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parte 9°

Ma ... esiste davvero l'alopecia androgenetica femminile?

dott. Andrea Marliani

specialista in Clinica dermatologica

specialista in Endocrinologia

presidente Fondatore della Società Italiana di Tricologia

docente presso la Scuola Internazionale di Medicina Estetica FIF

Ma … esiste davvero l’alopecia
androgenetica femminile?

L’alopecia androgenetica è il risultato di un processo
combinato androgeno-dipendente e di una trasmissione genetica.

É ormai comunemente accettato che l’alopecia androgenetica
maschile è associata ad un aumento dell’attività
della 5-alfa-reduttasi, con incremento locale della produzione
di diidrotestosterone, oppure ad una maggiore sensibilità
locale all’azione del DHT. Questo è stato dimostrato principalmente,
se non esclusivamente, negli uomini e poi, riteniamo impropriamente,
esteso alle donne.

L’incremento dell’attività 5-alfa-reduttasica o della sensibilità
locale al DHT spiega la ben nota efficacia degli inibitori della
5-alfa-reduttasi.

Il meccanismo attraverso il quale dall’aumento del diidrotestosterone
locale si arriva alla miniaturizzazione e poi alla perdita dei
capelli non è affatto chiarito. Personalmente riteniamo
che la chiave per comprendere il processo di miniaturizzazione
sia nella produzione locale di ormoni durante il catagen.

Comunque, se si considera il processo di calvizie come androgeno
dipendente, l’alopecia androgenetica deve essere limitata alle
sole aree recettrici degli androgeni. Nel cuoio capelluto questi
recettori sono stati individuati solo nell’area frontale e nel
vertice, e non nell’area temporale ed occipitale. In effetti negli
uomini è così e l’alopecia androgenetica si presenta
solo in queste zone, mentre nelle donne la caduta dei capelli
è raramente localizzata a queste sole aree, anche quando
con l’avanzare dell’età vi sono ampie zone calve. Nelle
donne l’alopecia è, di solito, diffusa anche alle zone
non androgeno dipendenti. Inoltre i livelli ormonali degli androgeni
nella donna sana sono sempre molto più bassi di quelli
presenti nel maschio. Anche il maschio in terapia con finasteride
ha livelli di DHT circa 10 volte superiori a quelli della donna
con alopecia, il che la fa malamente definire come “androgenetica”.

In sostanza gli inibitori della 5-alfa-reduttasi appaiono inefficaci
nelle donne.

Dosi farmaceutiche di estrogeni (gravidanza, contraccezione) hanno
spesso un effetto benefico su molti casi di alopecia probabilmente
attraverso meccanismi non anti-androgeni. Dosi farmacologiche
di estrogeni, di solito associate ad agenti antiandrogeni simili
al progesterone, vengono ampiamente usati, nella alopecia femminile,
con buoni risultati che tuttavia non sono stati provati da trial
clinici. É importante anche precisare che la papilla dermica
ha un’aromatasi, specificamente nell’area occipitale, la cui funzione
non è stata ancora ben definita nell’ambito dell’alopecia
femminile.

Nelle donne, fatta eccezione per qualche raro caso di anomala
produzione ormonale surrenalica o ovarica per difetto enzimatico
o per tumore secernente, l’alopecia appare molto diversa da quella
maschile ed i meccanismi appaiono differenti ed, anche se non
ancora del tutto chiariti, quasi sempre assimilabili a quelli
del telogen effluvio cronico o ad una situazione da carenza locale
di estrone.

I casi di quelle ragazze con capelli fini e diradati su tutto
il cuoio capelluto (ma più sul vertice e nella zona frontale)
con la madre (spesso) nelle stesse condizioni ma con mestruo e
fertilità normale, senza eccesso di androgeni circolanti
ed in cui non è possibile reperire chiari elementi clinico
laboratoristici che ci facciano deporre per un telogen effluvio
ci fanno pensare a una resistenza periferica familiare del follicolo
alla azione degli estrogeni (deficit di 17 steroido ossidoriduttasi,
aromatasi, 3 alfa riduttasi). Sono cioè alopecie carenziali!

Tutto questo ha risvolti terapeutici fondamentali:

- gli inibitori della 5-alfa riduttasi sono inefficaci nelle donne;

- una terapia topica con estrone o 17 alfa estradiolo può
risultare efficace in molti casi;

- se invece l’alopecia della donna interessa realmente e solo
il vertice con la “chierica maschile” ed ancor più
la zona frontoparietale con chiara “stempiatura” a pattern
maschile si dovrà sospettare una fonte di androgeni e si
dovranno effettuare le seguenti indagini:

Testosterone

17 OH progesterone

Ecografia addominale e pelvica

Non basta la presenza di un comune “ovaio micropolicistico”
(che non è una malattia!) a provocare un’androgenetica
femminile a pattern maschile ma occorre qualcosa di ben più
grave come un tumore ovarico o surrenalico secernete androgeni
o un deficit enzimatico surrenalico come quello di 21 idrossilasi.

Riferimenti

Amy McMichael: “le cause più comuni della caduta
dei capelli nelle donne e l’importanza di una diagnosi precoce
nel trattamento” American Academy of Dermatology 57°
meeting annuale, New Orleans, 2002.

Price V.H., Roberts J.L., Hordinsky M., Olsen E.A., Savin R.,
Bergfeld W., Fiedler V., Lucky A., Whiting D.A., Pappas F., Culbertson
J., Kotey P., Meehan A., Waldstreicher J.: “Mancanza di efficacia
della finasteride nelle donne affette da alopecia androgenetica
in post-menopausa”

Jamin C.: “Alopecia androgenetica e donne” Ann. Dermatol.
Venereol. Maggio 2002; 129 (5 Pt 2): 801-3

Rushton D.H., Ramsay I.D.: “The importance of adequate
serum ferritin levels during oral cyproterone acetate treatment
of diffuse androgen-dependent alopecia in women” Clin Endocrinol,1992.

Simpson N.: “Classificazione e trattamento delle alopecia”
in: “Dermatology: Clinical Update” Upjohn, 1986.