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parte 7°

Decorso

Il decorso della alopecia areata è imprevedibile. Nella
maggior parte dei pazienti e nelle forme a chiazze i peli ricrescono
spontaneamente, ma il decorso della affezione è capriccioso,
tipicamente recidivante e le recidive sono più gravi dell’episodio
iniziale. Spesso, mentre i capelli ricrescono in una chiazza altre
chiazze si aprono in altre sedi.

Effettuando una trazione con le dita su ciuffi di capelli (pull
test) ai bordi di una chiazza attiva e “contando” il
numero dei capelli estratti si può avere un’ idea della
evoluzione della malattia, quando il numero di capelli che si
estraggono è elevato (5 - 15 ed oltre) è verosimile
che la chiazza stia ingrandendosi. Se il test è positivo
su tutto il cuoio capelluto è prevedibile che il paziente
svilupperà una forma severa di alopecia areata.

La alopecia areata si associa spesso a sindromi malformative o
disordini immunitari. Nei pazienti atopici l’alopecia areata spesso
esordisce nei primi anni di vita, ha un decorso molto lungo, con
molte ricadute e può evolvere verso le forme più
gravi.

La sindrome di Down si associa con alta frequenza alla alopecia
areata che in questi pazienti assume un andamento cronico con
scarsa risposta alla terapia. I pazienti con sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada,
caratterizzata da uveite, ipoacusia, manifestazioni neurologiche
e vitiligine, presentano spesso anche una alopecia areata. Questa
sindrome potrebbe essere espressione di un interessamento polidistrettuale
dei melanociti, che oltre che a livello dell’epidermide e dei
follicoli sono presenti anche a livello dell’uvea, dell’orecchio
interno e delle meningi. Alcuni studi hanno dimostrato che i pazienti
alopecici presentano alterazioni a carico del cristallino, del
fundus ed anomalie morfologiche funzionali dell’epitelio pigmentato
retinico. Alcuni autori hanno descritto anomalie gonadiche ed
anticorpi antigonadi a titolo significativo in pazienti giovani
con alopecia areata.