Questo sito contribuisce alla audience di

parte 8°

Evoluzione nelle donne

Evoluzione nelle donne

a cura di Daniele Campo

Nelle donne l’alopecia androgenetica si presenta in genere
tra i trenta ed i quarant’anni (rispetto ai venti-trenta anni
degli uomini). I problemi dei capelli possono cominciare iniziare
in coincidenza di un cambiamento ormonale come l’assunzione o
la sospensione di un contraccettivo, nel post parto, in periodo
perimenopausale o postmenopausale oppure in conseguenza di una
sensibile variazione ponderale. La recessione frontoparietale
avviene comunque al momento della maturazione sessuale nell’80%
delle donne (come nella maggior parte degli uomini) e spesso in
concomitanza con l’assunzione di un estroprogestinico orale (che
può non essere estraneo a questo) ed è generalmente
molto meno evidente di quella maschile. La presenza di una recessione
frontoparietale profonda è però probabilmente correlata
con una maggiore produzione testosterone piuttosto che con l’accentuata
conversione di questo in diidrotestosterone. In entrambi i sessi
l’area a rischio è l’intera parte superiore del cuoio capelluto
ma nelle donne, a differenza dei maschi, si ha generalmente una
diffusa perdita di densità di tutta la capigliatura, anche
se più evidente nella zona del vertice. Si determina così
una diminuzione ovalare della densità dei capelli nell’area
centrale del cuoio capelluto dietro la frangia frontale conservata.
Questo conservarsi dell’attaccatura frontale è un’altra
differenza tipica tra l’alopecia androgenetica femminile e maschile.

Erich Ludwig divise l’alopecia androgenetica femminile in tre
stadi basati sulla densità dei capelli (1977).

Le donne del primo gruppo costituiscono la grande maggioranza
e la perdita di capelli può essere avvertita solo paragonando
la densità sulla sommità del cuoio capelluto con
quella dell’occipite.

Il secondo gruppo raggiunge un diradamento maggiore e meno mascherabile.

Le donne del terzo gruppo sono più rare e, come quelle
che in periodo premenopausale sviluppano una alopecia a pattern
maschile con profonda recessione frontale, richiedono un accertamento
endocrinologico per un potenziale stato androgeno patologico.
Anche nello stadio III di Ludwig tuttavia, a differenza del maschio,
l’area non è mai completamente calva e persistono molti
capelli “normali” insieme ai miniaturizzati.

Sulzberger, Witten e Kopf per primi riportarono alcune importanti
osservazioni cliniche: nelle donne con “alopecia diffusa”
i capelli sono diventati più sottili, la capigliatura meno
densa e talvolta più untuosa. Soggettivamente i capelli
sono meno trattabili cosmeticamente. Altri sintomi riferiti dalle
pazienti sono: “fragilità, formicolio, sensazione
di pelle d’oca, bruciore, prurito ed una spiacevole ipersensibilità
del cuoio capelluto”.

L’incidenza dell’alopecia androgenetica nelle donne è stata
valutata tra l’8 ed il 25%, ma questi calcoli possono aver escluso
i soggetti con diradamento leggero e facilmente camuffabile. Nelle
donne, una diminuzione della densità di capelli diventa
spesso visibile dopo la menopausa e può essere associata
ad un’ulteriore recessione biparietale. Non è oggi chiaro
se questa perdita di capelli postmenopausale sia dovuta all’alopecia
androgenetica. Sembrerebbe collegata ai cambiamenti ormonali causati
dall’anovulazione e dall’insufficiente sintesi di estrogeni e/o
progesterone. Anche il fatto che la ghiandola surrenale vada incontro
a dei cambiamenti nella produzione androgena delle donne dopo
i cinquanta anni può avere un ruolo in questa perdita di
capelli. Resta da comprendere con esattezza come tutti questi
dati siano in connessione.

Riferimenti

Olsen Mc Growth-Hill: “Disorders on Hair Growth”
1993.

Hamilton JB: “Male hormone stimulating is prerequisite
and an incitant in common baldness” Am J Anat, 1942.

Ludwig E: “Classificationof types of androgenetic alopecia
occuring in female sex” Br J Dermatol, 1997.

Norwood O.T.: “Male pattern baldness: classification and
incidence” South Med. J. 1975; 68: 1359.