p>
 
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	<description>Forse sarebbe il caso di cominciare a chiedersi perche&amp;#8217; i giovani sperimentano con successo sostanze apparentemente cosi&amp;#8217; estranee al mondo della droga. A nostro avvisto, quello che[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>An chiede test antidroga per consiglieri e assessori</title>
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	<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>italia_recupero_associazioni_gruppi_</category><category>test antidroga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La ratio della proposta e&#8217; da ravvisare nel fatto che chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe sentire l&#8217;obbligo morale, civile ed etico di palesarsi ai cittadini circa l&#8217;uso o meno di sostanze stupefacenti, attesa la forte responsabilita&#8217; ed il pregnante senso civico di ogni carica pubblica.<br />
L&#8217;eventuale uso di droga e&#8217; stridente con l´esercizio di ruoli in assemblee pubbliche&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; chiaro che il test non potra&#8217; rappresentare una coercizione per gli eletti del Municipio, ma sara&#8217; su base volontaria senza discriminazione alcuna per chi avra&#8217; intendimenti diversi. La prossima settimana si votera&#8217; il documento</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070414000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070414000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070414000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070414000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2007%2F04%2F292186.shtml"/></p>
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	<item>
	<title>Svizzera. Test antidroga obbligatori per controllori treni</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2007/03/288669.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 10 Mar 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>mondo_droga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Hanspeter Thur</STRONG>, l&#8217;Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (Ifpdt) esprime serie perplessita&#8217; sui controlli anti-droga a tappeto decisi dalle Ferrovie. Si tratta a prima vista di una misura sproporzionata che non c&#8217;entra nemmeno l&#8217;obiettivo, ha spiegato Thur all&#8217;agenzia di stampa elvetica Ats. Per professioni in cui si richiede un elevato grado di sicurezza, come per esempio per i macchinisti, i controlli antidroga possono entrare in considerazione, ha affermato Thur, che si dice sorpreso per come si stanno muovendo le Ferrovie. &#8220;Non riesco a capire perche&#8217; si limiti il test alle sole droghe illegali&#8221;, si chiede Thur,secondo il quale l&#8217;alcol potrebbe essere un problema ben maggiore.<br />
Il Garante non coglie nemmeno il senso della soglia dei 40 anni fissata dalle Ferrovie elvetiche: vi sono sicuramente anche dipendenti piu&#8217; anziani che fanno uso di stupefacenti, afferma convinto Thur. Inaccettabili appaiono infine le conseguenze per la vita privata dei lavoratori. &#8220;Non afferro come il consumo di cannabis nel tempo libero possa rappresentare un rischio alla sicurezza mesi piu&#8217; tardi&#8221;, sostiene il Garante, che ora intende valutare la legalita&#8217; dei test. Se le Ferrovie forniranno risposte plausibili, nessuno dira&#8217; nulla contro i controlli. &#8220;Al momento ho pero&#8217; dei dubbi che sara&#8217; cosi&#8217;&#8221;, precisa Thur.</p>
<p>L&#8217;ufficio del Garante era gia&#8217; intervenuto nel 2000 nei confronti della Roche, che eseguiva test anti-droga dell&#8217;urina sui suoi dipendenti. Thur aveva chiesto la revoca di questi controlli, ma la multinazionale farmaceutica aveva risposto picche. La societa&#8217; basilese aveva fatto marcia indietro solo quando la Commissione federale della protezione dei dati (Cfdp) decreto&#8217; che la misura era sproporzionata e violava la personalita&#8217; dei suoi dipendenti.</p>
<p>Interpellato durante il servizio del telegiornale di meta&#8217; serata di SF, che ha diffuso la notizia, il portavoce delle Ferrovie<B> Roland Binz </B>ha spiegato che la compagnia pretende dal suo personale che arrivi al lavoro con la testa perfettamente funzionante. Le Ferrovie non accettano quindi il consumo di droghe illegali ne&#8217; durante il servizio, ne&#8217; fuori dal tempo di lavoro. I controllori che risultato positivi ai test dell&#8217;urina perche&#8217; per esempio hanno fumato spinelli nel fine settimana devono firmare una dichiarazione in cui si impegnano a rinunciare alla cannabis anche nel tempo libero.<br />
&#8220;Non trovo corretto che le Ferrovie ficchino il naso nella vita privata dei loro dipendenti, quando questi hanno lavorato per dieci anni senza causare alcun problema: se invece insorgono difficolta&#8217; allora si&#8217; che si potrebbe andare a cercare il motivo&#8221;, ha affermato nel servizio televisivo <B>Esther Lauper</B>, una donna controllore finita nelle maglie del test dopo aver fumato un joint durante le vacanze.</p>
<p>Una posizione che trova sostegno da parte del professor <B>Thomas Geiser</B> dell&#8217;universita&#8217; di San Gallo. A suo avviso il dipendente delle Ferrovie si impegna a mettersi a disposizione al 100% mentalmente e fisicamente sul suo posto di lavoro, ma non deve accettare che l&#8217;azienda organizzi anche la sua vita privata. &#8220;Viviamo in una societa&#8217; libera, non puo&#8217; esistere un rapporto di sudditanza&#8221;, sostiene l&#8217;esperto di diritto del lavoro. Secondo Geiser l&#8217;iniziativa delle Ferrovie viola quindi la legge.</p>
<p>Intanto, sempre in materia di sicurezza, le registrazioni delle telecamere sistemate nelle stazioni e sui treni potrebbero essere conservate per cento giorni e non piu&#8217; per 24 ore. In caso di necessita&#8217;, il materiale verrebbe trasmesso all&#8217;autorita&#8217; penale. Lo ha proposto ieri il Consiglio federale, sottoponendo una modifica della legislazione al Parlamento. Le imprese di trasporto dovrebbero ottenere l&#8217;adozione di ulteriori mezzi e strumenti. L&#8217;attuale polizia ferroviaria sara&#8217; sostituita da un servizio di pattugliaa, non armato, in grado di agire anche su autobus, battelli e funivie.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070310000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070310000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070310000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070310000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2007%2F03%2F288669.shtml"/></p>
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	<description>Hanspeter Thur, l&amp;#8217;Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (Ifpdt) esprime serie perplessita&amp;#8217; sui controlli anti-droga a tappeto decisi dalle Ferrovie. Si[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>SOSTANZE DOPANTI  , SOSTANZE e CRAVING</title>
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	<pubDate>Tue, 26 Dec 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/12/281011.shtml#comments</comments>
    <category>droga_sostanze</category><category>craving.</category><category>sostanze</category><category>sotanze dopanti</category><category>tossicodipendenze</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width="95%" align=center border=0><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD style="BORDER-RIGHT: #99ccff 2px solid; PADDING-RIGHT: 4px; BORDER-TOP: #99ccff 2px solid; PADDING-LEFT: 4px; PADDING-BOTTOM: 4px; BORDER-LEFT: #99ccff 2px solid; PADDING-TOP: 4px" align=middle><B>CRAVING: ASPETTI COMPORTAMENTALI E BIOLOGICI - PARTE 1</B><br />
<B>Gilberto Gerra, Amir Zaimovic<br />
Centro Studi Farmacotossicodipendenze, Dipartimento Dipendenze Patologiche, AUSL di Parma.</B></p>
<p></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD style="BORDER-RIGHT: #99ccff 2px solid; PADDING-RIGHT: 4px; PADDING-LEFT: 4px; PADDING-BOTTOM: 4px; BORDER-LEFT: #99ccff 2px solid; PADDING-TOP: 4px; BORDER-BOTTOM: #99ccff 2px solid"><br />
Il craving è il desiderio impulsivo per una sostanza psicoattiva, per un cibo o per qualunque altro oggetto-comportamento gratificante: questo desiderio impulsivo sostiene il comportamento &#8220;addittivo&#8221; e la compulsione finalizzati a fruire dell&#8217;oggetto di desiderio. Ad esempio il craving per l&#8217;alcool può essere definito da un punto di vista linguistico &#8220;urgenza di bere&#8221;, cioè la tensione a consumare la sostanza, il pensiero ossessivo ricorrente del bere, sino alla perdita del controllo dei propri impulsi nei confronti delle bevande alcoliche. </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_1.gif"><br />
Fig. 1</p>
<p>Craving dunque come &#8220;urge to drink&#8221; innescato dalla presenza di bevande alcoliche che scatenerebbero, prima ancora di essere assunte, un desiderio incontrollabile nei soggetti vulnerabili. Il craving non è necessariamente connesso, quando è indotto dalla esposizione alle bevande alcoliche, alla possibilità di predire la ripresa del bere: al contrario l&#8217;urgenza di bere appare predittiva del maggior impiego di bevande alcoliche, durante i mesi successivi, quando è prodotta dalla esposizione a condizioni relazionali sperimentalmente indotte e al &#8220;role play&#8221; (Monti et al.,2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_2.gif"><br />
Fig. 2</p>
<p>Addirittura è stato verificato che le misure della consapevolezza e dell&#8217;attenzione rispetto agli elementi scatenanti il craving possono essere inversamente correlate con l&#8217;entità reale del consumo di sostanze. Il craving viene definito da altri l&#8217;esperienza soggettiva dello stato motivazionale direttamente responsabile del consumo di sostanze in soggetti dipendenti; una sorta di percezione interna dei livelli di compulsione nei confronti dell&#8217;alcool e delle droghe. Il craving sarebbe prontamente stimolato da fattori previamente associati con la sostanza, elementi capaci di svolgere un ruolo &#8220;trigger&#8221;, cioè &#8220;grilletto&#8221;, che innescano con un meccanismo di condizionamento, e per associazione di idee, il desiderio della gratificazione ottenuta chimicamente (Tiffany and Conklin, 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_3.gif"><br />
Fig. 3</p>
<p>Due le forme di craving distinte dal punto di vista delle aspettative del paziente: da un lato la preoccupazione di assumere la sostanza per evitare l&#8217;astinenza che viene definita &#8220;craving negativo&#8221;, dall&#8217;altro la compulsione nei confronti della sostanza sostenuta dall&#8217;aspettativa di una incentivazione, di una gratificazione. In questo caso la ricerca di un &#8220;reward&#8221; produrrebbe un &#8220;craving positivo&#8221;. (Tiffany and Conklin, 2000).<br />
<IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_4.gif"><br />
Fig. 4</p>
<p>Non semplice da spiegare la relazione tra craving e impiego addittivo della sostanza: infatti la semplice assunzione delle sostanze psicoattive che segue i ritmi e le modalità del comportamento addittivo è regolata da un processo automatico; al contrario il craving comporta l&#8217;attivazione di un meccanismo cognitivo che non corrisponde ad un processo automatico. L&#8217;urgenza di utilizzare la sostanza (craving) è connessa piuttosto con un conflitto nell&#8217;ambito cognitivo tra la motivazione all&#8217;assunzione dell&#8217;alcool o della droga e la consapevolezza del rischio che ne deriva: in quest&#8217;ottica dunque il craving diviene funzione di diversi fattori che interagiscono in un mutevole equilibrio con il mondo intrapsichico e con le interferenze ambientali. Tra questi fattori, primo tra tutti il desiderio della sostanza sostenuto dall&#8217;esposizione a stimoli condizionanti (cue), dallo stress e da condizioni a rischio del tono dell&#8217;umore (trigger mood) mantiene elevati livelli di craving; ad interferire con questo fattore di base viene la capacità di adattamento legata ai tratti temperamentali, alle caratteristiche psicologiche e ai disturbi psichiatrici, nonchè la consapevolezza del rischio connessa invece con la storia individuale, i fattori culturali, ambientali e relazionali (Monti et al., 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_5.gif"><br />
Fig. 5</p>
<p>Il craving rappresenta il desiderio per gli effetti della sostanza di cui il soggetto ha già fatto esperienza e che sono risultati gratificanti: elementi portanti a supporto del craving sarebbero l&#8217;impiego eccessivo della sostanza, in particolare durante l&#8217;astinenza dopo un periodo di dipendenza; il cambiamento della soglia della gratificazione a livello del Sistema Nervoso Centrale, con stati affettivi negativi, e i &#8220;rinforzi&#8221; indotti a partire da meccanismi condizionati (Koob, 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_6.gif"><br />
Fig. 6</p>
<p>Elemento più importanti del craving nel predire l&#8217;impiego delle sostanze è il livello di salivazione durante l&#8217;esposizione ai cue, alle immagini trigger (Monti et al., 2000): </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_7.gif"><br />
Fig. 7</p>
<p>rispetto alla reattività di fronte a immagini &#8220;cue&#8221;, capaci di suscitare un certo livello di craving in laboratorio umano, il desiderio impulsivo per la sostanza registrato sul campo, e cioè in condizioni cliniche ordinarie, è maggiormente correlato con la reale assunzione della sostanza e l&#8217;intensità della dipendenza. D&#8217;altra parte non sempre si è verificata una correlazione stretta tra craving misurato in condizioni di laboratorio e craving sul campo (Litt et al., 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_8.gif"><br />
Fig. 8</p>
<p>Il rilievo di basi biologiche per il craving è stato documentato in molti modi: ad esempio la reattività alla esposizione agli stimoli condizionati (cue) induce una incrementata urgenza di bere nei soggetti alcoolisti, coinvolgendo sia le bevande alcoliche che gli analcolici: il naltrexone, antagonista dei recettori oppioidi, sembra ridurre il desiderio delle bevande alcoliche, senza interferire con il craving per le bevande analcoliche, indicando una specificità del ruolo del sistema dei peptici oppioidi nel craving per l&#8217;etanolo e nelle precedenti esperienze con l&#8217;alcool (Rohsenow et al., 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_9.gif"><br />
Fig. 9</p>
<p>La vulnerabilità dell&#8217;individuo, e cioè la predisposizione psicobiologica a sviluppare la dipendenza, appare giocare un ruolo chiave nella percezione del craving: parole (cioè termini in senso linguistico) alcool-correlate assumevano la funzione di elementi scatenanti, di &#8220;cue&#8221;, più nei soggetti alcoolisti che nei soggetti controllo, mostrando la capacità di indurre potenziali EEG eventi-correlati più ampi nei soggetti affetti dalla dipendenza (Herrman et al., 2000). </p>
<p><IMG src="http://www.dronet.org/sostanze/ima/crav_10.gif"><br />
Fig. 10</TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061226000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061226000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061226000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061226000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2006%2F12%2F281011.shtml"/></p>
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	<description>CRAVING: ASPETTI COMPORTAMENTALI E BIOLOGICI - PARTE 1
Gilberto Gerra, Amir Zaimovic
Centro Studi Farmacotossicodipendenze, Dipartimento Dipendenze Patologiche, AUSL di Parma.



Il craving è il[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Babbo Natale è un tossico</title>
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	<pubDate>Mon, 25 Dec 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>tossicodipendenze</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Già.</p>
<p>E le canzoncine? Poco irritanti le stupide canzoncine?</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061225000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061225000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061225000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061225000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2006%2F12%2F280961.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Già.
E le canzoncine? Poco irritanti le stupide canzoncine?</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Droga: i nuovi limiti nel possesso personale</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/12/280444.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 20 Dec 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>leggi</category><category>decreto</category><category>dose</category><category>droga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il provvedimento era stato inserito in un decreto del ministero della Salute pubblicato poi sulla Gazzetta ufficiale n. 95 del 24 aprile scorso, ed era stato emanato successivamente all&#8217;approvazione della legge 49 del febbraio 2006. La normativa in materia di tossicodipendenze è stata modificata in senso più restrittivo, con decorrenza dal 9 maggio.</p>
<p>La nuova legge stabilisce come limite massimo 250 milligrammi di principio attivo per l&#8217;eroina (che corrispondono a circa 1,7 grammi di sostanza lorda e a 10 dosi); 750 milligrammi per la cocaina, cioè 1,6 grammi lordi e 5 dosi; 500 milligrammi di cannabis, che corrispondono a 5 grammi lordi e a 15-20 spinelli. Tra le altre sostanze più diffuse, l&#8217;ecstasy con 750 milligrammi (5 compresse), l&#8217;anfetamina con 500 milligrammi (5 compresse) e Lsd con 0,150 milligrammi, cioè 3 &#8220;francobolli&#8221;.</p>
<p>Ma la quantità non è l&#8217;unico parametro indicato dalla legge per definire se si tratta di consumo personale o di spaccio: ci sono altre &#8220;circostanze dell&#8217;azione&#8221;, se si è trovati per esempio in possesso di grandi quantità di denaro, o di modalità di presentazione della sostanza. Quindi scatta la denuncia penale anche se l&#8217;autorità giudiziaria valuta in base a tutti questi parametri, che la detenzione sia finalizzata alla spaccio. Altrimenti, ci sono le sanzioni amministrative previste per i consumatori: dall&#8217;ammonimento del prefetto al ritiro della patente, fino al divieto di allontanamento dal comune di residenza.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061220000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061220000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061220000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061220000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2006%2F12%2F280444.shtml"/></p>
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	<description>Il provvedimento era stato inserito in un decreto del ministero della Salute pubblicato poi sulla Gazzetta ufficiale n. 95 del 24 aprile scorso, ed era stato emanato successivamente[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Cannabis. Benissimo ministro Turco segue</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/11/276775.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/11/276775.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 19 Nov 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
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    <category>medical_marijuana</category><category>cannabis</category><category>leggi</category><category>novita</category><category>turco</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><TABLE cellSpacing=0 cellPadding=5 width="95%" align=center border=0><br />
<TBODY><br />
<TR vAlign=top><br />
<TD width="60%"></p>
<p>Ma il provvedimento, seppur apprezzabile e&#8217; molto timido e non risolve a nostro avviso una questione essenziale. Si continua a combattere militarmente una sostanza praticamente innocua, regalando cosi&#8217; miliardi di euro alle organizzazioni criminali che le vendono illegalmente. Ma la cosa ancora piu&#8217; sorprendente e&#8217; che spesso, chi la combatte, soprattutto in Parlamento, si presenta alle telecamere fumando sigarette, questo si&#8217; un comportamento nocivo per la salute. Un esempio e&#8217; Gianfranco Fini. A lui e a tutti coloro che, come lui, fumano e criticano aspramente il provvedimento del ministro Turco, chiediamo di riflettere su questo: di tabagismo muoiono in Italia circa 80.000 persone l&#8217;anno, 4 milioni in tutto il mondo; di cannabis, i morti sono 0 (zero).<br />
Se coloro che attaccano il ministro hanno ragione, e l&#8217;impostazione proibizionista e&#8217; quella giusta, allora comincino a promuovere tabelle anche per il possesso di tabacco: vada in galera chi viene pizzicato con qualche milligrammo di nicotina in piu&#8217;. </TD><br />
<TD width="20%"><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>disegna_menu_dx(tipo,&#8217;15662&#8242;);</p>
<p><TABLE width="100%"><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD></p>
<p><A class=menu href="http://droghe.aduc.it/php/stampa.php?id=15662" target=_blank></A>&nbsp;</TD></TR></TBODY></TABLE></TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061119000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061119000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061119000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061119000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2006%2F11%2F276775.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Ma il provvedimento, seppur apprezzabile e&amp;#8217; molto timido e non risolve a nostro avviso una questione essenziale. Si continua a combattere militarmente una sostanza praticamente innocua,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Terapia del dolore</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/10/273517.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/10/273517.shtml</guid>
	<pubDate>Sun, 22 Oct 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>MISS_LY2</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/tossicodipendenze/interventi/2006/10/273517.shtml#comments</comments>
    <category>medical_marijuana</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Semaforo verde del Governo all&#8217;uso terapeutico della cannabis. E&#8217; la novita&#8217; gia&#8217; annunciata nei giorni scorsi dal ministro della Salute <B>Livia Turco</B>, contenuta in un ddl di &#8217;semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute&#8217;, che oggi ha avuto il via libera da palazzo Chigi.<br />
Commentando le misure che verranno introdotte anche in Italia per la cura del dolore la Turco ha sottolineato che le norme che entreranno in vigore &#8220;attengono alla terapia del dolore e non hanno nulla a che fare con la cannabis come droga. Ma siamo un paese strano, basta che si parli di cannabis e succede il finimondo&#8221;. Il provvedimento, inoltre, facilita il ricorso a questi tipi di cure prevedendo un accesso semplificato anche per i farmaci oppiacei il cui ricettario speciale verra&#8217; abolito. Verra&#8217; quindi snellita sia la prescrizione sia l&#8217;aggiornamento del catalogo degli oppioidi.</p>
<p><B>COMMENTI</B></p>
<p>&#8220;Il ddl sulla cannabis terapeutica deve rappresentare un primo passo, verso la legalizzazione delle droghe leggere&#8221;. Questo il commento di <B>Francesco Mosca</B>, segretario nazionale della federazione dei Giovani Socialisti, a proposito della proposta del ministro della Salute, Livia Turco.<br />
&#8220;Finalmente anche l&#8217;Italia si mette al passo con altri paesi, che da tempo consentono di utilizzare cannabis terapeutica e farmaci oppiacei nella terapia del dolore. Questo provvedimento puo&#8217; rappresentare un contributo utile al dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, in quanto toglie elementi, a chi tende ad equiparare ogni tipo di droga&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Turco mette ticket di ogni tipo per pronto soccorso e ricoveri e vuole invece regalare la droga. Io ho molti dubbi sull&#8217;opportunita&#8217; di varare un disegno di legge sull&#8217;uso terapeutico della cannabis&#8221;.<br />
Lo afferma <B>Maurizio Gasparri</B> (An), secondo cui &#8220;questa possibilita&#8217; viene discussa da molti anni nel mondo scientifico, ma e&#8217; chiaro che i presunti effetti antidolorifici della cannabis, sono conseguibili attraverso moltissimi farmaci gia&#8217; in commercio; non si capisce quindi, l&#8217;urgenza di questo tipo di provvedimento, che, probabilmente, piu&#8217; che a effetti terapeutici, guarda all&#8217;obiettivo di rendere accettabile l&#8217;uso della droga&#8221;.<br />
&#8220;Si aprirebbero, se fosse approvato questo disegno di legge mille discussioni, nel caso in cui si scoprisse qualcuno intento a coltivare marijuana, e pronto a dire che lo fa per scopi terapeutici; sono, quindi, molto perplesso su questa proposta e, in Parlamento, credo certamente non da solo, mi battero&#8217; perche&#8217; le cure si facciano, con i tanti farmaci gia&#8217; in circolazione&#8221;.<br />
&#8220;Al di la&#8217; delle ipocrisie e delle bugie che vengono diffuse l&#8217;obiettivo e&#8217; chiaro: dare la sensazione che la cannabis sia una sostanza positiva e che, quindi, anche chi non la usa a scopo presunto terapeutico, in fondo, non fa nulla di male; l&#8217;obiettivo vero e&#8217; la legalizzazione delle droghe&#8221;.</p>
<p>Con grande soddisfazione, il Presidente della Societa&#8217; Italiana di Cure Palliative, <B>Furio Zucco</B>, accoglie l approvazione del ddl proposto dal Ministro della Salute, Livia Turco, che introduce importantissime novita&#8217; nella lotta contro il dolore inutile.<br />
&#8216;Il Decreto recepisce integralmente la proposta di abolizione del ricettario speciale per la prescrizione degli stupefacenti contro il dolore severo, prevista dalla petizione indirizzata al Ministro della Salute dai medici, dagli infermieri e da tutti gli iscritti alla Societa&#8217; Italiana di Cure Palliative&#8217;.<br />
Zucco afferma che &#8216;d ora in avanti, i medici potranno prescrivere i piu&#8217; efficaci farmaci contro il dolore, la morfina e i suoi derivati oppioidi, con il ricettario normale del Servizio Sanitario Nazionale, quello che usano tutti i giorni i medici di famiglia e gli specialisti ospedalieri&#8217;.<br />
&#8216;Non vi saranno piu&#8217; ostacoli formali e scuse per non prescrivere queste medicine indispensabili per lenire i dolori di oltre 300.000 persone ogni anno, facendo uscire finalmente il nostro Paese dal ruolo di fanalino di coda nella quantita&#8217; di consumo pro/capite di oppioidi, un indice della sensibilita&#8217; culturale nel trattamento contro la sofferenza&#8217;.<br />
Altre due importanti innovazioni introdotte dal decreto, dice Zucco, sono l introduzione nella farmacopea italiana dei derivati di sintesi della cannabis, utili nel controllo di alcuni sintomi dei malati affetti da malattie inguaribili in fase avanzata, e la possibilita&#8217; da parte del Ministero di introdurre nuove molecole nell elenco dei farmaci oppioidi, attraverso un semplice atto amministrativo, senza la necessita&#8217;, sinora obbligatoria, di un passaggio legislativo. Nuove conquiste per far si che anche nel nostro Paese i farmaci oppioidi non siano piu&#8217; considerati &#8216;droghe&#8217; ma farmaci indispensabili per rendere i malati liberi dalla &#8216;malattia dolore&#8217; quando il dolore e&#8217; &#8217;severo&#8217;.</p>
<p>&#8220;Il via libera dato dal governo all&#8217;iniziativa del ministro della Salute, Livia Turco, in materia di cannabis ad uso terapeutico, rappresenta finalmente un criterio alternativo all&#8217;ideologia proibizionista su tutto, anche al buon senso terapeutico&#8221;. Esprimono soddisfazione <B>Marco Cappato</B> e <B>Rocco Berardo</B>, rispettivamente segretario e vice segretario Associazione Luca Coscioni, sull&#8217;iter della proposta Turco sulla cannabis terapeutica. &#8220;Quello che questo ddl sulle terapie contro il dolore vuole mettere in campo finalmente e&#8217; un&#8217;importante affermazione e riconoscimento alla liberta&#8217; di cura. Auspichiamo- continuano- che il ministro Livia Turco avvii anche una radicale revisione delle politiche relative alla somministrazione e all&#8217;importazione della morfina in Italia, specie adesso che il governo ha recepito l&#8217;ordine del giorno del deputato della Rnp, D&#8217;Elia che prevede uno sforzo italiano per convertire l&#8217;oppio afgano in produzione di medicine per la terapia contro il dolore&#8221;.</p>
<p>&#8220;Accolgo con favore le proposte del ministro Turco su terapia antidolore. Nel nostro Paese, ed e&#8217; un male, manca una cultura in questo campo&#8221;. Ad affermarlo e&#8217; <B>Chiara Moroni</B> (Fi), a commento della proposta di legge del ministro della Salute, Livia Turco, sull&#8217;uso terapeutico della cannabis, approvata dal Consiglio dei ministri oggi.<br />
&#8220;Ci sono molti farmaci antidolore che possono aiutare gli ammalati, fra questi quelli che contengono principi attivi derivati dalla cannabis. In Italia- continua Moroni- il pregiudizio ideologico ha ostacolato l&#8217;utilizzo di tali farmaci. Non esistono legami fra le terapie antidolore e la discussione sulle droghe leggere&#8221;.<br />
Secondo Moroni, &#8220;inserire nei livelli essenziali di assistenza la possibilita&#8217; di accedere, in maniera informata e gratuita, all&#8217;anestesia epidurale per i parti e&#8217; una proposta che va nella direzione di far crescere l&#8217;utilizzo delle terapie antidolore&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo per la totale eliminazione della ricetta speciale che, benche&#8217; semplificata, continua a rimanere l&#8217;emblema di un&#8217;ancestrale associazione tra la morfina e le sostanze stupefacenti, anche quando questo oppioide viene impiegato per uso terapeutico&#8221;. La richiesta arriva da <B>Domenico Gioffre&#8217;</B>, rappresentante del Tribunale per i diritti del malato, oggi a un convegno sul dolore in corso a Pisa.<br />
A nome del Tribunale del malato, avanza anche la richiesta di un decreto legge che elimini dall&#8217;elenco delle sostanze stupefacenti i principi attivi utilizzati nella terapia del dolore. &#8220;Questo perche&#8217; ogni legge sulla droga introduce pregiudizi sull&#8217;associazione droga-morfina e complicazioni burocratiche nel corrente utilizzo di questo farmaco&#8221;, spiega il direttore del Centro toscano contro il &#8216;dolore inutile&#8217;. E&#8217; il caso della legge 49 del febbraio 2006 che ha reinserito l&#8217;obbligatorieta&#8217; della certificazione medica come documento di accompagnamento e di possesso dei farmaci oppioidi e simili.<br />
Provvedimento questo, del tutto assente nelle precedenti semplificazioni sull&#8217;impiego degli oppioidi&#8221;.<br />
Aggiunge poi Gioffre&#8217;: &#8220;Un&#8217;esistenza caratterizzata dal dolore persistente incide pesantemente sulla qualita&#8217; della vita. Il diritto all&#8217;eliminazione deve essere riconosciuto a tutti e ovunque, nei reparti ospedalieri, nei pronto soccorso, nelle strutture di lungodegenza, a casa del malato, per evitare che davanti ai dolori atroci e insopportabili si chieda di morire ancor prima di morire&#8221; .</p>
<p>&#8216;Nessuna scorciatoia alla legalizzazione delle droghe. In Italia sono in commercio centinaia di tipi di antidolorifici, anche molto potenti. Non possiamo far creder agli italiani che assumere la cannabis sia un fatto positivo. Quella e&#8217; e resta una droga. La Turco pensi a garantire un servizio sanitario efficiente, piuttosto che a regalare cannabis&#8217;. Cosi&#8217; <B>Enrico Montani</B>, capogruppo della Lega in commissione Affari Sociali alla camera, sulla decisione presa nel Consiglio dei ministri a proposito dell&#8217;uso della cannabis per le terapie antidolore.</p>
<p>&#8216;Un ddl che apra all&#8217;uso terapeutico dei cannabinoidi (che puo&#8217; esistere) nella terapia del dolore provocato da malattie gravi, alla stregua di quanto accade attualmente con la morfina, ad esempio, non puo&#8217; che vederci favorevoli. Ci vedrebbe contrari, invece, un ddl che aprisse all&#8217;uso terapeutico della cannabis (che non esiste). In altre parole: si&#8217; alla somministrazione sotto stretto controllo medico di farmaci derivati dalla cannabis; no alla canna, allo spinello &#8216;terapeutico&#8217; auto-somministrato, cioe&#8217; fumato&#8217;. Lo dichiara l&#8217;onorevole <B>Riccardo Pedrizzi</B>, responsabile nazionale di AN per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell&#8217;esecutivo politico nazionale del partito, commentando il ddl voluto dal ministro della Salute, Livia Turco, e approvato dal Consiglio dei ministri.<br />
&#8216;Il fatto che tra i sostenitori dell&#8217;uso terapeutico dei cannabinoidi vi sia anche chi propone la legalizzazione della cannabis, e la confusione che spesso viene fatta tra questi due aspetti profondamente diversi, -sottolinea Pedrizzi- contribuisce non poco a generare equivoci. Allora occorre fare chiarezza, una volta per tutte: un conto e&#8217; parlare del potenziale terapeutico dei cannabinoidi, ossia delle sostanze farmacologicamente attive contenute nella cannabis, ed in particolare del delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc), oltre che dei loro derivati di sintesi; un altro, ben diverso, e&#8217; parlare di possibile uso terapeutico della cannabis. Nel primo caso, infatti, - spiega l&#8217;esponente di AN - si parla di sostanze pure, contenute in preparazioni farmaceutiche, e quindi somministrate in dosi controllate. Nel secondo, invece, si tratta di un preparato vegetale contenente una percentuale estremamente variabile di Thc, che oltretutto viene spesso utilizzato con modalita&#8217; di assunzione -il fumo- che rendono ulteriormente elevata la variabilita&#8217; della dose assunta e dei conseguenti effetti&#8217;.<br />
&#8216;Ora, -prosegue l&#8217;esponente di AN- non v&#8217;e&#8217; chi non veda come la somministrazione di un farmaco preparato in maniera rigorosa e controllata ed in dose misurabile, sia preferibile, al fine di produrre un effetto terapeutico a sua volta controllato e di limitare effetti indesiderati e tossici, all&#8217;esposizione a dosi variabili di una sostanza attraverso il fumo. Del resto, nella letteratura scientifica non vi sono studi clinici rigorosi e convalidati sull&#8217;efficacia della cannabis fumata nel trattamento del dolore. Ed e&#8217; artificioso mettere sullo stesso piano le due modalita&#8217; di assunzione. Sarebbe come sostenere che usare l&#8217;oppio come analgesico e&#8217; la stessa cosa (o forse meglio) che usare un preparato farmaceutico a base di morfina&#8217;.<br />
E ancora : &#8216;E&#8217;, inoltre, tutto da dimostrare che gli effetti benefici dei cannabinoidi nella terapia del dolore siano superiori a quelli di altre sostanze, esse si&#8217; classificate come medicine. D&#8217;altronde l&#8217;eroina e&#8217; uno dei migliori analgesici che si conoscano, ma tutti sanno che e&#8217; anche la droga peggiore e nessuno -conclude l&#8217;esponente di AN- si sogna di presentarla come un farmaco&#8217;.</p>
<p>&#8220;Auspichiamo che il prodotto che sara&#8217; venduto in farmacia sia a base di derivati naturali della cannabis e non sintetico&#8221;. <B>Franco Corleone</B>, rappresentante del Forum Droghe, ex sottosegretario alla Giustizia, plaude al ddl approvato oggi dal Consiglio dei ministri che apre alla cannabis come prodotto alla base di farmaci anti-dolore. Bene, sottolinea, purche&#8217; &#8220;non si punti a sostanze spinte dalle case farmaceutiche&#8221;.<br />
E spiega perche&#8217;: &#8220;La bonta&#8217; della canapa per trattare i dolori e i fastidi conseguenti a malattie gravi, come i tumori o la sclerosi multipla sta proprio negli effetti positivi dei molteplici elementi e principi attivi contenuti dalla canapa naturale&#8221;.<br />
Sarebbe giusto, inoltre, per Corleone, che i farmaci venissero distribuiti gratuitamente, o dietro un pagamento di ticket, nelle farmacie.<br />
Quanto ai timori di chi vede nel ddl un primo passo alla liberalizzazione della sostanza, Corleone afferma: &#8220;C&#8217;e&#8217; chi e&#8217; ossessionato dalla canapa. E&#8217; chiaro che una valutazione terapeutica della sostanza annulla la sua demonizzazione, ma sarebbe come dire che la morfina, ora usata per fini terapeutici, e&#8217; libera per tutti. Resta ancora- conclude l&#8217;esponente del Forum droghe- un provincialismo culturale molto forte da superare&#8221;.</p>
<p>&#8216;Conosciuta da millenni nella medicina cinese e indiana, promossa da Galeno, la canapa e&#8217; stata presente nelle farmacie occidentali fino agli anni Cinquanta. Poi, una perversa campagna ideologica e politica ha portato alla sua proibizione. Ora, grazie alla ministra della Salute, Livia Turco, il governo prende atto doverosamente dei dati della scienza&#8217;. Cosi&#8217; <B>Guido Blumir</B>, presidente del &#8216;Comitato scientifico liberta&#8217; e droga&#8217;, commenta il ddl approvato oggi in Consiglio dei ministri.<br />
&#8216;I 200.000 malati di Aids, epatite C, sclerosi multipla, ecc. che gia&#8217; ora adoperano clandestinamente i prodotti - afferma il ricercatore, autore di un libro sulle proprieta&#8217; curative della cannabis pubblicato 33 anni fa - potranno farlo legalmente e potranno usufruire delle preziose proprieta&#8217; della canapa anche le centinaia di migliaia di pazienti a cui, per queste e altre patologie, la medicina e&#8217; stata negata da una politica arretrata e ingiusta&#8217;. </p>
<p>&#8220;Sono assolutamente concorde con la linea assunta dal Ministro Turco nel voler introdurre l&#8217;uso terapeutico della cannabis. È una decisione giusta che contribuisce a promuovere e a facilitare l&#8217;accesso ai farmaci contro il dolore&#8221;.<br />
È quanto afferma in una nota il Presidente della Commissione igiene e sanità di Palazzo Madama, <B>Ignazio Marino</B>, commentando il provvedimento promosso dal Ministro della Salute e approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.<br />
&#8220;Alleviare il dolore di chi soffre, sia per i malati terminali che per chi soffre di dolore cronico in generale, - prosegue - non è solo un obbligo per il medico, ma deve poter essere un diritto del paziente. Questo importante provvedimento renderà più accessibile l&#8217;uso di alcuni farmaci contro il dolore che, a causa di macchinose difficoltà burocratiche, difficilmente vengono prescritti. Viviamo nel ventunesimo secolo, e io credo che se abbiamo a disposizione dei mezzi che permettono di alleviare il dolore di chi soffre, dobbiamo ricorrervi senza difficoltà. È assolutamente irragionevole voler negare tale diritto, anche perché, e lo voglio sottolineare, introdurre la cannabis nell&#8217;uso terapeutico non ha nulla a che vedere con la legge sulla droga e con gli spinelli&#8221;.<br />
&#8220;I farmaci antidolore, anche quelli derivati dalla cannabis - commenta poi Marino - hanno un effetto su molti disturbi di malati non solo terminali. Io, per esempio, negli Stati Uniti utilizzavo regolarmente un farmaco, il marinol, derivato della cannabis, per combattere l&#8217;inappetenza e la conseguente perdita di peso in quei pazienti sottoposti a interventi chirurgici complessi come il trapianto di fegato o debilitati da trattamenti come la chemioterapia&#8221;.</p>
<p>&#8216;L&#8217;approvazione in Consiglio dei Ministri del ddl sulla cannabis terapeutica e&#8217; una vittoria per i malati e un primo passo per lo smantellamento della cultura proibizionista&#8217;.<br />
E&#8217; il commento del senatore dei &#8216;Verdi-Pdci, <B>Mauro Bulgarelli </B>alla notizia dell&#8217;approvazione in Cdm del decreto legge che autorizza l&#8217;uso dei farmaci a base di cannabinoidi contro il dolore cronico. &#8216;Viene sancita finalmente l&#8217;utilita&#8217; di questa sostanza nella terapia del dolore, tutelata la liberta&#8217; di cura degli ammalati e, soprattutto, viene marcata una netta inversione di tendenza rispetto agli orientamenti oscurantisti e repressivi del precedente governo delle destre&#8217;.<br />
&#8216;Ora bisogna proseguire su questa strada, abrogando la Fini-Giovanardi e ripensando dalle fondamenta la legislazione sulle droghe, che non puo&#8217; essere ispirata -conclude Bulgarelli- esclusivamente dal diritto penale, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette droghe leggere, per le quali auspico che si arrivi prima o poi alla loro legalizzazione&#8217;.</p>
<p>&#8216;Si tratta di un passo avanti nel senso del diritto alla salute per tutti i cittadini, e di un progresso rispetto ai sistemi di cura e di welfare troppo rigidi e standardizzati&#8217;. Lo ha detto a proposito del ddl sulla canapa terapeutica approvato dal Consiglio dei Ministri <B>Giuseppe Bortone</B>, responsabile per la politica delle tossicodipendenze della Cgil nazionale.<br />
&#8216;Da tempo avevamo manifestato il nostro interesse per una sperimentazione senza pregiudizi su questo terreno. Non possiamo percio&#8217; che rimarcare il risultato positivo, dovuto anche alle pressioni e alle battaglie di molti dei diretti interessati; ora - ha concluso - attendiamo ulteriori passi avanti sul piano del rafforzamento dei servizi per le tossicodipendenze e del superamento di una legislazione controproducente e repressiva&#8217;.</p>
<p>&#8216;Il ddl del governo sull&#8217;uso terapeutico della cannabis e&#8217; un primo passo, ora legalizzazione droghe leggere&#8217;. E&#8217; quanto chiede <B>Francesco Caruso</B>, deputato di Rifondazione comunista.<br />
&#8216;Con l&#8217;approvazione in consiglio dei ministri del decreto sull&#8217;uso terapeutico della cannabis - spiega il parlamentare -, viene ristabilito una verita&#8217; scientificamente provata da ormai diversi decenni: la cannabis non fa male, anzi. Ai signori del centro-destra che cercano strumentalmente di alzare la polemica, sarebbe opportuno ricordare che di cannabis non e&#8217; mai morto nessuno e che l&#8217;abuso di alcol che produce dipendenza ed effetti devastanti sulla salute ma mai nessuno si e&#8217; azzardato a vietarne la vendita&#8217;.<br />
&#8216;Oggi, invece, intorno al proibizionismo della cannabis - ha aggiunto - sono cresciute le mafie e la diffusione di droghe pericolosissime, come l&#8217;eroina e la cocaina, che anche illustri colleghi parlamentari non disdegnano dall&#8217;utilizzare arrecando gravissimi danni alla loro salute, come dimostra non solo e non tanto le inchieste giornalistiche, ma soprattutto quelle giudiziarie: vice-ministri dell&#8217;ex-governo Berlusconi che si fanno portare la cocaina al ministero, senatori che ammettono davanti ai magistrati di utilizzare cocaina per motivi di salute. Che questi signori oggi ci vengano a dare lezioni, mi sembra francamente ridicolo&#8217;.<br />
&#8216;Ora - ha detto Caruso - bisogna affrontare di petto la questione: ho depositato nelle settimane scorse la proposta di legge sulla legalizzazione dell&#8217;autocoltivazione della cannabis come misura di contrasto contro le mafie e il proibizionismo. Su questo tema non ci sono margini di ambiguita&#8217;, visto che in gioco c&#8217;e&#8217; la liberta&#8217; di migliaia di giovani e meno giovani che rischiano ogni giorno la galera per un pezzo di fumo.<br />
Nel programma dell&#8217;Unione si parla apertamente di decriminalizzazione delle condotte connesse all&#8217;uso della cannabis, ora bisogna mettere in campo questa politica, in modo che anche i tanti parlamentari che fanno uso di cannabis la smettano di nascondere e vergognarsi delle proprie abitudini.<br />
Piantatela, di fare gli ipocriti, piantatela, nei vostri giardini&#8217;.</p>
<p>&#8216;Per la prima volta il concetto di &#8216;droga&#8217; viene visto in maniera ambivalente: le sostanze possono anche essere usate per fini terapeutici e per lenire il dolore di chi soffre. Uscendo dalle estremizzazioni tanto care al centro destra, con questo provvedimento, il governo Prodi ha iniziato un percorso per affermare un principio basilare di chi lavora sulle tossicodipendenze: non conta la sostanza in se&#8217; ma quale uso se ne fa&#8217;: cosi&#8217; <B>Vittorio Agnoletto</B>, medico, gia&#8217; fondatore della Lega italiana per la lotta contro l&#8217;Aids, commenta l&#8217;approvazione del ddl presentato dal ministro Livia Turco. &#8216;Finalmente, quindi, e&#8217; stato fatto un primo passo avanti per quanto riguarda l&#8217;accesso e l&#8217;uso della cannabis terapeutica: mi auguro che il Parlamento si pronunci in modo compatto a favore del disegno di legge che semplifica la prescrizione di questi farmaci&#8217; ha aggiunto Agnoletto per il quale la scelta di oggi del Consiglio dei Ministri rappresenta un primo tassello di un percorso gia&#8217; sperimentato da altre nazioni. In Canada dal 2001 e&#8217; possibile fare un uso terapeutico della cannabis; in Olanda da tempo e&#8217; accettato l&#8217;uso terapeutico dei derivati della cannabis; cosi&#8217; come in diversi stati USA e&#8217; stato approvato tramite referendum.<br />
Agnoletto si e&#8217; anche detto perplesso della notizia dell&#8217;iscrizione nel registro degli indagati per la troupe del programma televisivo che ha eseguito l&#8217;ormai noto tampone sugli onorevoli. &#8216;Il programma aveva gia&#8217; fatto un sondaggio analogo sui clienti di una discoteca: perche&#8217; in quel caso non ci fu nessuna violazione della privacy? Spero che in Italia non esistano consumatori di stupefacenti di serie A e di serie B. E&#8217; ora di uscire da questo clima d&#8217;ipocrisia attorno al tema delle droghe, e&#8217; ora che si parli seriamente di politiche di riduzione del danno, di uso terapeutico della cannabis, di prevenzione e di riabilitazione per chi, in tutti i campi professionali, fa uso di stupefacenti&#8217;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;approvazione del ddl per la semplificazione degli adempimenti amministrativi per la tutela della salute avvenuta quest&#8217;oggi costituisce un&#8217;importante conquista, che cambiera&#8217; significativamente la vita di tanti pazienti con dolore&#8221;. Ha commentato cosi&#8217; <B>Francesca Floriani</B>, Presidente della Federazione di Cure Palliative (FCP) e della Fondazione Floriani, il varo del provvedimento promosso dal Ministro Turco. &#8220;La FCP, tramite una raccolta firme per sensibilizzare la popolazione su questa tematica - ha sottolineato Francesca Floriani - ha dato vita, insieme alla Societa&#8217; Italiana di Cure Palliative, a un&#8217;iniziativa a livello nazionale, che culminera&#8217; l&#8217;11 novembre con la VII Giornata contro la sofferenza inutile, al fine di snellire le procedure burocratiche per l&#8217;uso dei farmaci antidolorifici oppioidi. La semplificazione della prescrizione di farmaci oppiacei per il dolore severo permettera&#8217; finalmente il superamento di buona parte delle difficolta&#8217; che ostacolano la terapia con questi farmaci, a vantaggio dei 15 milioni di italiani affetti da dolore cronico. Con questo provvedimento, gli analgesici oppiacei saranno finalmente disponibili per chi ne ha bisogno e verranno superati gli inutili ostacoli burocratici, che penalizzano chi sta male&#8221;.</p>
<p><B>Franco Henriquet</B>, presidente dell&#8217; associazione Gigi Ghirotti di Genova, plaude all&#8217; iniziativa del ministro della Salute, Livia Turco, per la presentazione al consiglio dei ministri di un disegno di legge che prevede l&#8217;abolizione del ricettario medico speciale per la prescrizione di farmaci analgesici di tipo stupefacente e la possibilita&#8217; di prescriverli sul comune ricettario regionale.<br />
Henriquet sollecita inoltre i parlamentari liguri affinche&#8217; si attivino affinche&#8217; l&#8217; iter al Parlamento sia il piu&#8217; celere possibile per poter giungere all&#8217; approvazione del disegno di legge.<br />
&#8216;E&#8217; un provvedimento - commenta - richiesto da tempo dalle organizzazioni impegnate nelle cure palliative, quindi anche dall&#8217; associazione Gigi Ghirotti di Genova che ancora recentemente, cioe&#8217; nell&#8217; aprile scorso, presento&#8217; al ministro della Salute una proposta di legge in merito&#8217;.<br />
&#8216;Con la nuova norma prescrittiva - aggiunge - sara&#8217; possibile curare in modo piu&#8217; appropriato il dolore, soprattutto per chi ne e&#8217; colpito per causa di tumore, poiche&#8217; ogni medico potra&#8217; usare il ricettario normale sul quale prescrive giornalmente ogni tipo di medicina. Sara&#8217; anche scalfita e nel tempo dimenticata l&#8217; infausta equazione morfina=droga&#8217;.<br />
Henriquet si augura inoltre che &#8216;il ministro consideri ancora un aspetto di grande importanza per le cure palliative, che in gran prevalenza di prestano a domicilio, cioe&#8217; la riutilizzazione di medicinali non utilizzati, correttamente conservati e ovviamente non scaduti, cosi&#8217; come previsto dall&#8217; art. 157 del decreto legislativo del 24 aprile del 2006 nø219, per il quale si e&#8217; in attesa di un ulteriore decreto che stabilisca le modalita&#8217; per la loro riutilizzazione&#8217;. </p>
<p>Il ministro alla Sanita&#8217; Livia Turco &#8216;ha avuto quel coraggio che e&#8217; sempre mancato ai suoi predecessori. Un buon inizio ed un buon auspicio&#8217;: e&#8217; il commento di <B>Silvio Viale</B>, medico di Exit-Italia e della direzione nazionale della Rosa nel Pugno, a proposito alla semplificaizone delle prescizioni per i farmaci oppiacei.<br />
Secondo Viale, pero&#8217;, non c&#8217;e&#8217; &#8216;alcuna contrapposizione tra la richiesta di una normativa a favore dell&#8217; eutanasia e la terapia del dolore&#8217;.<br />
&#8216;Finalmente un provvedimento concreto - ha commentato Viale, tra l&#8217; altro pioniere a Torino dell&#8217; uso della pillola abortiva - Si e&#8217; rotto un tabu&#8217;. E&#8217; da anni che noi di Exit chiediamo l&#8217; abolizione del ricettario speciale per gli oppiacei per favorire la diffusione delle terapie del dolore. Al contrario, in due occasioni si era provveduto a modificare il ricettario speciale senza alcuna conseguenza positiva&#8217;.<br />
&#8216;I malati, sia quelli che soffrono per il dolore, sia quelli che sono nella fase terminale della propria vita - ha aggiunto il medico Radicale - hanno il diritto alle terapie piu&#8217; efficaci&#8217; Viale ha infine auspicato che anche &#8216;il testamento biologico faccia fare un ulteriore passo avanti&#8217;.</p>
<p>&#8220;Finalmente una legge che supera le opposizioni di tipo ideologico e riconosce le proprieta&#8217; terapeutiche della cannabis&#8221;. Molto positivo il commento di <B>Fabrizio Starace</B>, esperto in sostanze d&#8217;abuso e decisioni mediche di fine vita, primario psichiatra all&#8217;ospedale Cotugno di Napoli, sulla legge Turco.&#8221;E&#8217; un superamento dei pregiudizi e delle farraginosita&#8217; delle prescrizioni delle terapie anti dolore&#8221;, dice. E spiega: &#8220;Le proprieta&#8217; del principio del tetraidrocannabinolo (Thc) sono note gia&#8217; da tempo in tutti i paesi europei e anche negli Stati uniti, notoriamente contrari all&#8217;utilizzo di sostanze psicotrope&#8221;.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061022000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061022000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061022000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061022000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftossicodipendenze%2Finterventi%2F2006%2F10%2F273517.shtml"/></p>
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	<description>Semaforo verde del Governo all&amp;#8217;uso terapeutico della cannabis. E&amp;#8217; la novita&amp;#8217; gia&amp;#8217; annunciata nei giorni scorsi dal ministro della Salute Livia Turco, contenuta in[...]</description>
	
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