Dipendenze patologiche - Senza fissa dimora

Oggi si riscontra un generale abbassamento dell’età media dei soggetti senza dimora; è in crescita la componente femminile e dei soggetti con problemi psichici; è cambiata la componente etnica dell’universo dei senza dimora, da orami diversi anni è possibile riscontrare un crescente numero di soggetti appartenenti a minoranze etniche e comunità di immigrati. …a volte sembra che nei confronti di questi soggetti l'indifferenza prenda il sopravvento, i "barboni" sono diventati soprammobili che non si notano più, fanno parte di un arredamento e la gente si accorge della loro esistenza solamente quando pensa che il tale dal corpo malconcio deturpa l'ambiente cittadino…

Un uomo, una persona anziana con il cappotto e un’immancabile sporta tra le mani, che vive, si sposta e dorme chissà dove, è questa la descrizione radicata nell’immaginario popolare del “barbone”, del “senza fissa dimora”, colui cioè che ha volontariamente rotto i ponti con la società e che ha accettato o addirittura voluto la vita in strada.

Una figura, a differenza di quanto comunemente si ritiene, che oggi è sicuramente minoritaria (la sua percentuale, dagli ultimi studi varia infatti tra l’1 e il 10%) rispetto ai “senza dimora” del terzo millennio, persone cioè che prima di finire sulla strada venivano considerate interne al sistema, il cui vissuto non era segnato da precarietà ed emarginazione, con una vita stabile, un lavoro e una famiglia, vittime di rotture che innescano un circuito spesso senza ritorno.

Questo mondo complesso, non uniforme, è oggi composto da persone di età, itinerari e situazioni molto diverse; alcolisti, soggetti con problemi psichici, immigrati arrivati in Italia in cerca di un lavoro e coloro la cui condizione di disagio dipende sempre meno dalla propria volontà.

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