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parte 8°

Diagnosi

La diagnosi di alopecia areata nelle sue forme tipiche non
presenta difficoltà. Talvolta però la malattia può
presentarsi clinicamente con aspetti difficili e “mascherati”.

Come già abbiamo accennato l’alopecia areata può
esordire con un quadro senza chiazze alopeciche ma simile al “telogen
effluvium” e si parla in questi casi di “alopecia areata
incognita”. Un esame microscopico dei capelli che cadono
mostrerà che nella alopecia areata la maggior parte degli
elementi che cadono sono catagen o anagen distrofici assottigliati
nella loro porzione prossimale (a punto esclamativo), nel telogen
effluvio sono telogen maturi.

Di fronte a una chiazza alopecica localizzata a livello fronto-temporale
bisogna tenere presente la “alopecia triangolare congenita”,
così di fronte a una chiazza del vertice bisogna conoscere
la “aplasia cutis verticis” che tuttavia si differenziano
per l’assenza di peli a coda di topo (o a punto esclamativo) e
per il dato anamnestico della presenza della chiazza fin dalla
nascita.

Le chiazze di lunga durata possono porre problemi differenziali
con le alopecie cicatriziali nella fase di remissione, con il
LED, il lichen ruber planus, con la pseudoarea di Brocq, con le
cicatrici. Tutte queste condizioni hanno comunque un aspetto francamente
più atrofico.

Talvolta difficile ed importante è la diagnosi differenziale
con le alopecie metastatiche specialmente da carcinomi mammari,
che al tatto sono però più dure ed aderenti.

L’eritema cronico migrante è molto simile, nelle sua fase
di estensione, alla alopecia areata ma al centro della chiazza
è comunemente visibile la necrosi cutanea dovuta alla pinzatura
di zecca.

La tricotillomania si distingue per l’aspetto spesso bizzarro
delle chiazze, la presenza di peli spezzati e di colpi d’unghia.