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parte 6°

Aspetti clinici

L’esordio della alopecia areata è caratteristicamente
acuto e questo fatto è, come già detto, in contrasto
con l’ipotesi di una patogenesi autoimmune “pura” della
malattia.

Il paziente, o spesso chi gli vive vicino o il parrucchiere,
si accorge della comparsa di una o più chiazze tipicamente
“areate”, completamente prive di peli, circolari o ovalari.
La cute non presenta alterazioni ma talvolta può apparire
leggermente depressa, simil atrofica, oppure, al contrario, edematosa
e leggermente eritematosa.

Le chiazze di alopecia areata possono interessare qualsiasi zona
del corpo ma sono più frequenti al cuoio capelluto ed alla
barba, zone più coinvolgenti emotivamente.

Seppure raramente la alopecia areata può interessare
solo le ciglia, le sopracciglia ed il pube, zone cioè con
anagen di breve durata e catagen/telogen relativamente lungo.
Sul cuoio capelluto la zona più colpita sembra essere quella
parietale. Quando la malattia si localizza in zona temporo-occipitale
si parla di ofiasi.

In base alla localizzazione ed all’estensione si suole distinguere
una alopecia in chiazze singole o multiple, una alopecia totale
che coinvolge tutto il cuoio capelluto, una alopecia universale
che interessa tutti i peli del corpo.

Ai margini delle chiazze in fase attiva si notano i “peli
a coda di topo”: sono peli corti, tronchi a circa 3 mm dall’ostio
follicolare, con diametro e colore che si riducono progressivamente
in senso prossimale, destinati a cadere in 1 - 2 settimane; questi
stessi una volta estratti, per la loro tipica forma, vengono detti
“a punto esclamativo”: si tratta di elementi anagen
distrofici o catagen, risultati da una alterazione transitoria
del processo di cheratinizzazione e sono patognomonici della alopecia
areata.

Tipico anche il “pelo cadaverizzato” che appare come
un punto nero sulla cute alopecica. Si tratta di un pelo che non
supera l’ostio follicolare. Quando la malattia è in fase
di risoluzione sono visibili, nelle chiazze, gli osti follicolari
aperti.

I capelli bianchi sono più resistenti al trauma alopecizzante
ed alla malattia. Quando questa ha un esordio acuto in soggetti
con capelli brizzolati, talvolta il paziente si ritrova con i
soli capelli bianchi. La relazione fra colore dei capelli ed alopecia
areata è evidenziata anche dalla predilezione della malattia
per i soggetti con capelli scuri e dal fatto che quando i capelli
ricrescono sono spesso bianchi o comunque di un colore più
chiaro di quello originario. Talvolta una ciocca bianca può
persistere per anni dopo la guarigione.

Non sempre però la malattia si presenta, in maniera
tipica, ma può esordire con un effluvio acuto, alopecia
areata incognita, e può porre problemi differenziali con
un telogen effluvio. La presenza di capelli in catagen o in anagen
distrofico all’esame attento o al controllo microscopico dirime
i dubbi diagnostici.

La alopecia areata si accompagna soventemente anche ad alterazioni
ungueali, a dimostrazione che la noxa patogena che colpisce i
peli colpisce anche le unghie, ma queste non appaiono correlate
con la gravità e con la prognosi della malattia di base.

I danni ungueali possono presentarsi in vario modo: il pitting
è l’alterazione più comune, si tratta di depressioni
cupuliformi disposte “a ditale da cucito” in modo geometrico.
Talvolta si osservano anche linee di Beau, probabilmente in relazione
ad una noxa patogena più forte che ha agito in uno spazio
di tempo più ristretto. In un numero limitato di pazienti,
valutato intorno al 3%, l’alopecia areata si associa ad onicopatia
grave che coinvolge tutte le venti unghie “twenty nail distrophy”
o “trachionichia” (tracus = ruvido).

Nella trachionichia la lamina ungueale assume un aspetto simile
a quello di una superficie trattata con la carta vetrata. La trachionichia
è più frequente nei bambini ed il suo esordio può
precedere o seguire quello della alopecia areata anche di anni
ed il suo decorso non appare necessariamente legato a quello della
alopecia areata. La trachionichia ha comunque andamento benigno
e tende ad una lenta regressione spontanea nel giro di qualche
anno.